Competenza Magistrato di Sorveglianza: Dove si Presenta l’Istanza?
La determinazione della competenza del magistrato di sorveglianza è una questione cruciale che incide direttamente sui diritti dei detenuti e sull’efficienza del sistema giudiziario. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 8773 del 2024, ha ribadito un principio fondamentale per risolvere i dubbi sulla competenza territoriale, in particolare riguardo alle istanze di permesso premio. La decisione chiarisce che il fattore determinante è il luogo di detenzione al momento della presentazione della richiesta, indipendentemente da eventuali trasferimenti successivi del detenuto.
I Fatti del Caso: Una Richiesta di Permesso e un Conflitto di Competenza
La vicenda trae origine dalla richiesta di un permesso premio presentata da un detenuto il 21 febbraio 2022, mentre si trovava in un istituto penitenziario di Palermo. Quasi un anno dopo, il 5 gennaio 2023, il Magistrato di Sorveglianza di Palermo si dichiarava incompetente, disponendo la trasmissione degli atti al collega di Nuoro.
A sua volta, il Magistrato di Sorveglianza di Nuoro, con un provvedimento del 6 febbraio 2023, sollevava un conflitto di competenza. Egli sosteneva che la giurisdizione dovesse essere radicata a Palermo, poiché era lì che il detenuto si trovava al momento in cui aveva depositato la sua istanza. La questione è stata quindi rimessa alla Corte di Cassazione per una decisione definitiva.
La Questione Giuridica: Chi Decide sul Permesso Premio?
Il nucleo del problema legale era semplice ma fondamentale: quale giudice è competente a decidere sulla richiesta di un beneficio penitenziario quando sorge un dubbio sulla giurisdizione territoriale? La risposta a questa domanda determina non solo quale ufficio giudiziario debba gestire la pratica, ma garantisce anche la certezza del diritto per il detenuto, evitando inutili ritardi procedurali.
L’Analisi della Corte e la Competenza del Magistrato di Sorveglianza
La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto basandosi su un orientamento giurisprudenziale consolidato. Il criterio per la ripartizione della competenza territoriale tra i magistrati di sorveglianza è disciplinato dall’articolo 677 del codice di procedura penale. Questa norma ha carattere generale e si applica a tutte le materie di competenza della magistratura di sorveglianza, inclusa la concessione dei permessi premio.
Il principio cardine, richiamato dalla Corte, è che la competenza si determina con riferimento al luogo in cui il richiedente si trova nel momento in cui presenta la sua domanda. Questo criterio, noto come “tempus regit actum” applicato alla competenza, ‘fotografa’ la situazione al momento del deposito dell’istanza, rendendo irrilevanti i successivi spostamenti del detenuto.
Le Motivazioni della Decisione
Le motivazioni della Corte si fondano sulla necessità di assicurare stabilità e certezza alla competenza giurisdizionale. Ancorare la competenza al luogo di detenzione al momento della domanda impedisce che questa possa cambiare continuamente a seguito di trasferimenti, un evento non raro nella vita carceraria. Questo approccio previene il ‘forum shopping’ e, soprattutto, garantisce che il procedimento non subisca rallentamenti dovuti a continui passaggi di fascicoli tra diversi uffici giudiziari. La Corte ha sottolineato come questo principio, già affermato in una sentenza del 1992 (n. 1733), sia ancora pienamente valido e condivisibile. L’applicazione di questa regola ha portato a una conclusione logica e inevitabile: poiché il detenuto era a Palermo quando ha chiesto il permesso, la competenza a decidere spetta al Magistrato di Sorveglianza di Palermo.
Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza
La decisione della Cassazione ha importanti implicazioni pratiche. Per i detenuti e i loro difensori, essa fornisce una chiara indicazione su quale sia l’ufficio giudiziario corretto a cui indirizzare le istanze: quello del luogo di detenzione attuale. Per i magistrati, rafforza un criterio oggettivo e di facile applicazione, riducendo l’incertezza e la possibilità di conflitti di competenza. In definitiva, la sentenza ribadisce che la corretta individuazione della competenza del magistrato di sorveglianza non è un mero formalismo, ma un presupposto essenziale per un’amministrazione della giustizia rapida ed efficiente.
Come si determina la competenza del Magistrato di Sorveglianza per un permesso premio?
La competenza territoriale spetta al magistrato nella cui giurisdizione si trova l’istituto penitenziario dove il detenuto è ristretto al momento della presentazione della richiesta, come stabilito dall’art. 677 del codice di procedura penale.
Cosa succede se un detenuto viene trasferito dopo aver presentato un’istanza?
Il trasferimento del detenuto in un altro istituto, successivo alla presentazione dell’istanza, è irrilevante. La competenza rimane radicata presso il magistrato del luogo dove è stata originariamente e correttamente presentata la domanda.
Quale principio ha applicato la Corte di Cassazione in questo caso?
La Corte ha applicato il principio consolidato secondo cui la competenza si ‘cristallizza’ al momento del deposito dell’istanza (tempus regit actum). Il giudice competente è quello del luogo di detenzione in quel preciso momento, garantendo così certezza e stabilità al procedimento.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 8773 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 1 Num. 8773 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 03/10/2023
SENTENZA
sul conflitto di competenza sollevato da: MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA DI NUORO nei confronti di:
MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA DI PALERMO
con l’ordinanza del 06/02/2023 del MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA di NUORO
udita la relazione svolta dal Dott. NOME COGNOME; lette le conclusioni del PG NOME COGNOME
Il Pubblico Ministero, in persona del AVV_NOTAIO NOME COGNOME, Avvocato Generale della Procura Generale di questa Corte, ha concluso chiedendo che si dichiari la competenza del Magistrato di sorveglianza di Palermo.
RITENUTO IN FATTO
Con atto presentato il 21 febbraio 2022, il detenuto in espiazione di pena NOME COGNOME chiedeva al Magistrato di sorveglianza di Palermo la concessione di un permesso premio.
Il Magistrato di sorveglianza di Palermo, con provvedimento del 5 gennaio 2023, dichiarava la propria incompetenza e la trasmissione degli atti al Magistrato di sorveglianza di Nuoro, indicandolo come competente.
Il Magistrato di sorveglianza di Nuoro, con atto del 6 febbraio 2023, dichiarava a sua volta la propria incompetenza e disponeva la trasmissione degli atti a questa Corte per la risoluzione del conflitto, ritenendo competente il Magistrato di sorveglianza di Palermo sulla base dell’osservazione che NOME COGNOME era detenuto presso un istituto di pena di Palermo al momento della presentazione dell’istanza.
CONSIDERATO IN DIRITTO
La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che la ripartizione della competenza per territorio tra gli organi della Magistratura di sorveglianza, come disciplinata dall’art. 677 cod. proc. pen., è di carattere generale e non concerne le sole materie che sono oggetto del procedimento di sorveglianza ai sensi dell’art. 678 stesso codice. Ne consegue che competente a provvedere sull’istanza di permesso premio è il magistrato di sorveglianza nella cui giurisdizione rientra l’istituto in cui si trova l’istante al momento della presentazione della richiesta. (Sez. 1, Sentenza n. 1733 del 22/04/1992, Rv. 190373 – 01).
Nel caso concreto in esame, emerge dagli atti che, al momento della presentazione dell’istanza menzionata, NOME COGNOME era detenuto in un istituto penitenziario di Palermo.
Da ciò deriva, in applicazione del principio sopra richiamato, non superato e pienamente condivisibile, che la competenza a decidere
sull’istanza spetta al Magistrato di sorveglianza di Palermo, al quale gli atti devono essere trasmessi.
P. Q. M.
Dichiara la competenza del Magistrato di sorveglianza di Palermo, cui dispone trasmettersi gli atti.
Così deciso in Roma, 3 ottobre 2023.