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Vittima del dovere: no status per rischi generici

Un operatore di polizia, infortunatosi in un incidente stradale causato da fondo ghiacciato mentre si recava a un’operazione anticrimine, ha richiesto il riconoscimento dello status di ‘vittima del dovere’. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per ottenere tale status, l’infortunio deve derivare da un rischio specifico e qualificato, intrinseco all’attività di contrasto alla criminalità, e non da un rischio generico, come quello della circolazione stradale, che potrebbe colpire chiunque.

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Pubblicato il 28 gennaio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Vittima del Dovere: Quando un Incidente in Servizio Non Basta

Il riconoscimento dello status di vittima del dovere è un tema delicato che interseca diritto del lavoro e pubblica sicurezza. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: non tutti gli infortuni accaduti in servizio danno diritto a tale qualifica. È necessario che l’evento lesivo sia la concretizzazione di un rischio specifico e qualificato, strettamente connesso alle peculiari funzioni svolte, e non un mero rischio generico. Analizziamo il caso per comprendere meglio i confini di questa importante tutela.

I Fatti di Causa

Un assistente capo coordinatore della Polizia di Stato subiva lesioni a seguito di un incidente stradale. L’evento si verificò nel marzo 1990 in una zona dell’Aspromonte, mentre l’agente si stava recando, insieme ad altre pattuglie, a un’operazione di rastrellamento finalizzata alla ricerca di ostaggi nell’ambito di un servizio antisequestri. La causa dell’incidente fu identificata nella scarsa visibilità e nel fondo stradale ghiacciato.

L’agente chiedeva il riconoscimento dello status di vittima del dovere e dei relativi benefici. La sua richiesta veniva respinta sia in primo grado sia dalla Corte d’Appello. Quest’ultima, pur superando l’eccezione di prescrizione, negava il diritto nel merito, sostenendo che l’incidente non fosse direttamente collegato al rischio tipico dell’attività di contrasto alla criminalità, ma rappresentasse un rischio generico della circolazione stradale.

L’Analisi della Corte di Cassazione sul concetto di vittima del dovere

La questione è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione, che è stata chiamata a decidere sulla corretta interpretazione della normativa in materia. Il ricorrente sosteneva che l’incidente fosse avvenuto non in una semplice fase di avvicinamento, ma nel pieno di un’operazione di polizia ad alto rischio in un’area ad alta densità criminale.

La Suprema Corte, tuttavia, ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici d’appello. Il punto centrale dell’argomentazione risiede nella distinzione tra l’essere in servizio e l’essere esposti a un rischio qualificato che quel servizio comporta. L’incidente, per quanto avvenuto durante l’orario di lavoro e nell’ambito di una missione operativa, è stato causato da fattori (ghiaccio e nebbia) che costituiscono un rischio generico, gravante su qualsiasi utente della strada.

La Differenza tra Occasione e Causa di Servizio

La Corte ha chiarito che l’attività di istituto è stata solo l’occasione del fatto lesivo, non la sua causa diretta. L’evento avrebbe potuto accadere a chiunque si fosse trovato in quel luogo e in quel momento. Manca, secondo i giudici, una relazione diretta tra il rischio tipico dell’operazione antisequestri (es. un conflitto a fuoco, un inseguimento, un agguato) e l’incidente stradale.

Per ottenere lo status di vittima del dovere, non è sufficiente che l’infortunio avvenga ‘in occasione’ del servizio, ma è necessario che sia ‘a causa’ del servizio, inteso come concretizzazione di un pericolo specifico che differenzia il dipendente pubblico dalla generalità dei cittadini.

Le Motivazioni della Decisione

La ratio decidendi della pronuncia si fonda su un’interpretazione rigorosa del nesso causale. La legge intende tutelare coloro che subiscono danni a causa dell’assunzione di un rischio qualificato, che va oltre la normale diligenza e i rischi comuni. Un incidente stradale dovuto a condizioni meteorologiche avverse non rientra, di per sé, in questa categoria, anche se avvenuto durante una delicata operazione di polizia.

I giudici hanno specificato che la situazione sarebbe stata diversa se, ad esempio, l’incidente si fosse verificato nel corso di un inseguimento. In quel caso, il rischio della guida pericolosa sarebbe stato una diretta conseguenza dell’attività di contrasto alla criminalità. Nel caso di specie, invece, l’incidente è avvenuto prima ancora dell’inizio dell’attività di rastrellamento. La Corte ha quindi escluso che l’evento lesivo concretizzasse ‘il rischio tipico, insito nell’attività di contrasto ad ogni tipo di criminalità’.

Conclusioni

L’ordinanza in esame consolida un orientamento giurisprudenziale preciso: per il riconoscimento dello status di vittima del dovere, è indispensabile dimostrare un nesso causale diretto e specifico tra le lesioni subite e un rischio qualificato, intrinsecamente connesso ai compiti istituzionali. L’essere in servizio non è, da solo, un elemento sufficiente. Questa decisione sottolinea la necessità di una valutazione rigorosa delle circostanze concrete, al fine di distinguere i rischi specifici della professione da quelli generici a cui tutti sono esposti, garantendo che i benefici speciali previsti dalla legge siano destinati solo alle situazioni che effettivamente li meritano.

Un incidente stradale durante il servizio dà sempre diritto allo status di vittima del dovere?
No. Secondo la Corte, non è sufficiente che l’incidente avvenga in servizio. È necessario che l’evento lesivo sia causato da un rischio specifico e qualificato, tipico dell’attività di contrasto alla criminalità o di tutela dell’incolumità pubblica, e non da un rischio generico come quello della circolazione stradale.

Qual è la differenza tra ‘occasione di servizio’ e ‘causa di servizio’ per questo riconoscimento?
L’ ‘occasione di servizio’ si ha quando l’attività lavorativa è solo il contesto in cui si verifica l’infortunio, che però avrebbe potuto accadere a chiunque (es. incidente per ghiaccio). La ‘causa di servizio’, rilevante per lo status, si ha quando l’infortunio è la diretta conseguenza di un rischio tipico di quella specifica attività (es. ferita in un inseguimento).

L’azione per il riconoscimento dello status di vittima del dovere si prescrive?
No. La sentenza chiarisce, in linea con altri precedenti, che l’azione volta all’accertamento dello status di vittima del dovere è imprescrittibile. La prescrizione può invece riguardare i singoli benefici economici che da tale status derivano.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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