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Smart working e competenza territoriale: dove si fa causa?

Un lavoratore ha chiesto al Tribunale di Roma un decreto ingiuntivo contro la sua azienda per ottenere differenze retributive. L’azienda ha contestato la competenza del giudice romano, indicando come competenti i tribunali di Genova (sede operativa) o Udine (sede legale). Il tribunale di primo grado ha invece ritenuto competente anche Civitavecchia, poiché il dipendente svolgeva la prestazione in modalità di lavoro agile da casa. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell’azienda, ha chiarito le regole su smart working e competenza territoriale. I giudici hanno stabilito che l’abitazione del lavoratore in smart working non costituisce una dipendenza aziendale, mancando un’organizzazione di beni del datore di lavoro. Di conseguenza, la competenza territoriale spetta alternativamente solo ai tribunali di Genova o Udine.

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Pubblicato il 14 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 19023 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 19023/2023)

Smart working e competenza territoriale: dove si fa causa?

La diffusione del lavoro agile ha rivoluzionato il mondo professionale, ma ha anche sollevato complessi interrogativi giuridici. Uno dei temi più dibattuti riguarda lo smart working e competenza territoriale nelle cause di lavoro. Quando sorge una controversia tra datore di lavoro e dipendente, stabilire quale sia il tribunale geograficamente competente è fondamentale. Spesso si tende a pensare che il luogo in cui il dipendente si collega da remoto possa determinare il giudice competente. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha recentemente chiarito questo aspetto con una decisione fondamentale. I giudici hanno stabilito regole precise per evitare che ogni abitazione privata si trasformi in un tribunale virtuale.

Il caso concreto: la disputa tra azienda e dipendente

La vicenda nasce dalla richiesta di un decreto ingiuntivo (provvedimento del giudice che ordina un pagamento rapido) da parte del Lavoratore contro l’Azienda. Il Lavoratore pretendeva il pagamento di oltre quarantatremila euro per differenze retributive. Egli sosteneva la nullità del suo contratto di lavoro intermittente (lavoro a chiamata) e la sua trasformazione in un rapporto a tempo indeterminato. Il Lavoratore ha depositato il ricorso presso il Tribunale di Roma. L’Azienda ha subito eccepito (contestato formalmente) l’incompetenza territoriale del giudice romano. Secondo l’Azienda, i soli fori (uffici giudiziari) competenti erano Udine, sede legale della società, o Genova, sede operativa dove il dipendente svolgeva l’attività. Il Tribunale di Roma ha invece dichiarato la competenza di Civitavecchia, poiché il dipendente lavorava in smart working dalla casa dei genitori in quella zona. L’Azienda ha quindi proposto ricorso in Cassazione per risolvere definitivamente la questione.

Che cosa si intende per dipendenza aziendale

La legge stabilisce che le cause di lavoro si possono radicare dove è sorto il rapporto, dove si trova l’azienda o dove si trova la dipendenza aziendale a cui il lavoratore è addetto. Il concetto di dipendenza aziendale richiede la presenza di un nucleo organizzato di beni. Non basta che il dipendente lavori in un determinato luogo per qualificare quel posto come sede dell’impresa. Serve un collegamento oggettivo o soggettivo con l’organizzazione del datore di lavoro. Ad esempio, una rimessa di veicoli o il domicilio di un inviato speciale possono essere considerati articolazioni aziendali. Questo accade solo se vi è una specifica scelta organizzativa del datore di lavoro che valorizza quel luogo specifico.

Le motivazioni: perché la casa del dipendente non è una sede aziendale per lo smart working e competenza territoriale

Nelle sue motivazioni relative a smart working e competenza territoriale, la Suprema Corte ha escluso che l’abitazione del dipendente possa essere considerata una dipendenza aziendale. I giudici hanno rilevato che il lavoro agile rappresenta solo una modalità di esecuzione della prestazione lavorativa. L’abitazione del Lavoratore non conteneva alcun nucleo di beni organizzati dall’Azienda per l’esercizio dell’impresa. Lo svolgimento della prestazione da remoto era del tutto fungibile (sostituibile), potendo avvenire indifferentemente da diversi domicili. Mancava quindi qualsiasi collegamento oggettivo o soggettivo idoneo a radicare la competenza nel luogo di residenza del dipendente. La semplice connessione internet e l’uso di un computer portatile da casa non bastano a creare una sede aziendale decentrata.

Le conclusioni: la decisione della Cassazione sul caso specifico

In conclusione, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Azienda. I giudici hanno escluso la competenza del Tribunale di Civitavecchia. La Corte ha dichiarato la competenza territoriale alternativa esclusiva dei Tribunali di Genova o di Udine. Il processo dovrà quindi proseguire davanti a uno di questi due giudici per decidere sul merito delle spettanze economiche. Questa decisione fissa un principio chiaro per il futuro. Lo smart working non sposta la competenza territoriale del giudice del lavoro presso il domicilio del dipendente, a meno che non vi sia una reale e strutturata organizzazione di mezzi aziendali presso tale domicilio. L’Azienda vince questa fase processuale e ottiene lo spostamento della causa nei fori originari.

Il dipendente in smart working può fare causa all’azienda nel tribunale del proprio domicilio?
No, la semplice esecuzione del lavoro da casa non sposta la competenza del giudice presso il domicilio del lavoratore, a meno che a casa non vi sia una vera e propria struttura organizzata di beni aziendali.

Quali sono i tribunali competenti per le cause di lavoro secondo la legge?
La legge indica come competenti il tribunale del luogo in cui è nato il rapporto di lavoro, quello in cui si trova l’azienda oppure quello in cui si trova la dipendenza aziendale a cui il lavoratore è addetto.

Cosa si intende per dipendenza aziendale nelle controversie di lavoro?
Si tratta di un luogo in cui il datore di lavoro ha dislocato un gruppo di beni organizzati per l’esercizio dell’attività d’impresa, e non un semplice spazio in cui il dipendente lavora da remoto.

Termini giuridici

Regolamento di competenza
Strumento con cui si chiede alla Corte di Cassazione di decidere in via definitiva quale giudice sia competente a trattare una causa.
Dipendenza aziendale
Sede secondaria o ufficio in cui l'azienda organizza stabilmente una parte dei suoi beni e mezzi per svolgere l'attività.
Competenza territoriale
Regola che stabilisce quale ufficio giudiziario, dal punto di vista geografico, deve decidere una determinata controversia.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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