Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 33825 Anno 2025
Civile Ord. Sez. 2 Num. 33825 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 23/12/2025
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 798/2023 R.G. proposto da:
RAGIONE_SOCIALE, rappresentata e difesa dall’avvocato NOME COGNOME -ricorrente-
RAGIONE_SOCIALE, rappresentato e difeso ex lege dall ‘AVVOCATURA GEN ERALE DELLO STATO
-resistente- avverso ORDINANZA di TRIBUNALE PADOVA n. 4106/2022 depositata il 24/11/2022.
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 12/11/2025 dal Consigliere NOME COGNOME.
FATTI DI CAUSA
AVV_NOTAIO aveva assistito, quale difensore d’ufficio, NOME COGNOME ammessa al patrocinio a spese dello Stato. Richiesta la liquidazione del compenso, questa era stata respinto per carenza di documentazione relativa alla situazione reddituale dell’assistita. Proposta opposizione con integrazione delle produzioni documentali, il Tribunale di
Padova aveva riconosciuto esistenti i presupposti per l’ammissione al beneficio del patrocinio a spese dello Stato e liquidato il dovuto e, stante la contumacia del Ministero, aveva disposto che nulla era dovuto quanto alle spese.
Ricorre per cassazione NOME COGNOME per un solo motivo.
Il Ministero non ha depositato controricorso ma ha chiesto di essere sentito all’udienza eventualmente fissata (l’assenza di fissazione di udienza pubblica rende superflua la valutazione di ammissibilità della richiesta formulata).
RAGIONI RAGIONE_SOCIALE DECISIONE
Con l’unico motivo di ricorso NOME COGNOME lamenta la mancata liquidazione delle spese processuali sostenute per il giudizio di opposizione, ritenendo irrilevante il fatto che il Ministero non si sia costituito, perché si tratterebbe di questione non incidente sul principio della soccombenza.
Il ricorso è fondato.
Effettivamente la ricorrente è risultata totalmente vincitrice all’esito della fase di opposizione ex art.170 DPR n.115/2002, con riconoscimento dell’effettiva esistenza dei presupposti affinchè la sua assistita fosse ammessa legittimamente al patrocinio a spese dello Stato e con conseguente liquidazione a favore della professionista richiedente del compenso per l’attività prestata.
L’art.91 c.p.c. dispone che le spese processuali sono disciplinate, all’esito del giudizio, con applicazione del principio della soccombenza. La ripetizione delle spese da parte della parte vincitrice secondo il principio generale indicato può essere esclusa solo nel ricorrere dei presupposti della seconda parte del primo comma dell’art.91 c.p.c. o nel ricorrere delle situazioni disciplinate dall’art.92 co 1 c.p.c. (salva la soccombenza reciproca e le altre ragioni enucleabili dall’art.92 co 2 c.p.c., anche alla luce della modifica introdotta dalla Corte costituzionale con la sentenza
n.77/2018, che giustificano però la compensazione, totale o parziale, delle spese, non la loro irripetibilità): ma le deroghe legittime al principio di soccombenza debbono essere motivate in modo da dare conto del ricorrere dei presupposti che le giustificano.
Il Tribunale di Padova si è invece limitato a correlare l’assenza di pronuncia sulle spese processuali sostenute dall’opponente alla contumacia del Ministero, valorizzando inammissibilmente a danno della parte vittoriosa la mancata partecipazione attiva al processo ad opera della controparte soccombente: cfr., al riguardo, Cass. n.34340/2022, 5255/2022, 23632/2013-.
Il ricorso deve pertanto essere accolto e il provvedimento del Tribunale di Padova deve essere conseguentemente cassato con rinvio: non è possibile una pronuncia ex art.384 c.p.c. perché la ricorrente aveva chiesto -e tuttora chiede- la liquidazione dei compensi secondo i valori medi dello scaglione indicato come da prendere a riferimento; ciò implica lo svolgimento di approfondimenti nel merito sull’esistenza dei presupposti per il riconoscimento degli importi richiesti in relazione all’attività in concreto svolta dal difensore, che non sono possibili in sede di legittimità.
Il Tribunale di Padova, quale giudice del rinvio, dovrà, in altra composizione, attenersi al seguente principio di diritto: <>.
Il Giudice del rinvio provvederà anche alle spese del giudizio di legittimità.
La Corte Suprema di Cassazione accoglie il ricorso, cassa e rinvia al Tribunale di Padova che, in diversa composizione, provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Seconda Sezione Civile, il 12 novembre 2025.
Il Presidente NOME COGNOME