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Sosta a pagamento: multa valida anche senza POS

La Corte di Cassazione ha stabilito che la sosta a pagamento non diventa gratuita qualora il parchimetro sia sprovvisto di lettore per carte di credito o debito (POS). Nonostante l’obbligo normativo per i Comuni di adeguare i dispositivi, il conducente non può invocare l’eccezione di inadempimento contrattuale, poiché il rapporto ha natura pubblicistica e non privatistica. La violazione costituisce un illecito amministrativo. Per annullare la sanzione, l’automobilista deve dimostrare l’impossibilità oggettiva di pagare in contanti, provando di aver agito con l’ordinaria diligenza senza successo.

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Pubblicato il 25 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Sosta a pagamento: la multa è valida anche se il parchimetro non ha il POS

La gestione della sosta a pagamento nelle aree urbane genera spesso dubbi sulla legittimità delle sanzioni, specialmente quando le infrastrutture comunali non appaiono aggiornate alle ultime normative tecnologiche. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale: l’assenza del lettore bancomat sul parchimetro non autorizza automaticamente l’automobilista a parcheggiare gratuitamente.

I fatti di causa

Un automobilista aveva impugnato un verbale di violazione del Codice della Strada per aver lasciato il proprio veicolo in sosta senza esporre il titolo di pagamento. Il ricorrente sosteneva che, non essendo il parchimetro abilitato ai pagamenti elettronici (nonostante l’obbligo di legge vigente dal 2016), egli fosse legittimato a non pagare la tariffa. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la questione è giunta dinanzi ai giudici di legittimità.

La decisione della Corte sulla sosta a pagamento

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la validità della sanzione amministrativa. I giudici hanno chiarito che l’obbligo per i Comuni di predisporre dispositivi elettronici di pagamento non cancella il dovere del cittadino di corrispondere la tariffa oraria. La sosta a pagamento rimane un obbligo regolamentato da norme di diritto pubblico, la cui violazione comporta una sanzione pecuniaria ai sensi dell’art. 7 del Codice della Strada.

Natura dell’illecito e onere della prova

Uno dei punti cardine della sentenza riguarda la natura del rapporto tra cittadino e Comune. Non si tratta di un contratto privato, ma di una regolamentazione della sosta su suolo pubblico. Pertanto, non è applicabile l’istituto dell’eccezione di inadempimento (art. 1460 c.c.). L’automobilista che intende contestare la multa non può limitarsi a segnalare l’assenza del POS, ma deve provare di essere stato nell’impossibilità oggettiva di pagare con monete, nonostante l’uso della normale diligenza (ad esempio, cercando esercizi commerciali vicini per il cambio).

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla distinzione tra inadempimento contrattuale e illecito amministrativo. L’assoggettamento al pagamento della sosta è un atto di regolamentazione del traffico volto a incentivare la rotazione dei veicoli. Il mancato adeguamento tecnologico del Comune rileva solo se il trasgressore dimostra l’assenza di colpa, ovvero l’impossibilità assoluta di adempiere in altro modo. Nel caso di specie, il ricorrente non aveva fornito alcuna prova circa l’impossibilità di reperire monete o l’ubicazione isolata del parcheggio.

Le conclusioni

In conclusione, la sosta a pagamento deve essere sempre onorata, a meno che non si possa dimostrare un impedimento oggettivo e insuperabile. La mancanza del POS sul parchimetro costituisce un’irregolarità amministrativa del Comune, ma non una scriminante automatica per l’utente. Per evitare sanzioni, è onere del conducente assicurarsi di avere mezzi di pagamento alternativi o dimostrare tempestivamente le circostanze eccezionali che hanno impedito il versamento della tariffa.

Posso evitare la multa se il parchimetro non accetta il bancomat?
No, l’assenza del POS non rende la sosta gratuita. È necessario pagare in contanti a meno che non si dimostri l’impossibilità oggettiva di reperire monete.

La sosta senza ticket è considerata un inadempimento contrattuale?
No, la giurisprudenza la qualifica come un illecito amministrativo per violazione delle norme sulla sosta regolamentata, non come un mancato rispetto di un contratto.

Cosa deve provare l’automobilista per annullare la sanzione?
Deve dimostrare di aver agito con diligenza e che fosse impossibile pagare in contanti, ad esempio per l’assenza di negozi vicini o l’isolamento dell’area.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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