Astensione avvocati udienza camerale: quando il rinvio non è concesso
L’adesione a uno sciopero di categoria è un diritto fondamentale, ma nel contesto processuale le sue modalità di esercizio sono rigidamente disciplinate. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 15805/2024) offre un chiarimento cruciale sul tema dell’astensione avvocati udienza camerale, specificando in quali circostanze la richiesta di rinvio del difensore è inefficace. La pronuncia sottolinea la distinzione tra procedimenti a trattazione orale e quelli a trattazione cartolare.
I Fatti del Caso
Il caso trae origine dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello. In vista dell’udienza fissata davanti alla Corte di Cassazione, il difensore dell’imputato comunicava la propria adesione all’astensione collettiva dalle udienze, proclamata dagli organismi di categoria forense, e chiedeva di conseguenza il rinvio del processo. La Corte, tuttavia, non ha accolto tale richiesta, procedendo alla decisione.
La Decisione della Cassazione e l’Astensione Avvocati Udienza Camerale
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Il cuore della decisione risiede nella natura del procedimento in esame. Si trattava di un’udienza camerale destinata a una trattazione cartolare, ovvero basata solo sugli atti scritti, senza la necessità della presenza fisica e della discussione orale delle parti.
La Corte ha stabilito che l’istanza di rinvio per adesione all’astensione è priva di effetti giuridici quando l’avvocato non ha un diritto effettivo a partecipare all’udienza. Poiché non era stata presentata una preventiva richiesta di trattazione orale, la presenza del difensore non era considerata necessaria per la definizione del procedimento. Di conseguenza, la sua assenza, anche se motivata da uno sciopero, non poteva costituire un legittimo impedimento idoneo a giustificare il rinvio.
Le Motivazioni della Sentenza
Le motivazioni della Corte si fondano su un principio consolidato, richiamando anche un precedente specifico (Sentenza n. 26764 del 2023). Il ragionamento giuridico è lineare: il diritto di aderire all’astensione e di chiedere il rinvio presuppone che la presenza del difensore in udienza sia un requisito essenziale o, quantomeno, un diritto della parte.
Nei procedimenti come l’udienza camerale a trattazione cartolare, la legge non prevede come necessaria la partecipazione fisica del difensore. Il contraddittorio si realizza attraverso lo scambio di memorie e atti scritti. Pertanto, l’assenza del legale non viola alcun diritto di difesa, in quanto il processo può legittimamente proseguire sulla base della documentazione già agli atti. La richiesta di rinvio per astensione avvocati udienza camerale diventa, in questo scenario, irrilevante ai fini della validità della procedura.
Conclusioni
L’ordinanza in esame ribadisce un’importante regola procedurale per i difensori. Per poter legittimamente chiedere un rinvio a causa dell’adesione a uno sciopero di categoria in un procedimento camerale, è indispensabile che il difensore abbia preventivamente richiesto la discussione orale del processo. In mancanza di tale istanza, l’udienza si svolge regolarmente in forma scritta e l’assenza del legale non ha alcuna conseguenza sulla sua validità. Questa decisione serve da monito per la difesa, che deve attivarsi per tempo per trasformare un procedimento cartolare in orale se intende assicurarsi il diritto di partecipare e, di conseguenza, di poter far valere un eventuale legittimo impedimento come l’astensione.
In quali casi la richiesta di rinvio per astensione dell’avvocato è inefficace?
La richiesta di rinvio è inefficace quando si riferisce a un’udienza camerale a trattazione cartolare (scritta) e il difensore non ha preventivamente presentato un’istanza per la discussione orale. In questi casi, la presenza del legale non è necessaria e il processo può procedere.
La presenza del difensore è sempre necessaria in un’udienza camerale?
No. Secondo quanto stabilito dalla Corte, nei procedimenti a trattazione cartolare, la celebrazione del processo è sufficiente nella forma scritta ai fini della definizione, rendendo non necessaria la presenza fisica del difensore.
Cosa deve fare un avvocato per poter legittimamente chiedere il rinvio di un’udienza camerale per aderire a uno sciopero?
L’avvocato deve presentare una richiesta preventiva di trattazione orale. Solo in questo modo si assicura il diritto a partecipare all’udienza, rendendo la sua eventuale assenza per astensione un motivo valido per la richiesta di rinvio.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15805 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 15805 Anno 2024
Presidente: COGNOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 09/04/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a SASSARI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 19/04/2023 della CORTE APPELLO SEZ.DIST. di SASSARI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di NOME,
Ritenuto che l’unico motivo di ricorso che denuncia violazione di legge in relazione all’art. 178, comma 1, lett. C) cod. proc. pen. avendo la corte territoriale non concesso il rinvio del processo come richiesto dal difensore che comunicava di aderire all’astensione proclamata dall’ RAGIONE_SOCIALE è manifestamente infondato in quanto in assenza di richiesta preventiva di trattazione orale è priva di effetti l’istanza di rinvio presentata dal difensore che dichiari di aderire all’astensione collettiva proclamata dai competenti organismi di categoria, non avendo l’istante diritto di partecipare all’udienza camerale. (Sez. 5 – , Sentenza n. 26764 del 20/04/2023 Ud. dep. 20/06/2023 Rv. 284786 – 01). Va rilevato, infatti, come la presenza del difensore in udienza non fosse necessaria, essendo invece sufficiente la celebrazione del processo nella forma della trattazione cartolare ai fini della definizione del procedimento;
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al pagamento della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 9 aprile 2024
GLYPH
Il Consigliere Estensore
;Il Presidente