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Scorrimento graduatoria: regole su inquadramento

La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento graduatoria per l’assunzione nel pubblico impiego non costituisce una prosecuzione della procedura concorsuale originaria. Nel caso esaminato, alcuni dipendenti assunti nel 2019 da una graduatoria del 2009 rivendicavano l’inquadramento nel livello D3 previsto dal bando iniziale. Tuttavia, la Corte ha confermato che l’entrata in vigore del nuovo CCNL nel 2018, che fissa il livello D1 come soglia d’accesso, prevale sulle vecchie disposizioni. Poiché la procedura concorsuale si era conclusa con l’approvazione della graduatoria, lo scorrimento successivo è soggetto alla normativa vigente al momento dell’assunzione effettiva.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Scorrimento graduatoria: quale inquadramento spetta?

Lo scorrimento graduatoria rappresenta uno strumento fondamentale per la Pubblica Amministrazione, ma solleva spesso dubbi sul corretto inquadramento economico dei vincitori. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fatto chiarezza sulla prevalenza del contratto collettivo vigente al momento dell’assunzione rispetto alle previsioni del bando originario.

Il caso: assunzioni differite e cambi contrattuali

La vicenda riguarda un gruppo di lavoratori assunti da un’amministrazione comunale nel 2019, attingendo da una graduatoria approvata in esito a un concorso bandito nel 2009. Il bando originale prevedeva l’accesso al profilo di funzionario con inquadramento nel livello economico D3. Tuttavia, tra l’approvazione della graduatoria e l’effettiva assunzione, è intervenuto il nuovo CCNL del comparto Funzioni Locali (maggio 2018), il quale ha stabilito che l’accesso alla categoria D debba avvenire nella posizione economica iniziale D1.

I lavoratori hanno agito in giudizio per ottenere il riconoscimento del livello D3, sostenendo che la procedura concorsuale fosse ancora in corso al momento dell’assunzione e che dovesse applicarsi una clausola di salvaguardia.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la sentenza d’appello. Il punto centrale della decisione risiede nella distinzione tra la procedura concorsuale e l’atto di assunzione. Secondo i giudici, il concorso si conclude formalmente con l’approvazione della graduatoria definitiva. Lo scorrimento graduatoria operato anni dopo non è una fase del concorso, ma una determinazione autonoma dell’amministrazione di procedere a nuove assunzioni.

Di conseguenza, il rapporto di lavoro deve essere regolato dalle norme vigenti al momento della stipula del contratto individuale. Non è possibile invocare il legittimo affidamento su un inquadramento previsto da un bando ormai superato dalla contrattazione collettiva nazionale.

Il principio di legalità e il pubblico impiego

La Corte ha precisato che, nel pubblico impiego contrattualizzato, la scelta di avvalersi dello scorrimento equivale a una nuova determinazione di assunzione. Per rispettare i principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione, l’ente deve applicare i requisiti e le condizioni economiche validi al momento in cui l’assunzione viene disposta.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura privatistica degli atti di gestione del rapporto di lavoro. Una volta chiusa la fase selettiva con la graduatoria, il diritto allo scorrimento graduatoria si colloca al di fuori della procedura concorsuale. L’art. 12 del CCNL 2018 è chiaro nel prevedere l’inquadramento nel livello D1 per i nuovi ingressi, e la clausola di salvaguardia per le procedure ‘in corso’ non può applicarsi a graduatorie già approvate e semplicemente ‘utilizzate’ successivamente. Inoltre, la normativa speciale sulle proroghe delle graduatorie conferma che la fase concorsuale si esaurisce con la redazione dell’elenco degli idonei.

Le conclusioni

Le conclusioni della Cassazione ribadiscono un principio di certezza del diritto: il lavoratore assunto tramite scorrimento graduatoria non può pretendere un trattamento economico basato su regole contrattuali abrogate. L’amministrazione è obbligata ad applicare il CCNL vigente al momento della firma del contratto. Questa decisione sottolinea l’importanza per i candidati idonei di monitorare le evoluzioni della contrattazione collettiva, poiché il tempo intercorso tra il concorso e l’assunzione può incidere significativamente sul trattamento economico iniziale.

Quale inquadramento spetta a chi viene assunto tramite scorrimento graduatoria?
Spetta l’inquadramento previsto dal contratto collettivo nazionale vigente al momento della firma del contratto individuale. Non si ha diritto automaticamente ai livelli economici indicati nel bando di concorso se superati da nuove norme.

La procedura concorsuale si considera ancora aperta durante lo scorrimento?
No, la procedura concorsuale si conclude formalmente con l’approvazione della graduatoria definitiva. Lo scorrimento successivo è considerato un atto di gestione del rapporto di lavoro distinto dalla fase selettiva.

Si applica la legge sul procedimento amministrativo alle assunzioni pubbliche?
No, nel pubblico impiego contrattualizzato gli atti di gestione del personale hanno natura privatistica. Di conseguenza, non trovano applicazione le norme della legge 241 del 1990 ma le regole del codice civile.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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