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Scorrimento graduatoria: regole su inquadramento

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti pubblici assunti tramite scorrimento graduatoria di un concorso bandito nel 2009. I lavoratori contestavano l’inquadramento nella categoria D1 anziché nella D3 prevista dal bando originale. La Corte ha stabilito che, essendo intervenuto un nuovo CCNL prima dell’assunzione e risultando la procedura concorsuale già conclusa con l’approvazione della graduatoria dei vincitori, l’amministrazione ha correttamente applicato il nuovo sistema di classificazione che prevede il livello D1 come unico accesso iniziale per la categoria D.

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Pubblicato il 24 marzo 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Scorrimento graduatoria e inquadramento: la decisione della Cassazione

Lo scorrimento graduatoria è una pratica comune nella Pubblica Amministrazione per ottimizzare le risorse e coprire posti vacanti. Tuttavia, sorge spesso il dubbio su quale sia l’inquadramento corretto per chi viene assunto anni dopo la pubblicazione del bando, specialmente se nel frattempo sono cambiati i contratti collettivi di riferimento.

I fatti di causa

Un gruppo di lavoratori aveva partecipato a un concorso-corso bandito da un ente locale nel 2009 per il profilo di funzionario, categoria D3. Risultati idonei ma non vincitori, sono stati assunti solo nel 2019 grazie allo scorrimento graduatoria. Al momento dell’assunzione, l’ente ha applicato il nuovo CCNL Funzioni Locali 2016-2018, inquadrandoli nella categoria D1, ovvero la posizione economica iniziale prevista dal nuovo sistema di classificazione. I lavoratori hanno impugnato tale decisione, sostenendo di aver diritto alla categoria D3 poiché la procedura concorsuale, comprensiva di fasi formative, doveva considerarsi ancora in corso al momento dell’entrata in vigore del nuovo contratto.

La decisione della Corte

La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell’operato dell’amministrazione. Il punto centrale della controversia riguarda la natura della procedura: se il concorso fosse stato ancora “in itinere”, i lavoratori avrebbero potuto beneficiare delle vecchie regole. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che la procedura concorsuale si conclude formalmente con l’approvazione della graduatoria dei vincitori. Le fasi successive di formazione e prova, previste per chi viene assunto tramite scorrimento graduatoria, non riaprono i termini del concorso ma costituiscono condizioni per l’assunzione da una lista già cristallizzata.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sull’interpretazione dell’art. 12 del CCNL Comparto Funzioni Locali. Tale norma stabilisce che per le nuove assunzioni l’accesso avviene esclusivamente nella posizione economica iniziale della categoria. La deroga prevista per le procedure concorsuali ancora in corso non è applicabile allo scorrimento graduatoria di elenchi già approvati anni prima. La Corte ha evidenziato che la legge n. 145/2018, nel prorogare la validità delle vecchie graduatorie, ha imposto requisiti aggiuntivi (formazione e verifica idoneità) che confermano come il legame con il bando originario sia ormai attenuato rispetto alle nuove regole contrattuali vigenti.

Le conclusioni

In conclusione, chi viene assunto tramite scorrimento graduatoria deve accettare il sistema di inquadramento vigente al momento della firma del contratto individuale di lavoro. Non esiste un diritto soggettivo a mantenere la qualifica economica prevista da un bando obsoleto se il sistema di classificazione del personale è stato nel frattempo riformato dalla contrattazione collettiva. Questa sentenza ribadisce il principio di legalità e di corretta applicazione dei contratti collettivi nel tempo, tutelando l’uniformità dei livelli di accesso nella Pubblica Amministrazione.

Quale inquadramento spetta a chi viene assunto tramite scorrimento di una vecchia graduatoria?
Spetta l’inquadramento previsto dal contratto collettivo vigente al momento dell’assunzione, che solitamente corrisponde alla posizione economica iniziale della categoria di riferimento.

Il bando di concorso prevale sempre sul nuovo contratto collettivo?
No, se la procedura concorsuale è già conclusa con l’approvazione della graduatoria, le nuove assunzioni devono rispettare le regole di classificazione del personale introdotte successivamente.

Cosa si intende per procedura concorsuale in corso?
Si intende una procedura che non ha ancora portato all’approvazione definitiva della graduatoria dei vincitori al momento dell’entrata in vigore delle nuove norme.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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