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Restituzione NASpI: la Cassazione rinvia la decisione

Due lavoratori, dopo un licenziamento illegittimo, optano per l’indennità sostitutiva alla reintegra. L’INPS chiede la restituzione NASpI percepita. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, rinvia la decisione a una pubblica udienza per analizzare l’impatto di recenti sentenze delle Sezioni Unite sulla questione.

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Pubblicato il 14 febbraio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Restituzione NASpI e Diritto di Opzione: La Cassazione Prende Tempo

L’obbligo di restituzione NASpI in caso di licenziamento illegittimo è un tema complesso e dibattuto. Una recente ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione ha nuovamente messo in luce la delicatezza della questione, scegliendo di non decidere immediatamente ma di rinviare il caso a una pubblica udienza. Questa decisione è motivata dalla necessità di approfondire l’impatto di recenti sentenze delle Sezioni Unite che hanno toccato argomenti simili. Analizziamo i dettagli di questa vicenda processuale per comprendere le implicazioni per lavoratori e istituti previdenziali.

I Fatti del Caso: Dal Licenziamento all’Appello

La vicenda riguarda due lavoratori licenziati nell’ambito di una procedura collettiva. Dopo il licenziamento, essi hanno percepito l’indennità di disoccupazione NASpI per un periodo di circa un anno e mezzo. Successivamente, il licenziamento è stato dichiarato illegittimo da un giudice, che ha ordinato al datore di lavoro la reintegrazione e il pagamento di un’indennità risarcitoria. A questo punto, i lavoratori hanno esercitato il cosiddetto ‘diritto di opzione’, previsto dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, scegliendo di ricevere un’indennità sostitutiva (pari a quindici mensilità) al posto della reintegrazione effettiva nel posto di lavoro. Di conseguenza, l’INPS ha richiesto la restituzione di tutte le somme erogate a titolo di NASpI.

Sia il Tribunale di primo grado sia la Corte d’Appello hanno dato ragione all’INPS. Secondo i giudici di merito, l’annullamento del licenziamento ha ripristinato il rapporto di lavoro retroattivamente (ex tunc), facendo venire meno lo stato di disoccupazione involontaria, presupposto fondamentale per ricevere la NASpI. Pertanto, l’indennità percepita nel periodo tra il licenziamento e l’esercizio dell’opzione doveva essere restituita.

La Questione Giuridica: Restituzione NASpI e Volontarietà della Disoccupazione

Il nodo centrale della controversia ruota attorno a due momenti distinti:
1. Periodo pre-opzione: Il rapporto di lavoro si considera mai interrotto a seguito dell’annullamento del licenziamento? Se sì, il lavoratore non era disoccupato e la NASpI non era dovuta.
2. Periodo post-opzione: La scelta di accettare l’indennità sostitutiva invece della reintegrazione rende ‘volontaria’ la successiva condizione di disoccupazione? Se sì, anche in questo caso mancherebbe il presupposto per la tutela previdenziale.

I lavoratori hanno impugnato la decisione della Corte d’Appello dinanzi alla Cassazione, sostenendo la legittimità della NASpI percepita.

Le Motivazioni dell’Ordinanza di Rinvio

La Corte di Cassazione, con la sua ordinanza, non ha deciso il merito della controversia. Ha invece ritenuto opportuno un rinvio a una pubblica udienza. La ragione principale di questa scelta risiede nell’intervento, nel frattempo, delle Sezioni Unite della stessa Corte su casi analoghi. Le Sezioni Unite hanno emesso due importanti sentenze (n. 23476 e 23876 del 2025) che potrebbero avere un impatto decisivo sulla questione della restituzione NASpI.

Il Collegio ha quindi evidenziato la ‘peculiare vicenda’ e la ‘necessità di verificare, nella specie, l’impatto’ di queste nuove decisioni. Un rinvio a pubblica udienza permette un dibattito più approfondito tra le parti e un’analisi più ponderata da parte della Corte, garantendo una decisione che tenga conto dei più recenti e autorevoli orientamenti giurisprudenziali.

Le Conclusioni: In Attesa della Decisione Finale

L’ordinanza interlocutoria non fornisce una risposta definitiva, ma segnala che la giurisprudenza in materia di restituzione NASpI è in piena evoluzione. La decisione di rinviare dimostra la prudenza della Corte di Cassazione di fronte a una questione con rilevanti conseguenze economiche e sociali sia per i lavoratori che per l’ente previdenziale. La futura sentenza, che verrà emessa dopo la pubblica udienza, è attesa con grande interesse, poiché chiarirà come devono essere coordinate le tutele contro il licenziamento illegittimo con il sistema di sostegno al reddito in caso di disoccupazione.

Perché l’INPS ha chiesto la restituzione della NASpI ai lavoratori?
L’INPS ha richiesto la restituzione perché, a seguito dell’annullamento giudiziale del licenziamento, il rapporto di lavoro è stato considerato ripristinato retroattivamente (ex tunc). Di conseguenza, secondo l’ente, è venuto meno il presupposto dello stato di disoccupazione involontaria necessario per avere diritto all’indennità.

Qual è la decisione presa dalla Corte di Cassazione in questa ordinanza?
La Corte di Cassazione non ha deciso il caso nel merito. Ha emesso un’ordinanza interlocutoria con cui ha rinviato la causa a nuovo ruolo per la trattazione in una pubblica udienza. La decisione è quindi stata posticipata.

Perché la Corte ha rinviato il caso invece di decidere subito?
La Corte ha rinviato la decisione per la necessità di verificare e approfondire l’impatto di due recenti e importanti sentenze delle Sezioni Unite su casi simili. Il rinvio a pubblica udienza consente un’analisi più ponderata della complessa questione giuridica alla luce dei nuovi orientamenti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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