Appellabilità Sentenza: Sì all’Appello se la Pena d’Arresto è Convertita in Multa
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale in materia di appellabilità sentenza penale, in particolare per le contravvenzioni. La decisione chiarisce che una condanna è sempre appellabile quando la pena detentiva dell’arresto viene convertita in una sanzione pecuniaria, anche se la legge esclude l’appello per le sentenze che condannano alla sola pena dell’ammenda. Analizziamo questa importante pronuncia.
I Fatti del Caso
Un imputato veniva condannato dal Giudice dell’Udienza Preliminare per una contravvenzione prevista dal Codice della Strada. La pena inflitta era composita: quattro mesi e tredici giorni di arresto, oltre a una ammenda di 667,00 euro. Successivamente, il giudice disponeva la conversione della pena detentiva (l’arresto) nella corrispondente pena pecuniaria, quantificata in 9.975,00 euro.
L’imputato presentava impugnazione, ma la Corte d’Appello, ritenendo erroneamente la sentenza non appellabile, trasmetteva gli atti direttamente alla Corte di Cassazione. Questo errore procedurale ha dato origine all’intervento chiarificatore della Suprema Corte.
L’Errore Procedurale e il Principio di Appellabilità Sentenza
La difesa dell’imputato ha correttamente evidenziato che, secondo un consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, la sentenza in questione era pienamente appellabile. Il nodo della questione risiede nell’interpretazione dell’articolo 593, comma terzo, del codice di procedura penale.
Questa norma stabilisce che non sono appellabili le sentenze di condanna alla sola pena dell’ammenda. Tuttavia, la Cassazione ha da tempo specificato che tale limite si applica esclusivamente ai casi in cui l’ammenda è la pena originariamente prevista e inflitta dal giudice. Non si applica, invece, quando la sanzione pecuniaria deriva dalla conversione di una pena detentiva, come l’arresto.
La Distinzione Cruciale
La distinzione è logica e garantista. Una condanna che prevede in origine una pena detentiva è considerata più grave, e pertanto deve essere garantito il doppio grado di giudizio di merito, cioè l’appello. Il fatto che questa pena venga poi convertita in una somma di denaro è una modalità esecutiva che non modifica la natura e la gravità originaria della sanzione decisa dal giudice.
Le Motivazioni della Cassazione
La Suprema Corte, nell’ordinanza in esame, ha accolto pienamente la tesi difensiva. Ha ribadito che l’orientamento consolidato è nel senso di considerare appellabile ogni sentenza di condanna per contravvenzione con cui sia stata inflitta la pena dell’arresto, anche se poi sostituita o convertita in pena pecuniaria.
La Corte ha specificato che la Corte d’Appello ha commesso un errore nel ritenere inappellabile la sentenza impugnata e nel trasmettere gli atti direttamente in Cassazione. L’impugnazione proposta dall’imputato doveva essere qualificata come un appello a tutti gli effetti e trattata come tale.
Le Conclusioni
In conclusione, la Corte di Cassazione ha qualificato l’impugnazione come appello e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d’appello di Bologna, quale giudice competente per la celebrazione del giudizio di secondo grado. Questa decisione non solo corregge un errore procedurale, ma rafforza un importante diritto della difesa: il diritto a un riesame completo del merito della causa (l’appello) in tutti i casi in cui la condanna, pur concretizzandosi in una sanzione economica, abbia la sua origine in una pena detentiva. Si tratta di una garanzia fondamentale per l’imputato, che vede così preservata la possibilità di una piena valutazione dei fatti da parte di un secondo giudice.
Una sentenza di condanna per una contravvenzione è sempre appellabile?
No. Secondo l’art. 593, comma 3, del codice di procedura penale, le sentenze che condannano alla sola pena dell’ammenda non sono appellabili, ma solo ricorribili per Cassazione.
Cosa accade se una pena detentiva come l’arresto viene convertita in una pena pecuniaria?
In questo caso la sentenza diventa appellabile. La Corte di Cassazione ha chiarito che il limite all’appello si applica solo alle sentenze che prevedono originariamente la sola pena dell’ammenda, e non a quelle in cui la sanzione pecuniaria è il risultato della conversione di una pena detentiva.
Qual è stata la decisione finale della Corte di Cassazione nel caso specifico?
La Corte ha riqualificato il ricorso, originariamente trasmesso come se fosse per Cassazione, come un appello. Di conseguenza, ha ordinato la trasmissione degli atti alla Corte d’appello competente, affinché proceda con il giudizio di secondo grado.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19453 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 19453 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 17/04/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a MONGHIDORO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 07/12/2022 del GIUDICE UDIENZA PRELIM[NARE di BOLOGNA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
n
Motivi della decisione
E’ d’uopo evidenziare come la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Bologna a carico di COGNOME NOME per il reato di cui all’art. 186, commi 1 e 2, lett. C) cod. strada sia appellabile e non ricorribile per cassazione.
Come osservato correttamente dalla difesa nella tempestiva memoria depositata innanzi a questa Corte, secondo consolidato orientamento di legittimità, è appellabile la sentenza di condanna per contravvenzione con la quale sia stata inflitta la pena dell’ammenda, in tutto o in parte, come sanzione sostitutiva dell’arresto, atteso che il limite previsto dall’art. 593, comma terzo cod. proc. pen. si riferisce alle sole sentenze di condanna a pena originariamente prevista come ammenda (cfr., ex multis Sez. 3, n. 14738 del 11/02/2016, P.G./Lupo, Rv. 266833).
Nel caso in esame l’imputato COGNOME NOME era stato condanNOME dal primo giudice alla pena di mesi 4 e giorni 13 di arresto ed euro 667,00 di ammenda; la pena detentiva era stata convertita nella corrispondente pena pecuniaria, quantificata in euro 9.975,00.
Sulla base del consolidato orientamento citato, ha errato la Corte d’appello nel ritenere inappellabile la sentenza impugnata, trasmettendo gli atti alla Corte di Cassazione.
Deve quindi procedersi alla diversa qualificazione del ricorso in appello con trasmissione degli atti alla Corte d’appello di Bologna quale giudice competente.
P. Q. M.
Qualificata l’impugnazione come appello, dispone la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Bologna per ulteriore corso.
Così deciso il 17 aprile 2024
Il Consigliere estensore
Il résid nte