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Retribuzione e lavoro domenicale: la guida

La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di alcuni lavoratori volta a ottenere il ricalcolo della retribuzione indiretta (ferie, tredicesima, TFR). Il cuore della controversia riguarda l’incidenza delle maggiorazioni per lavoro domenicale. La Corte ha stabilito che tali somme rilevano ai fini del calcolo degli istituti differiti solo se la prestazione domenicale presenta il carattere della continuità. Nel caso di specie, i ricorrenti non hanno fornito prove specifiche sulla frequenza abituale del lavoro festivo, rendendo la retribuzione percepita non computabile per gli scatti e le indennità richieste.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Retribuzione e lavoro domenicale: quando scatta il ricalcolo?

La determinazione della Retribuzione globale di fatto rappresenta uno dei temi più caldi nel diritto del lavoro contemporaneo. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato la questione dell’incidenza delle maggiorazioni per lavoro domenicale e delle indennità specifiche sui trattamenti di fine rapporto e sulle mensilità aggiuntive.

Il caso: la continuità della prestazione

Un gruppo di lavoratori del settore televisivo ha agito in giudizio contro l’azienda originaria e la società cessionaria del ramo d’azienda. La richiesta principale riguardava il ricalcolo di ferie, tredicesima e TFR, includendo le maggiorazioni percepite per il lavoro svolto di domenica e durante i riposi settimanali. Secondo i ricorrenti, tali somme avrebbero dovuto far parte della base di calcolo per ogni istituto differito.

L’interpretazione del contratto collettivo

La controversia si è focalizzata sull’interpretazione delle norme transitorie del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CNLG). La Corte ha dovuto stabilire se il requisito della “continuità” fosse necessario solo per il lavoro svolto nel giorno di riposo derivante dalla settimana corta o se si estendesse anche al lavoro domenicale ordinario.

Retribuzione e onere probatorio

Un punto cruciale della decisione riguarda l’onere della prova. I giudici hanno chiarito che non è sufficiente produrre le buste paga per dimostrare il diritto al ricalcolo. Il lavoratore deve allegare e provare specificamente che la prestazione domenicale non sia stata sporadica, ma abbia assunto un carattere di regolarità tale da giustificare la sua inclusione nella Retribuzione utile per gli istituti indiretti.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha fondato la propria decisione sul principio di non onnicomprensività della retribuzione. In assenza di una norma di legge o contrattuale specifica che imponga l’inclusione di ogni voce, prevale l’autonomia delle parti collettive. Nel caso analizzato, le note a verbale del contratto collettivo assimilano logicamente il lavoro domenicale a quello della settimana corta: entrambi richiedono la continuità per incidere sui calcoli differiti. Inoltre, il comportamento delle parti nel tempo, che non hanno mai contestato l’esclusione di tali voci per prestazioni sporadiche, conferma questa interpretazione.

Le conclusioni

Il ricorso è stato rigettato poiché i lavoratori non hanno dimostrato la frequenza mensile e abituale delle prestazioni domenicali. La sentenza ribadisce che l’indennità televisiva deve essere calcolata sui minimi tabellari previsti dal contratto nazionale, senza includere aumenti aziendali non espressamente richiamati. Questa decisione sottolinea l’importanza di una redazione precisa dei contratti integrativi e della necessità, per i lavoratori, di documentare con precisione la sistematicità delle prestazioni straordinarie o festive per vederle riconosciute nel calcolo del TFR.

Quando il lavoro domenicale aumenta il valore del TFR?
Il lavoro domenicale incide sul calcolo del TFR e delle mensilità aggiuntive solo se la prestazione ha carattere continuativo e non è occasionale, secondo quanto previsto dalla contrattazione collettiva.

Basta presentare le buste paga per ottenere il ricalcolo?
No, il lavoratore ha l’onere di dimostrare specificamente la frequenza e la regolarità della prestazione festiva, non essendo sufficiente il semplice rinvio ai documenti contabili senza una descrizione dei fatti.

Come si calcola l’indennità televisiva?
L’indennità deve essere parametrata ai minimi tabellari della categoria di appartenenza previsti dal contratto collettivo nazionale, salvo diverse e specifiche disposizioni dei contratti integrativi aziendali.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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