Tempo tuta: la conciliazione chiude il contenzioso in Cassazione
Il tema del tempo tuta continua a essere al centro delle dinamiche giurisprudenziali nel diritto del lavoro. La questione riguarda la retribuibilità dei minuti che il dipendente impiega per indossare e togliere la divisa aziendale obbligatoria. Spesso, queste controversie raggiungono i massimi gradi di giudizio, ma possono trovare una soluzione stragiudiziale efficace.
Il caso del tempo tuta e la rinuncia al ricorso
La vicenda trae origine da una controversia tra un datore di lavoro e diversi dipendenti in merito al riconoscimento economico del tempo necessario alla vestizione. Dopo i primi gradi di giudizio, la parte datoriale aveva proposto ricorso per cassazione per contestare la decisione della Corte d’Appello. Tuttavia, nelle more del giudizio di legittimità, è intervenuto un fatto nuovo: le parti hanno sottoscritto un verbale di conciliazione in sede sindacale.
Questo accordo ha risolto ogni pendenza economica e giuridica tra le parti, rendendo superflua la prosecuzione della causa. La fondazione ricorrente ha quindi formalizzato la propria rinuncia agli atti del giudizio, come previsto dalle norme di procedura civile.
La decisione della Suprema Corte sul tempo tuta
La Corte di Cassazione, preso atto del deposito dell’atto di rinuncia e della mancata costituzione attiva dei lavoratori intimati, ha applicato rigorosamente le norme del codice di procedura civile. Quando interviene una rinuncia regolare, il collegio non entra nel merito della questione giuridica, limitandosi a verificare la validità formale dell’atto.
In questo contesto, la Suprema Corte ha dichiarato l’estinzione del processo. Tale esito conferma come la conciliazione sindacale resti uno strumento privilegiato per definire liti complesse, garantendo certezza ai rapporti di lavoro e deflazionando il carico giudiziario.
Le motivazioni
Le motivazioni della decisione risiedono esclusivamente nel venir meno dell’interesse delle parti alla prosecuzione del giudizio. La rinuncia agli atti, sottoscritta dal difensore munito di procura speciale, costituisce una causa tipica di estinzione del processo in Cassazione. Poiché la conciliazione sindacale ha soddisfatto le pretese dei lavoratori sul tempo tuta, non vi era più ragione per una pronuncia nomofilattica. La Corte ha rilevato che la procedura di rinuncia è stata espletata correttamente, rendendo obbligatoria la dichiarazione di estinzione.
Le conclusioni
Le conclusioni di questo provvedimento evidenziano l’importanza della gestione strategica del contenzioso lavoristico. Sebbene il tempo tuta sia un diritto spesso riconosciuto quando la vestizione è imposta e controllata dal datore, la via transattiva permette di evitare le incertezze e i costi di un giudizio di legittimità. L’estinzione del giudizio rappresenta la parola fine su una disputa che, grazie all’intervento sindacale, ha trovato un equilibrio soddisfacente per entrambe le parti coinvolte.
Quando il tempo per indossare la divisa deve essere pagato?
Il tempo tuta è retribuibile quando l’attività di vestizione è obbligatoria e il lavoratore è soggetto alle direttive del datore di lavoro su dove e quando indossare la divisa.
Cosa accade se le parti si accordano durante il ricorso in Cassazione?
Se le parti raggiungono un accordo, il ricorrente può depositare una rinuncia agli atti. La Corte di Cassazione dichiara quindi l’estinzione del giudizio senza decidere nel merito.
Qual è il valore di una conciliazione sindacale?
La conciliazione sindacale è un atto formale che rende inoppugnabili le rinunce e le transazioni del lavoratore, ponendo fine in modo definitivo a una controversia legale.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 34546 Anno 2023
Civile Ord. Sez. L Num. 34546 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 11/12/2023
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n.
11567/2022 r.g., proposto da
RAGIONE_SOCIALE , in persona del legale rappresentante pro tempore , elett. dom.to in INDIRIZZO, rappresentato e difeso dall’AVV_NOTAIO.
ricorrente
contro
Bilancio NOME, COGNOME NOME, COGNOME NOME, COGNOME NOME e COGNOME NOME.
intimati
avverso la sentenza della Corte d’Appello di Napoli n. 4859/2021 pubblicata in data 04/11/2021, n.r.g. 211/2019.
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del giorno 18/10/2023 dal AVV_NOTAIO NOME AVV_NOTAIO.
RILEVATO CHE
La ricorrente ha depositato atto di rinunzia per intervenuta conciliazione sindacale e i lavoratori sono rimasti intimati.
P.Q.M.
La Corte dichiara estinto il giudizio.
OGGETTO:
tempo tuta – retribuibilità –
condizioni
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione lavoro, in