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Responsabilità magistrati: unico processo per più giudici? No

Un cittadino ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento, accusando di condotta illecita più magistrati operanti in diverse città. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo un principio fondamentale sulla responsabilità civile dei magistrati: non è possibile intentare un unico processo. Quando le accuse riguardano magistrati di distretti giudiziari differenti, è obbligatorio avviare cause separate presso i rispettivi tribunali competenti. Questa regola sulla competenza è speciale e inderogabile, prevalendo su ogni altra norma generale del codice di procedura. Di conseguenza, il tentativo del cittadino di unificare le cause è fallito e ha perso il ricorso.

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Pubblicato il 28 maggio 2026 in Giurisprudenza Civile

Magistrati di diverse città sotto accusa: si può fare un unico processo?

La legge italiana prevede dei meccanismi per tutelare i cittadini da eventuali danni causati da errori o comportamenti illeciti dei giudici. Questo complesso argomento è noto come responsabilità civile dei magistrati. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito un aspetto procedurale molto importante: cosa succede se un cittadino ritiene di essere stato danneggiato dalle azioni di più magistrati che lavorano in città e tribunali diversi? La risposta della Corte è netta e stabilisce un percorso obbligato per chi intende agire legalmente.

La vicenda: un’unica richiesta di risarcimento contro più giudici

Il caso nasce dalla richiesta di un cittadino. Egli aveva citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento danni. Sosteneva che diversi magistrati, in servizio presso uffici giudiziari di varie città del Sud Italia, avessero tenuto un comportamento illecito nei suoi confronti. Secondo la sua tesi, questi giudici avevano omesso, trascurato o abusato dei loro poteri in relazione a numerose denunce da lui presentate. La sua strategia processuale era quella di unire tutte le accuse in un’unica causa, davanti a un solo tribunale, sostenendo che le condotte fossero collegate tra loro.

La regola speciale sulla responsabilità civile dei magistrati

La legge che disciplina la responsabilità civile dei magistrati (Legge n. 117 del 1988) è una normativa speciale. Ciò significa che le sue regole prevalgono su quelle generali del codice di procedura civile. Uno degli aspetti più importanti è la determinazione del giudice competente a decidere. La legge stabilisce un criterio di competenza territoriale ‘inderogabile’, cioè che non può essere modificato né dalle parti né dal giudice stesso. Per evitare conflitti di interesse, la causa non si svolge nel tribunale dove lavora il magistrato accusato, ma in un altro, individuato tramite una specifica tabella allegata al codice di procedura penale.

Le motivazioni: perché non è possibile un processo unico

La Corte di Cassazione ha spiegato in modo chiaro perché la richiesta del cittadino non poteva essere accolta. Il punto centrale riguarda la cosiddetta ‘causa petendi’, ovvero il fondamento della domanda. Anche se il cittadino lamentava un danno complessivo, la richiesta di risarcimento contro ogni singolo magistrato si basava su una condotta specifica e autonoma. Ogni presunto illecito costituisce una ‘causa petendi’ distinta. Di conseguenza, non si può applicare l’istituto della ‘connessione’, che normalmente permette di riunire più cause in un unico processo. La natura speciale e inderogabile del foro competente per la responsabilità civile dei magistrati impone di trattare ogni accusa separatamente. In altre parole, il cittadino avrebbe dovuto avviare tanti processi distinti quanti erano i magistrati di diversi distretti da lui accusati.

Le conclusioni: la Cassazione rigetta il ricorso

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del cittadino. La sua decisione ha confermato che la scelta di separare le cause, operata dai giudici dei gradi precedenti, era corretta. Il principio sancito è che la pluralità di accuse contro magistrati di distretti diversi non consente la celebrazione di un ‘simultaneus processus’ (processo unico). Ogni azione deve seguire il suo corso individuale davanti al giudice naturale precostituito per legge. Il cittadino ha quindi perso la causa e la sua strategia di unificare le domande è stata giudicata non conforme alle regole speciali che governano la materia.

Posso fare causa a più magistrati di tribunali diversi in un unico processo?
No. La Cassazione ha stabilito che per ogni magistrato, appartenente a un diverso distretto giudiziario, va iniziata una causa separata davanti al tribunale specificamente competente per legge.

Chi è competente a decidere sulla responsabilità civile di un magistrato?
La competenza è ‘inderogabile’, cioè fissata per legge e non modificabile. È competente il tribunale del capoluogo del distretto di Corte d’Appello determinato da una specifica tabella di legge, diverso da quello in cui il magistrato lavora.

Cosa succede se accuso più magistrati di aver contribuito allo stesso danno?
Anche in questo caso, se i magistrati appartengono a distretti diversi, la regola non cambia. La Corte ha chiarito che ogni condotta va valutata separatamente, rendendo necessarie azioni legali distinte.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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