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Scorrimento graduatoria: facoltà e non obbligo P.A.

Un candidato idoneo in un concorso pubblico, classificatosi subito dopo i vincitori, ha agito in giudizio per ottenere l’assunzione a seguito della rinuncia di uno di questi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che lo scorrimento graduatoria è una scelta discrezionale (una facoltà) della Pubblica Amministrazione e non un obbligo. Pertanto, l’idoneo non vincitore non vanta un diritto soggettivo all’assunzione.

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Pubblicato il 13 gennaio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Scorrimento Graduatoria: La Cassazione Conferma la Discrezionalità della P.A.

La questione dello scorrimento graduatoria nei concorsi pubblici rappresenta un tema di grande interesse per migliaia di candidati che, pur risultando idonei, non rientrano nel numero dei vincitori. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: l’utilizzo della graduatoria per coprire posti resisi vacanti è una facoltà discrezionale della Pubblica Amministrazione, non un obbligo. Analizziamo la vicenda e le motivazioni della Suprema Corte.

I Fatti di Causa

Un lavoratore aveva partecipato a un concorso pubblico indetto da un’Azienda Sanitaria Regionale per la copertura di 12 posti di autista di autoambulanza. All’esito della procedura, si era classificato al 13° posto, risultando quindi idoneo ma non vincitore.

Successivamente, uno dei 12 vincitori rinunciava all’assunzione. L’Azienda Sanitaria, tuttavia, procedeva ad assumere solo 11 candidati, lasciando vacante il dodicesimo posto. Il lavoratore, ritenendo di avere diritto a subentrare al rinunciatario, si rivolgeva prima al Tribunale, che accoglieva la sua domanda, e poi alla Corte d’Appello, che invece riformava la decisione, respingendo la pretesa del candidato. La questione giungeva così all’esame della Corte di Cassazione.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del lavoratore, confermando la sentenza della Corte d’Appello. I giudici hanno stabilito che il candidato idoneo non vincitore non vanta un diritto soggettivo all’assunzione in caso di rinuncia di un vincitore. La scelta di procedere allo scorrimento graduatoria rientra nel potere discrezionale della Pubblica Amministrazione.

Le motivazioni della Corte sullo scorrimento graduatoria

La Corte di Cassazione ha fondato la propria decisione su una chiara interpretazione delle norme che regolano i concorsi pubblici. In particolare, ha richiamato l’art. 8 del T.U. del Pubblico Impiego (d.P.R. 3/1957) e, più specificamente per il caso in esame, l’art. 18 del d.P.R. n. 220/2001 relativo al personale del Servizio Sanitario Nazionale.

Queste norme stabiliscono che, qualora dei posti messi a concorso rimangano scoperti per rinuncia, decadenza o dimissioni dei vincitori, l’amministrazione ha la “facoltà” e non l’obbligo di procedere a nuove nomine secondo l’ordine della graduatoria.

I punti chiave della motivazione sono i seguenti:
1. Distinzione tra Vincitori e Idonei: I vincitori sono unicamente coloro che si collocano utilmente in graduatoria entro il numero dei posti messi a concorso. La rinuncia di uno di essi non eleva automaticamente l’idoneo successivo al rango di vincitore. La sua posizione rimane quella di idoneo, titolare di una mera aspettativa all’assunzione.
2. La Facoltà è Discrezionalità: Il termine “facoltà” utilizzato dal legislatore indica una scelta discrezionale. La P.A. deve esercitare questo potere nel rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento (art. 97 Cost.), ma non è vincolata a un’unica soluzione. Può, ad esempio, decidere di non coprire il posto, di avviare procedure di mobilità da altre amministrazioni o, in futuro, di bandire un nuovo concorso.
3. Il Bando non Crea un Obbligo Assoluto: Sebbene il bando di concorso rappresenti un’offerta al pubblico, l’obbligo dell’amministrazione si concretizza nell’assumere i vincitori. L’impegno a coprire un certo numero di posti non si traduce in un obbligo di sostituire ogni vincitore rinunciatario attingendo dalla graduatoria degli idonei.

Conclusioni: cosa significa per i candidati idonei

L’ordinanza ribadisce un principio consolidato: essere idonei in un concorso pubblico è un requisito necessario ma non sufficiente per vantare un diritto all’assunzione qualora si liberino dei posti. La decisione di procedere allo scorrimento graduatoria è una scelta di gestione delle risorse umane che spetta alla Pubblica Amministrazione, la quale deve ponderare diversi interessi pubblici. Per i candidati, ciò significa che l’assunzione tramite scorrimento è una possibilità, una speranza legittima, ma non un diritto esigibile in tribunale.

Un candidato idoneo ma non vincitore acquisisce il diritto all’assunzione se uno dei vincitori rinuncia al posto?
No. Secondo la Corte di Cassazione, la rinuncia di un vincitore non trasforma automaticamente il primo dei non vincitori in un vincitore né gli conferisce un diritto soggettivo all’assunzione. L’amministrazione ha solo la facoltà, non l’obbligo, di procedere allo scorrimento.

La Pubblica Amministrazione è sempre obbligata a coprire tutti i posti messi a concorso?
No. Se un posto si rende vacante dopo l’approvazione della graduatoria per rinuncia di un vincitore, l’amministrazione non è obbligata a coprirlo tramite scorrimento. Può decidere di non coprire il posto, di avviare procedure di mobilità o di bandire un nuovo concorso, nel rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità.

Cosa significa che lo scorrimento della graduatoria è una “facoltà” e non un “obbligo”?
Significa che la decisione di assumere un candidato idoneo tramite scorrimento è una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione. Essa può decidere di farlo o meno, valutando l’interesse pubblico, senza che il candidato possa pretendere l’assunzione come un suo diritto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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