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Articolo 391-ter c.p.: stop ai cellulari in carcere

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da tre soggetti condannati per la violazione dell’Articolo 391-ter c.p., relativo all’accesso indebito a dispositivi di comunicazione in carcere. I giudici hanno confermato la sentenza d’appello, ritenendo che la responsabilità penale fosse stata accertata con prove certe e motivazioni logiche. È stata inoltre confermata l’esclusione delle attenuanti generiche per uno dei ricorrenti, motivata dalla presenza di gravi precedenti penali e dall’assenza di elementi positivi nella condotta.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Articolo 391-ter c.p. e l’uso di cellulari in carcere: la Cassazione conferma il rigore

L’applicazione dell’Articolo 391-ter c.p. costituisce un presidio fondamentale per la sicurezza degli istituti penitenziari, punendo severamente l’introduzione e il possesso di dispositivi di comunicazione da parte dei detenuti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito la linea dura contro chi tenta di eludere le restrizioni comunicative all’interno delle carceri, dichiarando inammissibili i ricorsi presentati da tre condannati.

Il caso e la violazione dell’Articolo 391-ter c.p.

La vicenda trae origine dalla condanna di tre individui per il reato previsto dall’Articolo 391-ter c.p., introdotto dal legislatore per contrastare il fenomeno dei telefoni cellulari negli istituti di pena. I ricorrenti avevano impugnato la sentenza della Corte d’Appello, lamentando una presunta mancanza di prova certa e un vizio di motivazione riguardo alla loro responsabilità penale. Tuttavia, la Suprema Corte ha evidenziato come il compendio probatorio fosse ampio e dettagliato, rendendo le doglianze dei ricorrenti del tutto generiche.

Il diniego delle attenuanti generiche

Uno dei punti centrali del ricorso riguardava la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche nella loro massima estensione. La difesa sosteneva che il giudice di merito non avesse adeguatamente motivato tale diniego. Al contrario, la Cassazione ha confermato che la presenza di allarmanti precedenti penali e la totale assenza di elementi positivi nel comportamento del reo giustificano pienamente il rigetto di tali benefici, in linea con la ratio dell’Articolo 391-ter c.p.

Le motivazioni

Le motivazioni espresse dalla Suprema Corte si fondano sulla coerenza logica della sentenza impugnata. I giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi di ricorso erano manifestamente infondati o aspecifici. In particolare, per quanto riguarda l’accertamento della responsabilità, la Corte territoriale aveva fornito una spiegazione puntuale e coerente, con la quale i ricorrenti non si sono confrontati in modo critico. La Cassazione ha chiarito che non è possibile richiedere un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità se la motivazione del giudice di merito è immune da vizi logici. Inoltre, il rigetto delle attenuanti è stato ritenuto legittimo poiché ancorato a dati oggettivi, quali la pericolosità sociale desunta dai precedenti penali.

Le conclusioni

Le conclusioni della Corte portano alla dichiarazione di inammissibilità di tutti i ricorsi. Oltre alla conferma della pena, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende. Questa decisione sottolinea l’importanza di una difesa tecnica che sappia confrontarsi realmente con le motivazioni delle sentenze di merito, evitando ricorsi basati su contestazioni generiche. L’applicazione rigorosa dell’Articolo 391-ter c.p. si conferma dunque un deterrente essenziale contro le comunicazioni illecite dei detenuti, garantendo l’ordine e la sicurezza del sistema carcerario.

Quali sono le conseguenze per chi introduce un cellulare in carcere?
La condotta integra il reato previsto dall’Articolo 391-ter c.p., che comporta la condanna penale e l’impossibilità di ottenere attenuanti in presenza di gravi precedenti penali.

Perché la Cassazione può dichiarare un ricorso inammissibile?
Il ricorso è inammissibile se i motivi sono generici, non si confrontano con la sentenza impugnata o richiedono un nuovo esame dei fatti, vietato in sede di legittimità.

Si possono ottenere le attenuanti generiche con precedenti penali?
Il giudice può negare le attenuanti generiche se i precedenti penali del soggetto sono ritenuti allarmanti e non emergono elementi positivi di ravvedimento.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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