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ZTL veicoli elettrici: serve la targa registrata?

La Corte di Cassazione ha emesso un’ordinanza interlocutoria sulla legittimità delle multe per l’accesso in ZTL veicoli elettrici. Il caso riguarda un conducente sanzionato per non aver comunicato preventivamente la targa al Comune, nonostante il mezzo fosse a trazione elettrica. Data la rilevanza della questione e l’assenza di precedenti, la Corte ha disposto la trattazione in pubblica udienza.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

ZTL veicoli elettrici: serve la targa registrata?

La questione dell’accesso in ZTL veicoli elettrici è giunta all’attenzione della Suprema Corte di Cassazione. Molti automobilisti ritengono che la natura ecologica del proprio mezzo garantisca un diritto d’accesso automatico e incondizionato alle zone a traffico limitato, ma la realtà burocratica spesso si scontra con questa convinzione, portando all’irrogazione di sanzioni amministrative inaspettate.

Analisi dei fatti

Un automobilista ha impugnato un verbale ricevuto per aver attraversato una zona a traffico limitato con un veicolo a trazione integralmente elettrica. L’amministrazione comunale ha emesso la sanzione motivandola con la mancata comunicazione preventiva della targa del veicolo. Secondo l’ente locale, l’inserimento nelle cosiddette liste bianche è un requisito indispensabile per consentire ai sistemi automatici di rilevamento di riconoscere il mezzo come autorizzato ed evitare la multa.

La decisione dell’organo giurisdizionale

Con l’ordinanza n. 34641/2023, la Corte di Cassazione ha deciso di non procedere con una decisione immediata in camera di consiglio. I giudici hanno rilevato che la questione della ZTL veicoli elettrici presenta una rilevanza tale da richiedere un approfondimento in pubblica udienza. Questa scelta è dettata dalla necessità di stabilire un principio di diritto solido in una materia dove mancano precedenti specifici e dove l’interpretazione delle norme locali varia sensibilmente tra i diversi Comuni italiani.

Le motivazioni

Le motivazioni alla base di questo rinvio risiedono nel conflitto tra il diritto alla circolazione di mezzi non inquinanti e il potere regolamentare dei Comuni. La Corte deve valutare se l’obbligo di comunicazione preventiva della targa sia un onere ragionevole o se, al contrario, costituisca un ostacolo ingiustificato all’esercizio di un diritto già riconosciuto dalla natura tecnica del veicolo. Il punto centrale è stabilire se la sanzione sia legittima quando la violazione è puramente formale e non sostanziale.

Le conclusioni

In conclusione, l’esito della pubblica udienza sarà determinante per migliaia di utenti della strada. Una decisione favorevole agli automobilisti potrebbe sancire l’illegittimità delle multe in ZTL veicoli elettrici basate sulla sola mancanza di registrazione della targa. Al contrario, una conferma della legittimità delle sanzioni rafforzerebbe il potere dei Comuni di imporre procedure amministrative rigorose per la gestione degli accessi ai centri storici.

Si può entrare in ZTL con un’auto elettrica senza aver registrato la targa?
Attualmente molti Comuni richiedono la registrazione preventiva per evitare multe automatiche, ma la Cassazione sta valutando se tale obbligo sia legittimo.

Cosa ha stabilito la Cassazione con l’ordinanza 34641/2023?
La Corte ha rinviato la questione alla pubblica udienza a causa della sua rilevanza e della mancanza di precedenti specifici sul tema.

Perché il Comune multa un’auto elettrica in ZTL?
La sanzione scatta solitamente perché il sistema di telecamere non trova la targa nel database dei veicoli autorizzati, ignorando la natura ecologica del mezzo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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