Ricorso Improcedibile in Cassazione: L’Errore Formale che Costa Caro
Nel complesso mondo del diritto processuale, la forma è spesso sostanza. Un’omissione apparentemente banale può precludere l’accesso alla giustizia, vanificando le ragioni di merito. L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione è un esempio emblematico di come un ricorso per cassazione improcedibile possa derivare da un errore procedurale, in questo caso il mancato deposito della sentenza impugnata. Questo articolo analizza la decisione e le sue importanti implicazioni pratiche per chiunque affronti un giudizio di legittimità.
I Fatti di Causa
Una società commerciale proponeva ricorso per cassazione avverso una sentenza del Tribunale. Tale sentenza aveva riformato una precedente pronuncia di un Giudice di Pace. La parte soccombente, dunque, decideva di portare la questione dinanzi alla Suprema Corte, affidando le proprie ragioni a un unico motivo di ricorso. La controparte, a sua volta, si costituiva in giudizio depositando un controricorso per resistere all’impugnazione.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione, riunita in camera di consiglio, ha risolto la controversia in modo netto e definitivo, senza entrare nel merito delle questioni sollevate dalla società ricorrente. Gli Ermellini hanno dichiarato il ricorso improcedibile. Di conseguenza, hanno condannato la società ricorrente al pagamento delle spese legali in favore della controparte, liquidate in oltre duemila euro, e hanno dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Analisi del ricorso per cassazione improcedibile: Le Motivazioni della Corte
La decisione della Corte si fonda su una ragione puramente procedurale, ma di fondamentale importanza. I giudici hanno rilevato, in via pregiudiziale, che la società ricorrente non aveva depositato agli atti del giudizio di cassazione alcuna copia della sentenza che intendeva impugnare. Né una copia semplice, né, a maggior ragione, la copia autentica con la relata di notifica, come richiesto dalla legge.
Questo adempimento è disciplinato dall’articolo 369 del Codice di Procedura Civile, il quale stabilisce a pena di improcedibilità che, insieme al ricorso, debba essere depositata una copia autentica della sentenza o della decisione impugnata. La ratio di questa norma è chiara: la Corte di Cassazione deve essere messa nelle condizioni di conoscere esattamente il contenuto del provvedimento contro cui si ricorre, al fine di poter valutare la fondatezza dei motivi di impugnazione. Senza questo documento essenziale, il giudizio non può nemmeno iniziare.
La Corte, pertanto, non ha avuto altra scelta che dichiarare il ricorso per cassazione improcedibile. L’assenza del documento cardine del processo ha reso impossibile qualsiasi valutazione nel merito, determinando la chiusura immediata del procedimento.
Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche
Questa pronuncia ribadisce un principio cardine del diritto processuale: gli oneri formali non sono semplici formalità, ma presupposti essenziali per la valida instaurazione del giudizio. Il mancato rispetto di una prescrizione come il deposito della sentenza impugnata ha conseguenze fatali per il ricorso, indipendentemente dalla bontà delle argomentazioni legali.
Le implicazioni pratiche sono significative:
1. Massima Attenzione agli Adempimenti: Avvocati e parti devono prestare la massima diligenza nel preparare il fascicolo per la Cassazione, verificando scrupolosamente la presenza di tutti i documenti richiesti dalla legge.
2. Conseguenze Economiche: Un errore di questo tipo non solo comporta la perdita della causa, ma anche la condanna al pagamento delle spese legali della controparte e, come in questo caso, il probabile raddoppio del contributo unificato. Un errore formale si traduce quindi in un rilevante danno economico.
In sintesi, l’accesso al giudizio di legittimità è subordinato al rispetto rigoroso di regole precise, la cui violazione comporta la sanzione più grave: l’improcedibilità del ricorso.
Perché il ricorso alla Corte di Cassazione è stato dichiarato improcedibile?
Il ricorso è stato dichiarato improcedibile perché la parte ricorrente non ha depositato, come richiesto dall’art. 369 c.p.c., una copia della sentenza del Tribunale che stava impugnando. Questo adempimento è un requisito essenziale per la validità del ricorso.
Cosa succede se non si deposita la sentenza impugnata nel giudizio di Cassazione?
La mancata allegazione della sentenza impugnata impedisce alla Corte di esaminare il merito del ricorso. Di conseguenza, il ricorso viene dichiarato improcedibile, e il procedimento si conclude senza una decisione sulle questioni di diritto sollevate.
Quali sono state le conseguenze economiche per la parte ricorrente?
La parte ricorrente è stata condannata a pagare le spese del giudizio di cassazione alla controparte, quantificate in 2.100 euro. Inoltre, la Corte ha stabilito che sussistevano i presupposti per il pagamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello già versato per l’iscrizione del ricorso.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 28888 Anno 2024
Civile Ord. Sez. 3 Num. 28888 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 08/11/2024
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 4632/2023 R.G. proposto da:
RAGIONE_SOCIALE, elettivamente domiciliata in INDIRIZZO, presso lo studio dell ‘ avvocato COGNOME (CF: CODICE_FISCALE), che la rappresenta e difende
-Ricorrente –
contro
NOME, elettivamente domiciliato in INDIRIZZO, presso lo studio dell ‘ avvocato COGNOME NOME (CF: CODICE_FISCALE), che lo rappresenta e difende
-Controricorrente – avverso la SENTENZA del TRIBUNALE di POTENZA n. 1334/2022 depositata il 07/12/2022.
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 02/07/2024 dal Consigliere NOME COGNOME.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
La società RAGIONE_SOCIALE propone ricorso per cassazione, affidato ad unico motivo illustrat da
memoria, avverso la sentenza Trib. Potenza 7/12/2022, di riforma della pronunzia G. di P. Potenza n. 539 del 2016.
Resiste con controricorso il sig. NOME COGNOME, che ha depositato anche memoria.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Va pregiudizialmente rilevato che non risulta dall’odierna ricorrente depositata in atti alcuna copia, e a fortiori quella autentica notificata, dell’impugnata sentenza.
Ai sensi dell’art. 369 c.p.c. il ricorso va pertanto dichiarato improcedibile.
Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in dispositivo in favore del controricorrente, seguono la soccombenza.
P.Q.M.
La Corte dichiara improcedibile il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi euro 2.100,00, di cui euro 1.900.00 per onorari, oltre a spese generali e accessori di legge, in favore del controricorrente COGNOME.
Ai sensi dell’art. 13, 1° comma, quater del D.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall’art. 1, comma 17 della l. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello per il ricorso, a norma del comma 1bis , dello stesso articolo 13, se dovuto.
Roma, 2/7/2024