LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ripartizione provvisoria spese condominiali: ok a maggioranza

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’assemblea di un supercondominio, in assenza di tabelle millesimali valide, può legittimamente approvare a maggioranza una ripartizione provvisoria spese condominiali in parti uguali. Questa decisione è valida a condizione che sia temporanea e preveda un successivo conguaglio finale, da calcolare una volta approvate le tabelle definitive. La Corte ha quindi dato ragione al Supercondominio, annullando la pretesa di alcuni condomini che contestavano il criterio provvisorio. Il principio chiave è che la delibera a maggioranza è sufficiente per criteri temporanei, mentre l’unanimità è richiesta solo per l’approvazione delle tabelle definitive o per deroghe permanenti ai criteri legali.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 maggio 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Spese condominiali: quando una divisione provvisoria è legittima

La gestione delle spese in un supercondominio è spesso fonte di discussioni. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla ripartizione provvisoria spese condominiali quando mancano le tabelle millesimali. La Corte ha stabilito che un criterio temporaneo, anche se diverso da quello proporzionale, può essere adottato a maggioranza, a patto che sia previsto un successivo conguaglio. Questo principio offre uno strumento pratico per superare le fasi di stallo nella gestione condominiale.

Il caso: un supercondominio senza tabelle valide

La vicenda nasce in un grande complesso immobiliare, un tempo di proprietà di un unico ente pubblico e poi frazionato e venduto a diversi proprietari. Con la nascita del Supercondominio, si è posto il problema di come dividere le spese per la gestione delle parti comuni (come giardini, viali, illuminazione). Le vecchie tabelle, create quando esisteva un solo proprietario, non erano più applicabili.

L’assemblea, in attesa di affidare a un tecnico l’incarico di redigere le nuove tabelle millesimali, aveva deliberato di ripartire temporaneamente le spese in parti uguali tra tutti i condomini. Questa decisione, però, non è piaciuta ad alcuni proprietari. Essi hanno impugnato la delibera, sostenendo che la divisione dovesse avvenire solo in base ai millesimi, anche se non ancora esistenti, e che il criterio “per quote uguali” fosse illegittimo.

La questione legale: maggioranza o unanimità?

Il cuore del problema era capire quale tipo di maggioranza fosse necessaria per una decisione del genere. La regola generale, stabilita dal Codice Civile, prevede che le spese siano ripartite in base al valore della proprietà di ciascuno, cioè secondo le tabelle millesimali. Derogare a questo principio richiede, di norma, il consenso di tutti i condomini (l’unanimità).

Tuttavia, cosa succede in una situazione transitoria, quando le tabelle mancano o non sono più utilizzabili? L’assemblea può decidere a maggioranza un criterio diverso in attesa di quelle definitive? Proprio su questo punto si è concentrata la Corte di Cassazione, chiamata a risolvere la controversia.

Le motivazioni: la validità della ripartizione provvisoria spese condominiali

La Corte Suprema ha dato ragione al Supercondominio, ribaltando le decisioni dei giudici precedenti. I giudici hanno chiarito un principio di grande importanza pratica: in mancanza di tabelle millesimali, l’assemblea ha il potere di deliberare a maggioranza una ripartizione provvisoria spese condominiali.

Questa possibilità è però soggetta a due condizioni fondamentali. Primo, la delibera deve avere carattere temporaneo, in attesa dell’approvazione delle tabelle definitive. Secondo, deve essere esplicitamente previsto un conguaglio finale. Ciò significa che, una volta approvate le nuove tabelle, si dovranno ricalcolare tutte le spese pregresse e ogni condomino pagherà o riceverà la differenza rispetto a quanto versato con il criterio provvisorio.

La Corte ha sottolineato che l’unanimità è necessaria solo per approvare le tabelle definitive o per modificare in modo permanente i criteri legali di ripartizione. Per una soluzione-ponte, come quella adottata nel caso specifico, è invece sufficiente la delibera a maggioranza. La decisione impugnata dai condomini era quindi pienamente legittima perché si inseriva in questo schema transitorio.

Le conclusioni: cosa insegna questa sentenza

Questa sentenza offre una soluzione pragmatica per evitare la paralisi amministrativa dei condomini privi di tabelle millesimali. Stabilisce che l’assemblea può agire con efficacia, adottando a maggioranza un criterio di ripartizione provvisoria spese condominiali per far fronte alle necessità gestionali correnti. L’obbligo del conguaglio finale garantisce che, alla fine, nessuno paghi più o meno del dovuto e che il principio di proporzionalità sia rispettato. Il Supercondominio ha quindi vinto la causa e la delibera originaria è stata confermata come valida. Per i condomini, la lezione è chiara: le decisioni provvisorie, se ben strutturate, sono uno strumento efficace e legittimo.

Cosa succede se il mio condominio non ha le tabelle millesimali?
L’assemblea può approvare a maggioranza un criterio di ripartizione provvisorio delle spese, ad esempio in parti uguali, a condizione che sia previsto un conguaglio finale una volta che le tabelle definitive saranno approvate.

Per approvare una ripartizione provvisoria delle spese serve l’unanimità?
No, secondo la Cassazione per una ripartizione provvisoria e soggetta a conguaglio è sufficiente la delibera a maggioranza. L’unanimità è richiesta solo per l’approvazione delle tabelle definitive o per una deroga permanente ai criteri legali.

Cosa significa che la ripartizione è ‘salvo conguaglio’?
Significa che i pagamenti effettuati secondo il criterio provvisorio sono considerati acconti. Una volta approvate le tabelle millesimali definitive, le spese verranno ricalcolate correttamente e ogni condomino dovrà versare o ricevere la differenza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati