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Retribuzione feriale: calcolo e indennità incluse

La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei lavoratori ferroviari a includere nella retribuzione feriale gli incentivi per attività di condotta e di riserva. La decisione si fonda sulla nozione europea di retribuzione, che impone che il compenso durante le ferie sia paragonabile a quello ordinario per non dissuadere il dipendente dal fruire del riposo. La Corte ha rigettato il ricorso della società datrice di lavoro, ribadendo che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro in assenza di stabilità reale.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Retribuzione feriale: quali indennità devono essere incluse?

Il calcolo della retribuzione feriale rappresenta un tema centrale nel diritto del lavoro contemporaneo, specialmente alla luce delle recenti interpretazioni della giurisprudenza di legittimità e comunitaria. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito definitivamente che il lavoratore non deve subire perdite economiche significative durante il periodo di riposo annuale.

Il caso dei macchinisti ferroviari

La vicenda trae origine dal ricorso di alcuni macchinisti dipendenti di una nota società di trasporti. I lavoratori lamentavano l’esclusione di alcune voci variabili, come gli incentivi per l’attività di condotta e di riserva, dal calcolo della paga ricevuta durante le ferie. Secondo i dipendenti, tali indennità, essendo erogate in modo continuativo e strettamente legate alle mansioni svolte, dovevano far parte della base di calcolo per il periodo feriale.

La Corte d’Appello aveva già dato ragione ai lavoratori, sottolineando come la normativa europea imponga una nozione di retribuzione ampia, volta a garantire che il dipendente si trovi in una situazione economica analoga a quella dei periodi di servizio.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della società, confermando la validità dell’orientamento europeo. Il punto cardine della decisione risiede nel principio di non dissuasione: se il lavoratore percepisse una paga sensibilmente inferiore durante le ferie, potrebbe essere indotto a rinunciarvi per non subire un danno economico. Questo contrasterebbe con il diritto alla salute e alla sicurezza garantito dai trattati internazionali e dalla Costituzione.

La nozione europea di retribuzione feriale

Secondo i giudici, la retribuzione feriale deve comprendere qualsiasi importo pecuniario che si ponga in rapporto di collegamento con l’esecuzione delle mansioni e che sia correlato allo status professionale del lavoratore. Non è dunque possibile limitare il compenso alla sola paga base se il lavoratore percepisce regolarmente indennità connesse alla sua specifica qualifica.

La questione della prescrizione dei crediti

Un altro aspetto fondamentale trattato nell’ordinanza riguarda la prescrizione dei crediti retributivi. La Corte ha ribadito che, a seguito delle riforme legislative del 2012 e del 2015, nei rapporti di lavoro privi di stabilità reale, il termine di prescrizione quinquennale non decorre durante il rapporto, ma inizia a decorrere solo dalla sua cessazione.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sull’efficacia vincolante delle sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. I giudici hanno evidenziato che l’art. 7 della Direttiva 2003/88/CE deve essere interpretato nel senso che il lavoratore ha diritto a una retribuzione ordinaria durante le ferie. Le indennità richieste dai macchinisti non erano occasionali, ma costituivano una parte integrante e costante del loro trattamento economico mensile. Pertanto, la loro esclusione avrebbe integrato una diminuzione patrimoniale idonea a scoraggiare l’esercizio del diritto al riposo annuale.

Le conclusioni

Le conclusioni della Cassazione blindano il diritto del lavoratore a percepire un compenso feriale onnicomprensivo. La sentenza stabilisce che spetta al giudice di merito valutare in concreto se una determinata indennità sia intrinsecamente legata alle mansioni svolte. In presenza di una continuità erogativa e di un nesso diretto con la qualifica professionale, tali somme devono essere computate. Questa decisione impone alle aziende una revisione attenta dei criteri di calcolo delle spettanze feriali per evitare contenziosi legati alla violazione dei principi di derivazione comunitaria.

Quali voci compongono la retribuzione feriale?
La paga durante le ferie deve essere paragonabile a quella ordinaria, includendo tutte le indennità fisse e variabili legate alle mansioni e allo status professionale del lavoratore.

Cosa succede se la paga delle ferie è troppo bassa?
Una riduzione significativa della retribuzione è considerata un deterrente illegittimo che scoraggia il lavoratore dal fruire del riposo annuale, violando le direttive europee.

Quando scade il termine per chiedere gli arretrati?
Per i rapporti di lavoro non protetti da stabilità reale, la prescrizione quinquennale dei crediti retributivi inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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