Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 2754 Anno 2026
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Civile Ord. Sez. L Num. 2754 Anno 2026
Presidente: TRICOMI IRENE
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 07/02/2026
ORDINANZA
sul ricorso 14553-2025 proposto da:
RAGIONE_SOCIALE, rappresentato e difeso dagli avvocati NOME COGNOME, NOME COGNOME;
– ricorrente –
contro
RAGIONE_SOCIALE, in persona del Ministro pro tempore ;
– intimato – avverso la sentenza n. 1041/2025 RAGIONE_SOCIALE CORTE D’APPELLO di NAPOLI, depositata il 03/04/2025 R.G.N. 588/2023; udita la relazione RAGIONE_SOCIALE causa svolta nella camera di consiglio
del l’ 8/01/2026 dal AVV_NOTAIO NOME COGNOME.
FATTI DI CAUSA
Con sentenza del 3 aprile 2025, la Corte d’Appello di Napoli, in riforma RAGIONE_SOCIALE sentenza resa dal Tribunale di Santa Maria
Oggetto
RETRIBUZIONE
PUBBLICO
IMPIEGO
R.G.N.NUMERO_DOCUMENTO
COGNOME.
Rep.
Ud 08/01/2026
CC
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Capua Vetere, rigettava la domanda proposta da NOME COGNOME nei confronti del RAGIONE_SOCIALE avente ad oggetto il pagamento in favore dell’istante, dipendente del RAGIONE_SOCIALE con la qualifica di Addetto ai Servizi di Vigilanza e inquadramento in Area II, posizione economica F3, in servizio presso la sede del Museo del palazzo Reale di Caserta, del compenso spettante per lo svolgimento di 520,67 di ore di straordinario festivo.
2. La decisione RAGIONE_SOCIALE Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto, diversamente dal primo giudice, non potersi leggere l’ordine di servizio n. 18 del 17.6.2014 quale autorizzazione preventiva o consenso, comunque manifestato, allo svolgimento di un certo numero di ore di lavoro nei giorni festivi, difettando nel predetto atto la predeterminazione di un monte ore eccedente il debito orario che il dipendente avrebbe dovuto svolgere nei giorni festivi ed essendo, viceversa, previsto un rinvio espresso ad una futura eventuale autorizzazione, concludendo nel senso che il lavoro prestato nei giorni festivi debba essere qualificato come non autorizzato e destinato, quindi, ad essere compensato fruendo di riposi compensativi. 3.Per la cassazione di tale decisione ricorre il Sig. COGNOME, affidando l’impugnazione a due motivi, in relazione alla quale il RAGIONE_SOCIALE, pur intimato, non ha svolto difesa alcuna.
RAGIONI RAGIONE_SOCIALE DECISIONE
1.Con il primo motivo, il ricorrente, nel denunciare la violazione e falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. 1375 e 2697 c.c. e degli artt. 36 e 111 Cost. in una con il vizio di omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, imputa alla Corte territoriale la mancata considerazione di circostanze puntualmente dedotte e documentate date dall’aver il ricorrente di fatto svolto parte RAGIONE_SOCIALE prestazione settimanale, articolata su sei giorni dal lunedì
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alla domenica escluso il martedì giorno di chiusura, e segnatamente quella svolta la domenica, risultando esaurito l’orario normale settimanale di 35 ore nei giorni dal lunedì al sabato, in regime di straordinario, dall’essere risultato, quindi, che la programmazione oraria disposta dal datore di lavoro eccedeva l’orario contrattuale così da risultare equivalente ad una disposizione espressa dello straordinario, dal dar conto l’ordine di servizio n. 18 del 17.6.2014 dell’essere la prestazione dello straordinario festivo essenziale ed indispensabile per il corretto svolgimento delle mansioni espletate e dalla possibile lettura del predetto ordine di servizio quale preventiva autorizzazione allo straordinario festivo.
Con il secondo motivo, denunciando la violazione e falsa applicazione dell’art. 132, comma 2, n. 4 e la conseguente nullità RAGIONE_SOCIALE sentenza, il ricorrente lamenta a carico RAGIONE_SOCIALE Corte territoriale il carattere apparente RAGIONE_SOCIALE motivazione che assume risultare contraddittoria laddove mentre sostiene che il datore di lavoro ha legittimato lo straordinario in quanto strumento indispensabile per assicurare la turnazione di un servizio definito essenziale da intendersi in questi termini autorizzato, conclude nel senso che lo straordinario non può dirsi autorizzato escludendone l’essere monetizzabile.
Venendo all’esame dei proposti motivi è a dirsi che, mentre il secondo motivo si rivela infondato, risultando la motivazione resa coerentemente espressa in relazione alla lettura accolta dell’ordine di servizio n. NUMERO_DOCUMENTO del 17.6.2014 inteso come non espressivo di una predeterminazione di un monte ore eccedente il debito orario cui il ricorrente era tenuto ma piuttosto diretto a rinviare da una futura autorizzazione, il primo motivo risulta meritevole di accoglimento, dal momento che la motivazione RAGIONE_SOCIALE Corte territoriale nella parte in cui richiede che il
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riconoscimento dello straordinario, nella specie quello festivo, dipenda dalla presenza di autorizzazione formale contrasta con i con i principi recentemente affermati in tema di straordinario da questa Suprema Corte, vieppiù in considerazione del rilievo per cui, con tutta evidenza, di certo i lavoratori non hanno prestato servizio nei giorni festivi di loro iniziativa ma, evidentemente, sulla base di una organizzazione del lavoro eterodiretta. Costituisce, infatti, principio consolidato nella giurisprudenza più recente di questa Corte (cfr., da ultimo Cass. n. 17912/2024 e Cass. n. 6998/2025 ma già Cass. n. 18063/2003) secondo cui devono ritenersi autorizzate tutte le prestazioni effettuate dai lavoratori, anche con autorizzazione tacita o implicita, purché non svolte insciente o prohibente domino, ponendosi, così, il consenso datoriale all’esecuzione RAGIONE_SOCIALE prestazione di lavoro straordinario, comunque espresso, quale presupposto sufficiente per il riconoscimento del diritto al pagamento del relativo compenso. A tali principi non si è attenuta la Corte territoriale non avendo valutato la ricorrenza di una autorizzazione implicita desumibile dalla mera organizzazione del lavoro predisposta dal datore e, come tale, idonea a giustificare il riconoscimento dello straordinario, senza necessità di ulteriori atti formali.
4. Il primo motivo di ricorso va dunque accolto, mentre va rigettato il secondo motivo, e la sentenza impugnata va cassata con rinvio, in relazione al primo motivo accolto, alla Corte d’Appello di Napoli, in diversa composizione, che provvederà a verificare sulla base delle risultanze probatorie, previo ogni necessario accertamento se il lavoro svolto nei giorni festivi debba o meno essere qualificato come straordinario con applicazione del richiamato principio di diritto o se esso sia stato viceversa eseguito in adempimento RAGIONE_SOCIALE normale prestazione
lavorativa quale prevista dalla contrattazione collettiva per il personale turnista, disponendo, altresì, per l’attribuzione delle spese del presente giudizio di legittimità.
P.Q.M.
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, rigetta il secondo motivo, cassa la sentenza impugnata in relazione al primo motivo di ricorso accolto e rinvia, anche per le spese del presente giudizio , alla Corte d’Appello di Napoli, in diversa composizione
Così deciso in Roma nell’adunanza camerale dell’8.1.2026
La Presidente NOME COGNOME