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Straordinario festivo: pagamento dovuto anche senza firma

Un dipendente pubblico, addetto alla vigilanza presso un importante sito museale, ha richiesto il pagamento di oltre 500 ore di straordinario festivo. La Corte d’Appello aveva inizialmente negato il compenso, ritenendo necessaria un’autorizzazione formale preventiva. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che lo straordinario festivo deve essere remunerato anche in presenza di un’autorizzazione implicita, desumibile dall’organizzazione del lavoro predisposta dal datore, purché la prestazione non sia avvenuta contro il divieto espresso dello stesso.

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Pubblicato il 25 marzo 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Straordinario festivo: quando il pagamento è obbligatorio senza atto formale

Il diritto al compenso per lo straordinario festivo rappresenta un pilastro della tutela del lavoratore, specialmente quando la prestazione è resa necessaria dall’organizzazione stessa del datore di lavoro. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha chiarito che il pagamento delle ore eccedenti non può essere negato semplicemente per la mancanza di un’autorizzazione scritta, se il lavoro è stato di fatto richiesto dalle necessità di servizio.

Il caso: vigilanza e turni festivi

La vicenda riguarda un dipendente pubblico impiegato nei servizi di vigilanza di un celebre sito culturale. Il lavoratore aveva accumulato un numero considerevole di ore di straordinario festivo, prestando servizio di domenica e nei giorni rossi del calendario per garantire l’apertura al pubblico. L’amministrazione, tuttavia, si era opposta al pagamento, sostenendo che l’ordine di servizio non contenesse una predeterminazione esatta delle ore e che, pertanto, il dipendente avrebbe dovuto fruire di riposi compensativi invece di richiedere la monetizzazione.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di legittimità hanno ribaltato l’orientamento restrittivo della Corte d’Appello. Il punto focale della decisione risiede nel superamento del formalismo rigido: non è sempre necessario un documento firmato che autorizzi ogni singola ora di straordinario festivo. Se l’organizzazione del lavoro è eterodiretta, ovvero pianificata dal datore in modo tale da rendere indispensabile la prestazione domenicale o festiva per coprire i turni, il consenso si considera implicitamente fornito.

Le motivazioni

Le motivazioni della Cassazione si fondano sul principio consolidato secondo cui devono ritenersi autorizzate tutte le prestazioni effettuate dai lavoratori, anche con autorizzazione tacita o implicita. Il presupposto sufficiente per il riconoscimento del diritto al compenso è che il lavoro non sia stato svolto all’insaputa del datore (insciente domino) o contro il suo esplicito divieto (prohibente domino). Nel caso di specie, è evidente che i lavoratori non hanno prestato servizio nei giorni festivi di loro iniziativa, ma sulla base di una turnazione predisposta dall’amministrazione stessa. Tale organizzazione, rendendo la prestazione essenziale e indispensabile per il corretto svolgimento delle mansioni, agisce come una forma di autorizzazione implicita che giustifica il pagamento dello straordinario senza necessità di ulteriori atti formali.

Le conclusioni

Le conclusioni della Corte stabiliscono un principio di equità fondamentale: il datore di lavoro non può beneficiare della prestazione lavorativa eccedente e poi negarne il pagamento trincerandosi dietro l’assenza di un modulo burocratico. Quando l’attività lavorativa è inserita in una programmazione che eccede l’orario contrattuale, il diritto alla retribuzione dello straordinario festivo sorge automaticamente. Questa sentenza rappresenta un monito per le amministrazioni e le aziende: la gestione dei turni deve essere coerente con le disponibilità di bilancio, poiché l’accettazione della prestazione lavorativa nei giorni festivi comporta l’obbligo di remunerazione, a meno che non vi sia stato un divieto espresso e motivato.

Lo straordinario festivo deve essere sempre autorizzato per iscritto?
No, la Cassazione ha stabilito che è sufficiente un’autorizzazione tacita o implicita, specialmente se la prestazione è resa necessaria dall’organizzazione del lavoro predisposta dal datore.

Cosa succede se il datore di lavoro non vieta espressamente lo straordinario?
Se il datore è a conoscenza della prestazione e non la proibisce, il consenso si considera esistente e il lavoratore ha diritto a ricevere il compenso economico per le ore svolte.

Il dipendente può decidere autonomamente di lavorare nei festivi?
No, la prestazione deve essere comunque riconducibile all’organizzazione del datore di lavoro; lo straordinario non è dovuto se il lavoratore agisce di propria iniziativa contro il volere aziendale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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