Additivi Alimentari Illegali: la Cassazione Conferma la Condanna per una Macelleria
L’uso corretto degli additivi alimentari è un tema cruciale per la sicurezza dei consumatori e un punto di attenzione costante per gli operatori del settore. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 39789/2024) ha ribadito la severità della legge in materia, dichiarando inammissibile il ricorso della titolare di una macelleria condannata per aver utilizzato anidride solforosa, un additivo non consentito, nella preparazione di salsicce. Questa decisione sottolinea i rigidi confini del giudizio di legittimità e le conseguenze per chi non rispetta le normative sulla preparazione degli alimenti.
I Fatti del Processo
Il caso ha origine da una sentenza del Tribunale di Bari, che aveva riconosciuto una commerciante colpevole della contravvenzione prevista dalla legge sulla disciplina igienica degli alimenti (L. 283/1962). La colpa specifica era aver messo in vendita salsicce contenenti anidride solforosa, un additivo la cui presenza non è ammessa in quel tipo di preparato di carne. Per questa violazione, le era stata inflitta una pena di 400 euro di ammenda.
L’imputata aveva impugnato la decisione, presentando un appello che è stato successivamente convertito in ricorso per cassazione. Nelle sue difese, contestava l’affermazione di responsabilità, argomentando sulla specifica tipologia di preparato di carne utilizzato. In via subordinata, chiedeva l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e la concessione della pena minima.
La Decisione della Corte sull’Uso degli Additivi Alimentari
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile. Questa decisione non entra nel merito della colpevolezza o innocenza, ma si concentra sulla correttezza formale e sostanziale dei motivi di ricorso presentati. Secondo i giudici supremi, le questioni sollevate dalla ricorrente erano di natura prettamente fattuale e, come tali, non potevano essere discusse in sede di legittimità.
Di conseguenza, la condanna inflitta dal Tribunale di Bari è diventata definitiva. Oltre a ciò, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende, una sanzione accessoria tipica dei casi di inammissibilità del ricorso.
Le Motivazioni della Decisione
La Corte ha basato la propria decisione di inammissibilità su diversi punti chiave. In primo luogo, la censura principale, relativa alla responsabilità penale, è stata giudicata di “carattere evidentemente fattuale”. Il ricorso, infatti, non si confrontava adeguatamente con la solida motivazione della sentenza del Tribunale, che aveva analizzato in dettaglio la normativa di riferimento, inclusa quella comunitaria sugli additivi alimentari, concludendo che la presenza di anidride solforosa nelle salsicce integrava pienamente il reato contestato. Il Tribunale aveva anche fatto riferimento a una nota del Ministero della Salute e a consolidata giurisprudenza della stessa Corte di Cassazione in casi identici.
Anche le ulteriori richieste, come l’applicazione della non punibilità per tenuità del fatto, sono state ritenute inammissibili perché proposte “in termini di fatto”, ovvero chiedendo alla Cassazione una nuova valutazione del merito della vicenda, compito che spetta esclusivamente ai giudici di primo e secondo grado.
Conclusioni: Limiti al Ricorso in Cassazione e Normativa sugli Alimenti
Questa ordinanza offre due importanti lezioni. La prima riguarda i limiti del giudizio in Cassazione: la Suprema Corte non è un terzo grado di giudizio dove si possono ridiscutere i fatti, ma un organo che garantisce l’uniforme e corretta applicazione della legge. I ricorsi che tentano di ottenere un nuovo esame del merito sono destinati all’inammissibilità.
La seconda lezione, di natura pratica, è un monito per tutti gli operatori del settore alimentare. La normativa sugli additivi alimentari è rigorosa e non ammette deroghe. L’utilizzo di sostanze non autorizzate, anche se in piccole quantità, costituisce reato. La giurisprudenza è ormai consolidata nel sanzionare tali condotte per proteggere la salute pubblica, e le difese basate su mere contestazioni fattuali hanno scarsissime probabilità di successo nelle sedi giudiziarie superiori.
È possibile utilizzare l’anidride solforosa come additivo nelle salsicce fresche?
No, la sentenza conferma che la presenza di anidride solforosa nella salsiccia integra la contravvenzione prevista dalla legge, in quanto si tratta di un additivo alimentare non consentito per quel tipo di preparato di carne.
Perché il ricorso della commerciante è stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché le censure sollevate erano di natura fattuale (relative alla tipologia del preparato di carne e alla valutazione della responsabilità), questioni che non possono essere riesaminate in sede di legittimità dalla Corte di Cassazione, la quale giudica solo sulla corretta applicazione della legge.
Cosa succede quando un ricorso per cassazione viene dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, la condanna diventa definitiva. Inoltre, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, come avvenuto in questo caso con una sanzione di tremila euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39789 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 39789 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 04/10/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a ALTAMURA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 21/05/2024 del TRIBUNALE di BARI
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
I.. Premesso che con sentenza del 21/5/2024 il Tribunale di Bari dichiarav NOME COGNOME colpevole RAGIONE_SOCIALE contravvenzione di cui all’art. 5, lett. g), aprile 1962, n. 283, e la condannava alla pena di 400 euro di ammenda.
Rilevato che propone appello, poi convertito in ricorso per cassazione l’imputata, contestando l’affermazione di responsabilità (con particolare rigu alla tipologia di preparato di carne utilizzato per la salsiccia), chi l’applicazione RAGIONE_SOCIALE causa di esclusione RAGIONE_SOCIALE punibilità di cui all’art. 131-b pen. e, in subordine, il minimo RAGIONE_SOCIALE pena.
Considerato che il ricorso è inammissibile, perché – a prescindere d carattere evidentemente fattuale RAGIONE_SOCIALE prima censura, dunque inammissibile i questa sede perché proprio RAGIONE_SOCIALE sola fase di merito – non si confronta affatto l’ampia ed argomentata motivazione stesa dal Tribunale, che ha diffusamente analizzato la normativa di riferimento, specie di livello comunitario, con partic riguardo agli additivi alimentari, così concludendo che la presenza di anid solforosa all’interno RAGIONE_SOCIALE salsiccia esposta nel banco di vendita RAGIONE_SOCIALE mace gestita dalla ricorrente integra la contravvenzione contestata. E’ stata sul richiamata anche una nota del 20/1/2014 del RAGIONE_SOCIALE, e, soprattut la giurisprudenza di questa Corte (per tutte, Sez. 3, n. 36471 del 4/6/2019) ha confermato la consumazione del reato in fattispecie identiche a quella in esa
Ritenuto che le due ulteriori censure sono inammissibili, perché proposte invero con un gravame – ancora in termini di fatto e, dunque, con caratteri prec di fronte alla Corte di cassazione.
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve esser dichiarato inammissibile, condanna RAGIONE_SOCIALE ricorrente al pagamento delle spese processuali e RAGIONE_SOCIALE somma d tremila euro in favore RAGIONE_SOCIALE Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento del spese processuali ed al versamento RAGIONE_SOCIALE somma di euro tremila in favore del Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, 4 ottobre 2024
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Il GLYPH igliere estensore
Il Presidente