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Cambio difensore Cassazione: no al rinvio udienza

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario di un imputato che chiedeva il rinvio dell’udienza a causa del cambio difensore avvenuto a ridosso della data fissata. Secondo la Corte, la scelta di nominare un nuovo legale non può incidere sull’andamento del processo, soprattutto nel giudizio di legittimità dove il contraddittorio è prevalentemente scritto (‘cartolare’). Di conseguenza, non è concesso un termine a difesa in queste circostanze. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 9 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Cambio Difensore Cassazione: Quando la Nomina Last Minute Non Giustifica il Rinvio

Il cambio difensore in Cassazione a pochi giorni dall’udienza è una strategia processuale che può avere conseguenze inaspettate. Con una recente ordinanza, la Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: la scelta di un nuovo legale non può diventare uno strumento per ritardare l’iter processuale, specialmente nel giudizio di legittimità. Analizziamo insieme questa importante decisione e le sue implicazioni pratiche.

I Fatti del Caso

Un imputato, attraverso il suo nuovo avvocato nominato solo pochi giorni prima dell’udienza fissata dinanzi alla Corte di Cassazione, presentava un’istanza per ottenere un differimento. La richiesta si basava sulla necessità per il nuovo legale di avere il tempo adeguato per studiare il caso e preparare la difesa. Tuttavia, la Corte aveva già respinto la richiesta, spingendo l’imputato a proporre un ricorso straordinario per contestare tale diniego, ritenendolo illegittimo.

La Strategia del Cambio Difensore in Cassazione: La Decisione della Corte

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso straordinario ‘manifestamente infondato’ e, di conseguenza, inammissibile. I giudici hanno sottolineato che l’imputato era sempre stato assistito da un difensore di fiducia senza alcuna interruzione. La decisione di revocare il precedente mandato e nominarne uno nuovo in prossimità della data dell’udienza è stata considerata una scelta personale dell’imputato che non può ripercuotersi sulla progressione del processo. Il ricorso è stato quindi respinto, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.

Le Motivazioni della Decisione

La motivazione della Corte si fonda su un principio consolidato, cruciale per comprendere la natura del giudizio di legittimità. Secondo gli Ermellini, nel procedimento davanti alla Corte di Cassazione, non è generalmente consentita la concessione di un ‘termine a difesa’ a seguito della nomina di un nuovo difensore avvenuta nell’imminenza dell’udienza. La ragione è duplice e strettamente legata alla struttura di questo grado di giudizio:

1. Natura del Giudizio di Cassazione: L’intervento del difensore in udienza pubblica è considerato ‘meramente eventuale’. Il processo si basa principalmente sugli atti e sui motivi di ricorso già depositati.
2. Procedimenti in Camera di Consiglio: Nei procedimenti che, come spesso accade, si svolgono in camera di consiglio, il contraddittorio è definito ‘meramente cartolare’. Ciò significa che il confronto tra le parti avviene esclusivamente tramite documenti e memorie scritte, senza discussione orale. In questo contesto, la presenza fisica del difensore è esclusa, rendendo irrilevante la richiesta di tempo aggiuntivo per prepararsi a un’udienza orale che di fatto non prevede un intervento attivo.

La Corte ha richiamato un proprio precedente (Sez. 5, n. 2655 del 2022), rafforzando l’idea che la scelta di cambiare avvocato è una libera decisione dell’imputato, le cui conseguenze non possono ostacolare l’ordinato svolgimento della giustizia.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza offre un chiaro monito a imputati e difensori. La nomina di un nuovo legale a ridosso di un’udienza in Cassazione non costituisce un automatismo per ottenere un rinvio. La Suprema Corte protegge la continuità e l’efficienza del processo, soprattutto in una fase in cui il dibattimento si è già concluso nei gradi di merito e la discussione verte su questioni di diritto basate su atti già formati. Chi intende cambiare il proprio difensore deve farlo con un congruo anticipo per non incorrere nel rigetto di istanze dilatorie e nella condanna a sanzioni pecuniarie per ricorsi ritenuti inammissibili.

È possibile ottenere un rinvio dell’udienza in Cassazione se si nomina un nuovo avvocato pochi giorni prima?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che la nomina di un nuovo difensore in prossimità dell’udienza non è una ragione sufficiente per concedere un rinvio, poiché tale scelta non può incidere sull’andamento del processo.

Perché la Corte di Cassazione è così restrittiva nel concedere rinvii per il cambio di difensore?
Perché il giudizio di cassazione è prevalentemente ‘cartolare’, cioè basato su atti scritti. L’intervento orale del difensore è considerato meramente eventuale e, in molti casi, escluso. Pertanto, la concessione di un ‘termine a difesa’ per preparare un intervento orale non è ritenuta necessaria.

Cosa rischia chi presenta un ricorso per questi motivi se viene ritenuto infondato?
Il ricorrente rischia che il suo ricorso venga dichiarato inammissibile. Ciò comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, come accaduto nel caso di specie con una sanzione di tremila euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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