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Abnormità atti PM: Cassazione chiarisce limiti ricorso contro PM

Un indagato ha presentato ricorso per Cassazione contro gli atti del Pubblico Ministero che disponevano un accertamento tecnico non ripetibile su dati informatici sequestrati. L’indagato sosteneva l’abnormità funzionale e strutturale di tali atti, in quanto il PM avrebbe invaso le competenze del giudice, ignorando un precedente provvedimento del Tribunale del Riesame che aveva ordinato la restituzione di parte del materiale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che gli atti del PM non sono generalmente impugnabili per abnormità, a meno che non invadano la sfera giurisdizionale del giudice con una portata decisoria immediata, cosa che nel caso specifico non si è verificata.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 25568 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 6 n. 25568/2022)

Quando gli atti del PM sono “abnormi”? La Cassazione fa chiarezza sull’Abnormità atti PM

Nel complesso mondo della giustizia penale, la distinzione dei ruoli tra i diversi attori processuali è fondamentale. Un recente pronunciamento della Corte di Cassazione ha offerto importanti chiarimenti riguardo alla possibilità di contestare gli atti del Pubblico Ministero (P.M.), in particolare quando si invoca la loro “abnormità”. La sentenza in questione affronta il tema dell’Abnormità atti PM e stabilisce confini precisi per l’impugnazione di tali provvedimenti. Comprendere questi principi è cruciale per chiunque si trovi coinvolto in un procedimento penale.

Il caso: accertamento tecnico su dati sequestrati

La vicenda ha avuto inizio con un indagato, coinvolto in un procedimento per reati di corruzione e abuso d’ufficio. Il Pubblico Ministero aveva disposto un accertamento tecnico non ripetibile su dati informatici estratti da supporti sequestrati all’indagato. Questo accertamento mirava a selezionare dati di interesse investigativo. L’indagato aveva già ottenuto dal Tribunale del Riesame un provvedimento che ordinava la restituzione di parte del materiale informatico, escludendo solo ciò che era già stato specificamente identificato come rilevante per le indagini.

Il ricorso dell’indagato e l’Abnormità atti PM contestata

L’indagato ha presentato ricorso per Cassazione contro l’avviso di accertamento tecnico e il successivo incarico al consulente tecnico. La difesa ha sostenuto che gli atti del P.M. fossero affetti da “abnormità funzionale e strutturale”. L’abnormità strutturale si sarebbe manifestata perché il P.M., in una fase processuale avanzata (udienza preliminare), si sarebbe intromesso nelle competenze esclusive del Giudice, decidendo sulla restituzione di beni sequestrati. L’abnormità funzionale, invece, avrebbe creato una stasi procedimentale, impedendone il corretto svolgimento e minando il diritto di difesa.

Cosa significa “Abnormità atti PM”?

Il concetto di atto “abnorme” nel diritto processuale penale si riferisce a un provvedimento che si discosta in modo grave dalle regole del processo. Un atto può essere strutturalmente abnorme se è emesso da un organo che non ne ha la competenza o se ha una forma completamente diversa da quella prevista dalla legge. È funzionalmente abnorme se, pur formalmente corretto, produce un effetto di stallo o di deviazione del processo, impedendone il corretto svolgimento e l’esercizio dei diritti delle parti. Tuttavia, la giurisprudenza ha sempre chiarito che l’Abnormità atti PM è un’eccezione, non la regola generale.

I limiti all’impugnazione degli atti del Pubblico Ministero

La Corte di Cassazione ha ribadito un principio consolidato e fondamentale del nostro ordinamento: gli atti del Pubblico Ministero, essendo atti di parte e non giurisdizionali, non sono di per sé impugnabili per abnormità. Questa caratteristica è riservata esclusivamente agli atti dei giudici. Esistono altri rimedi previsti dalla legge per tutelare il diritto alla difesa contro atti illegittimi del P.M., ma il ricorso per abnormità è ammesso solo in casi eccezionali. Questo avviene quando il P.M. emette un provvedimento che non rientra affatto nei suoi poteri, invadendo palesemente la sfera di competenza del giudice e producendo un effetto decisorio immediato e irreversibile sulla posizione delle parti processuali.

Le motivazioni: l’esecuzione del provvedimento e l’Abnormità atti PM non riscontrata

Nel caso specifico, la Corte ha esaminato attentamente le motivazioni che hanno spinto il Pubblico Ministero ad agire. Il P.M. aveva operato per dare esecuzione a un precedente provvedimento del Tribunale del Riesame. Quest’ultimo aveva disposto la restituzione dei dati informatici, ma con la necessità di una selezione tecnica per isolare quelli di effettivo interesse investigativo. Il P.M. non ha invaso la sfera giurisdizionale del giudice, ma stava semplicemente attuando una decisione già presa da un organo giudiziario superiore. Inoltre, il Giudice dell’udienza preliminare aveva espressamente autorizzato il P.M. a prelevare i supporti informatici per tali operazioni. Non si è quindi verificata alcuna ingerenza indebita o violazione di competenza che potesse configurare l’Abnormità atti PM contestata dalla difesa.

Le conclusioni: ricorso inammissibile per l’Abnormità atti PM non sussistente

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell’indagato inammissibile. Ha stabilito che nel caso esaminato non si è verificata nessuna delle condizioni eccezionali che avrebbero permesso di qualificare gli atti del Pubblico Ministero come abnormi. Il P.M. ha agito nell’ambito delle sue competenze esecutive, attuando una decisione del Tribunale del Riesame e con l’autorizzazione del Giudice dell’udienza preliminare. Di conseguenza, l’indagato è stato condannato al pagamento delle spese processuali, come previsto dalla legge per i ricorsi inammissibili. Tuttavia, la Corte non ha ravvisato una colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, e per questo motivo non è stata disposta la condanna al pagamento della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Un atto del Pubblico Ministero può essere sempre impugnato per “abnormità”?
No, gli atti del Pubblico Ministero non sono generalmente impugnabili per abnormità, poiché questa caratteristica è tipica degli atti giurisdizionali. Esistono rimedi specifici per contestare la loro legittimità.

In quali casi eccezionali un atto del P.M. può essere considerato abnorme?
Un atto del P.M. può essere abnorme solo se invade la sfera di competenza del giudice, sostituendosi illegittimamente al suo potere, e se ha una portata immediatamente decisoria che incide sulla posizione delle parti.

Cosa succede se un ricorso per abnormità contro un atto del PM viene dichiarato inammissibile?
Se il ricorso viene dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali. La sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende non viene applicata se non c’è colpa nella presentazione del ricorso.

Termini giuridici

Ricorso per Cassazione
È un mezzo per impugnare le sentenze o altri provvedimenti definitivi davanti alla Corte di Cassazione, l'ultimo grado di giudizio, per errori di diritto o violazioni procedurali.
Pubblico Ministero (P.M.)
È l'organo dello Stato che rappresenta l'accusa nei processi penali, conduce le indagini e sostiene l'accusa in tribunale.
Tribunale del Riesame
Un tribunale speciale che decide sui ricorsi presentati contro i provvedimenti cautelari (come sequestri o arresti) emessi dal giudice o dal Pubblico Ministero.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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