LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Rimessione in termini: la malattia non scusa l’avvocato

La Corte d’Appello nega la rimessione in termini a un avvocato che non aveva iscritto a ruolo un’opposizione a decreto ingiuntivo a causa di una grave malattia. La Corte ha ritenuto che la mancata organizzazione dello studio legale per gestire le emergenze e l’imprudenza nell’accettare l’incarico in condizioni di salute precarie escludono la causa non imputabile, confermando l’improcedibilità dell’azione.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 gennaio 2026 in Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Rimessione in Termini per Malattia: Quando l’Impedimento del Legale Non Basta

Nel complesso mondo della procedura civile, il rispetto dei termini è un principio cardine. Tuttavia, la legge prevede uno strumento di tutela, la rimessione in termini, per chi non riesce a rispettare una scadenza per una causa non imputabile. Una recente sentenza della Corte d’Appello di Brescia offre un’importante riflessione sui limiti di questo istituto, in particolare quando l’impedimento è la grave malattia del difensore.

I Fatti del Caso

Una ditta individuale riceveva un decreto ingiuntivo per il pagamento di una somma di circa 5.000 euro, relativa alla fornitura di materiali edili. Decidendo di opporsi, conferiva mandato a un avvocato, il quale notificava l’atto di citazione in opposizione il 27 luglio 2020.

Tuttavia, il difensore, già ricoverato in ospedale per una grave e rara patologia, non provvedeva a iscrivere la causa a ruolo entro i 10 giorni previsti dalla legge. L’iscrizione avveniva solo il 21 aprile 2021, ben nove mesi dopo, e solo a seguito della notifica di un precetto da parte della società creditrice, che nel frattempo aveva ottenuto l’esecutività del decreto ingiuntivo.

Il Tribunale di primo grado dichiarava l’opposizione improcedibile per la tardiva iscrizione a ruolo, rigettando la richiesta di rimessione in termini avanzata dal legale. La ditta individuale, soccombente, proponeva quindi appello.

La Valutazione della Corte sulla rimessione in termini

L’appellante sosteneva che l’improvviso e imprevedibile aggravamento delle condizioni di salute del proprio avvocato costituisse una causa di forza maggiore, tale da giustificare la rimessione in termini. La Corte d’Appello, però, ha respinto questa tesi, confermando la decisione di primo grado.

I giudici hanno chiarito che l’impedimento, per essere considerato ‘non imputabile’, deve essere assoluto e incolpevole. Nel caso di un professionista, questa valutazione non può prescindere dalla diligente organizzazione del proprio studio legale, che deve essere in grado di far fronte a imprevisti e assenze.

Le Motivazioni

La Corte ha basato la sua decisione su diversi punti cruciali:

1. Dovere di Organizzazione Professionale: Un avvocato ha il dovere di organizzare il proprio studio (personale, collaboratori, sostituti) per garantire la continuità del servizio e la gestione delle scadenze, anche in caso di sua assenza. Nel caso specifico, lo studio legale era composto da due avvocati, e attività semplici come l’iscrizione a ruolo avrebbero potuto essere delegate a un partner o a personale di segreteria.

2. Imprudenza nell’Accettazione dell’Incarico: La Corte ha ritenuto ‘imprudente’ che l’avvocato avesse accettato e gestito l’incarico, notificando l’opposizione, mentre si trovava già in una situazione di salute precaria e ricoverato in ospedale. Questa circostanza ha indebolito la tesi dell’impedimento imprevedibile.

3. Mancanza di Tempestività nella Richiesta: Anche ammesso un periodo di impedimento assoluto, la richiesta di rimessione in termini non è stata presentata tempestivamente. L’avvocato era stato dimesso una prima volta a novembre 2020 e aveva ripreso parzialmente l’attività a gennaio 2021. L’istanza, invece, è stata depositata solo ad aprile 2021, a seguito del precetto, ovvero a distanza di mesi dalla ripresa dell’attività e dalla cessazione (almeno parziale) dell’impedimento.

4. Natura dell’Adempimento: L’iscrizione a ruolo è un’attività processuale fondamentale ma relativamente semplice, che può essere svolta da collaboratori o personale di studio. Non richiede la presenza fisica o l’intervento personale e insostituibile del dominus.

Le Conclusioni

La sentenza ribadisce un principio fondamentale per la professione legale: la responsabilità organizzativa è parte integrante della diligenza professionale. La malattia, per quanto grave, non costituisce un’esimente automatica se il professionista non ha predisposto misure idonee a prevenire le conseguenze della propria assenza. Questa decisione serve da monito: la tutela del cliente passa anche attraverso un’organizzazione dello studio capace di resistere agli imprevisti, garantendo il rispetto dei termini perentori e la prosecuzione delle attività anche in situazioni di emergenza personale. Per gli avvocati, soprattutto per coloro che operano in strutture piccole o individuali, diventa cruciale pianificare sostituzioni e deleghe per gli adempimenti più critici.

La grave malattia di un avvocato è sempre una causa valida per ottenere la rimessione in termini?
No. Secondo la Corte, la malattia, per quanto grave, non è un’esimente automatica. Il giudice valuta se il professionista ha agito con diligenza, organizzando il proprio studio per far fronte a emergenze e se l’impedimento era assoluto e incolpevole. L’aver accettato un incarico in condizioni di salute già precarie è stato considerato un atto imprudente che esclude l’incolpevolezza.

Cosa valuta il giudice per decidere se concedere la rimessione in termini a un avvocato?
Il giudice valuta non solo la gravità dell’impedimento, ma anche la struttura organizzativa dello studio legale. Viene verificato se l’adempimento omesso potesse essere delegato a collaboratori, partner o personale di segreteria. Inoltre, si considera la diligenza del professionista nel prevenire le conseguenze di una sua possibile assenza.

Entro quanto tempo si deve chiedere la rimessione in termini dopo la fine dell’impedimento?
Anche se la legge non fissa un termine esplicito, la richiesta deve essere presentata con tempestività non appena cessa l’impedimento. La Corte ha ritenuto che un ritardo di quattro mesi dalla dichiarata ripresa dell’attività lavorativa fosse eccessivo e ingiustificato, contribuendo al rigetto dell’istanza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati