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Appello tempestivo: vale la data di deposito

La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della valutazione di un appello tempestivo, fa fede la data in cui l’atto viene depositato presso la cancelleria di un qualsiasi ufficio giudiziario, come previsto dal codice di procedura penale, e non la data in cui l’atto perviene alla cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza impugnata. Nel caso specifico, l’appello della parte civile, depositato presso il Tribunale di Pescara entro i termini, è stato ritenuto valido nonostante fosse pervenuto alla cancelleria del Giudice di Pace di Penne dopo la scadenza.

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Pubblicato il 31 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Appello Tempestivo: La Cassazione Chiarisce che Vale la Data di Deposito

Nel processo penale, il rispetto dei termini per le impugnazioni è un pilastro fondamentale. Presentare un appello tempestivo è condizione essenziale affinché il giudice possa esaminare nel merito le ragioni della parte. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio cruciale riguardo alle modalità di deposito dell’atto, offrendo un importante chiarimento per gli operatori del diritto. Vediamo nel dettaglio il caso e la decisione della Suprema Corte.

I Fatti di Causa

La vicenda trae origine da una sentenza del Giudice di Pace che aveva assolto un imputato dal reato di minaccia. Contro questa decisione, sia il Pubblico Ministero sia la parte civile avevano proposto appello. Tuttavia, il Tribunale, in funzione di giudice d’appello, aveva dichiarato entrambe le impugnazioni inammissibili perché ritenute tardive, ovvero presentate oltre il termine di legge.

La parte civile non si è arresa e ha proposto ricorso per Cassazione contro l’ordinanza del Tribunale, sostenendo che la valutazione sulla tardività del proprio appello fosse errata. In particolare, il difensore aveva depositato l’atto di appello presso la cancelleria del Tribunale del luogo in cui si trovava, entro la data di scadenza, avvalendosi di una specifica facoltà prevista dal codice di procedura penale.

L’Analisi della Corte e l’Appello Tempestivo

La Corte di Cassazione ha esaminato i due distinti motivi di ricorso presentati dalla parte civile, giungendo a conclusioni diverse.

La Posizione sull’Appello del Pubblico Ministero

In primo luogo, la Corte ha dichiarato inammissibile il motivo con cui la parte civile contestava la tardività dell’appello del Pubblico Ministero. Secondo i giudici, la parte civile non ha un interesse giuridicamente tutelato a sindacare la decisione che riguarda l’impugnazione del PM per quanto concerne gli effetti penali della sentenza.

La Validità dell’Appello Tempestivo della Parte Civile

Il cuore della decisione riguarda invece il secondo motivo, relativo all’appello della parte civile. La Corte ha ritenuto questo motivo fondato. Il Codice di Procedura Penale (art. 582, comma 2) consente al difensore di presentare l’atto di impugnazione anche nella cancelleria del Tribunale del luogo in cui si trova.

Nel caso specifico:
– La sentenza di primo grado è stata emessa il 10 giugno 2022.
– Il termine per impugnare scadeva il 25 luglio 2022.
– Il difensore della parte civile ha depositato l’appello il 21 luglio 2022 presso la cancelleria del Tribunale di Pescara.
– L’atto è poi pervenuto alla cancelleria del Giudice di Pace (giudice a quo) solo il 28 luglio 2022, quindi dopo la scadenza.

Il Tribunale aveva erroneamente considerato la data di arrivo (28 luglio) come quella rilevante, dichiarando l’appello tardivo. La Cassazione ha corretto questa interpretazione.

le motivazioni

La Corte Suprema ha affermato che, ai fini della tempestività dell’impugnazione, quando ci si avvale della facoltà di deposito presso un ufficio giudiziario diverso, si deve guardare esclusivamente al momento in cui l’atto viene depositato in tale ufficio. La data di presentazione iniziale è quella che conta. Il successivo inoltro all’ufficio del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato è un’attività amministrativa interna che non incide sulla tempestività dell’atto.

Poiché il difensore aveva depositato l’atto il 21 luglio 2022, ben prima della scadenza del 25 luglio, l’appello era da considerarsi pienamente tempestivo e, di conseguenza, ammissibile.

le conclusioni

Con questa sentenza, la Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza impugnata limitatamente alla declaratoria di inammissibilità dell’appello della parte civile, disponendo il rinvio al giudice competente per l’esame del merito. La decisione rafforza la certezza del diritto per i difensori, confermando che la facoltà di depositare l’impugnazione presso il tribunale locale è uno strumento sicuro per garantire il rispetto dei termini, neutralizzando i rischi legati ai tempi di trasmissione degli atti tra uffici giudiziari diversi.

Per calcolare la tempestività di un appello, conta la data di deposito o quella in cui l’atto arriva al giudice che ha emesso la sentenza?
Conta la data di deposito. La Corte di Cassazione ha chiarito che il momento determinante è quello in cui l’atto viene presentato presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario, anche se diverso da quello che ha emesso il provvedimento.

È possibile depositare un atto di appello in un tribunale diverso da quello che ha deciso in primo grado?
Sì, l’articolo 582, comma 2, del codice di procedura penale consente espressamente al difensore di presentare l’impugnazione nella cancelleria del Tribunale del luogo in cui si trova. In tal caso, la data di questo deposito attesta la tempestività dell’atto.

La parte civile può contestare in Cassazione la dichiarazione di inammissibilità dell’appello del pubblico ministero?
No, secondo la sentenza in esame, la parte civile non ha un interesse giuridicamente rilevante per impugnare la decisione sull’ammissibilità dell’appello proposto dal pubblico ministero per gli effetti penali, poiché tale questione non incide direttamente sulla sua posizione processuale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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