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Appello generico: Cassazione conferma inammissibilità

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la mancata concessione della sospensione condizionale della pena. Il motivo risiede nell’appello generico presentato in secondo grado, che non contestava specificamente le ragioni della prognosi sfavorevole basata su un precedente specifico. La sentenza ribadisce il principio che l’impugnazione deve contenere critiche precise e argomentate per essere ammissibile.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Appello Generico: Quando la Mancanza di Specificità Costa Cara

Nel processo penale, l’atto di appello non è una mera formalità, ma uno strumento che richiede precisione e concretezza. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito con forza questo principio, dichiarando inammissibile un ricorso a causa di un appello generico presentato in secondo grado. Questo caso offre uno spunto fondamentale sull’importanza di formulare motivi di impugnazione specifici e argomentati, pena l’impossibilità per il giudice di esaminare la questione nel merito.

I Fatti del Processo

La vicenda processuale ha origine dalla condanna di un individuo da parte del Tribunale per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Successivamente, la Corte di Appello, in parziale riforma della prima sentenza, ha rideterminato la pena in sei mesi di reclusione. Tuttavia, non ha concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena.

L’imputato, tramite il suo difensore, ha quindi presentato ricorso in Cassazione, lamentando unicamente la mancata concessione di tale beneficio. Il punto cruciale, però, risiedeva nel modo in cui la questione era stata sollevata nel precedente grado di giudizio.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione non entra nel merito della concedibilità o meno della sospensione condizionale, ma si ferma a un gradino prima, analizzando la validità procedurale dell’appello originario. Secondo i giudici, il motivo di appello era del tutto generico e, di conseguenza, l’impugnazione successiva non poteva che essere respinta.

Le Motivazioni: la censura dell’appello generico

Il cuore della sentenza risiede nella motivazione con cui la Corte ha bollato come appello generico il gravame presentato alla Corte d’Appello. La sentenza di primo grado aveva negato la sospensione condizionale basandosi su una ragione precisa: un precedente specifico dell’imputato per lo stesso reato di resistenza a pubblico ufficiale. Tale precedente, secondo il primo giudice, rendeva impossibile formulare una prognosi favorevole sulla futura condotta dell’imputato.

L’atto di appello, invece di contestare nel merito questa valutazione, si era limitato ad affermare che la mancata concessione del beneficio era ‘preclusiva dei diritti dell’imputato’, senza fornire alcuna argomentazione per cui la prognosi avrebbe dovuto essere favorevole. La Corte di Cassazione ha sottolineato che, di fronte a una tale genericità, la Corte d’Appello era legittimata a non fornire una risposta dettagliata, poiché la difesa non aveva mosso una critica specifica e pertinente alla decisione del primo giudice. Richiamando un consolidato principio delle Sezioni Unite, la Corte ha ribadito che un appello è inammissibile ‘quando non risultano esplicitamente enunciati e argomentati i rilievi critici rispetto alle ragioni di fatto o di diritto poste a fondamento della sentenza impugnata’.

Le Conclusioni

Questa pronuncia è un monito fondamentale per la pratica forense. Non è sufficiente lamentare un presunto torto, ma è indispensabile ‘attaccare’ in modo puntuale e ragionato le fondamenta della decisione che si intende contestare. Un appello generico, che si limita a enunciazioni di principio senza confrontarsi con le specifiche motivazioni del giudice, è destinato all’inammissibilità. La conseguenza non è solo la conferma della decisione impugnata, ma anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, come avvenuto nel caso di specie. La specificità non è un vezzo stilistico, ma un requisito essenziale per la tutela effettiva dei diritti nel processo.

Perché il ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché l’originario motivo di appello, su cui si basava, era ‘geneticamente inammissibile’ a causa della sua assoluta genericità. Non contestava in modo specifico le ragioni addotte dal primo giudice per negare la sospensione condizionale della pena.

Cosa si intende per appello generico secondo la Corte?
Per appello generico si intende un’impugnazione che non enuncia né argomenta in modo esplicito i rilievi critici contro le ragioni di fatto e di diritto della sentenza impugnata. Si limita a lamentele vaghe senza un confronto puntuale con la motivazione del giudice.

Quali sono le conseguenze dell’inammissibilità del ricorso?
Oltre alla mancata valutazione nel merito della questione, la dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria, in questo caso determinata in 3.000 euro, a favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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