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Responsabilità da cose in custodia: il caso fortuito

La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento danni presentata dagli eredi di un uomo deceduto a seguito di una caduta da una passerella in legno precaria. La Corte ha stabilito che la Responsabilità da cose in custodia dell’ente pubblico è esclusa quando la condotta del danneggiato è talmente imprudente da interrompere il nesso causale. Nel caso specifico, la vittima aveva scelto di utilizzare una passerella abusiva e pericolosa nonostante la presenza di una gradinata in cemento sicura e autorizzata nelle immediate vicinanze. Tale comportamento è stato qualificato come caso fortuito, esonerando il custode da ogni obbligo risarcitorio.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Responsabilità da cose in custodia: quando l’imprudenza esclude il risarcimento

La Responsabilità da cose in custodia rappresenta un pilastro fondamentale del diritto civile, ma non è priva di limiti invalicabili. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito come il dovere di cautela del cittadino possa annullare la responsabilità dell’ente pubblico, anche in presenza di strutture pericolose.

Il dovere di cautela e la Responsabilità da cose in custodia

Il caso analizzato riguarda il decesso di un anziano signore caduto da una passerella in legno che conduceva a una spiaggia. Gli eredi hanno agito contro l’amministrazione comunale invocando l’art. 2051 c.c., sostenendo che l’ente, in qualità di custode del territorio, dovesse rispondere del danno. Tuttavia, le indagini hanno rivelato che la passerella era abusiva, costruita da ignoti e palesemente instabile. Elemento decisivo è stata la presenza, a pochi metri di distanza, di una scala in muratura sicura e regolarmente autorizzata.

La condotta del danneggiato come fattore interruttivo

Secondo la giurisprudenza consolidata, quanto più la situazione di pericolo è prevedibile e superabile con l’adozione di normali cautele, tanto più la condotta imprudente della vittima incide sul nesso causale. In questo contesto, la scelta di utilizzare un accesso precario invece di uno sicuro configura una violazione dei doveri minimi di solidarietà e auto-responsabilità sanciti dalla Costituzione.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha fondato la propria decisione sulla natura oggettiva della responsabilità prevista dall’art. 2051 c.c. Sebbene il danneggiato debba solo provare il nesso tra la cosa e il danno, il custode può liberarsi dimostrando il caso fortuito. I giudici hanno chiarito che il caso fortuito non comprende solo eventi naturali eccezionali, ma anche il comportamento umano, inclusa la condotta della vittima. Nel caso di specie, l’uso di una passerella chiaramente inaffidabile da parte di un soggetto di età avanzata, a fronte di un’alternativa sicura, è stato giudicato un atto di imprudenza eccezionale. Tale condotta ha assorbito l’intera efficienza causale dell’evento, rendendo irrilevante la mancata rimozione della passerella da parte del Comune.

Le conclusioni

Il ricorso è stato rigettato, confermando che la tutela offerta dall’ordinamento non può trasformarsi in una garanzia assoluta contro ogni rischio, specialmente quando il pericolo è evitabile con l’ordinaria diligenza. La decisione ribadisce che il nesso di causalità si interrompe quando il danneggiato espone se stesso a un rischio gratuito e prevedibile. Per i cittadini, ciò significa che l’esistenza di un’insidia non garantisce automaticamente il risarcimento se non si è agito con la dovuta prudenza. Per le amministrazioni, la sentenza conferma che la prova della condotta abnorme del danneggiato costituisce una difesa solida contro le richieste risarcitorie basate sulla custodia dei beni pubblici.

Quando la condotta del danneggiato esclude il risarcimento?
Il risarcimento è escluso quando il comportamento della vittima è talmente imprudente e imprevedibile da essere considerato l’unica causa del danno, interrompendo il nesso con la cosa in custodia.

Cosa si intende per caso fortuito in ambito di responsabilità civile?
Il caso fortuito è un fattore esterno, che può essere un evento naturale o il comportamento di un terzo o della vittima stessa, che presenta caratteri di oggettiva imprevedibilità ed eccezionalità.

L’ente pubblico risponde sempre dei danni su suolo comunale?
No, l’ente non risponde se dimostra che il danno è stato causato dal caso fortuito o da una condotta incauta del cittadino che avrebbe potuto evitare il pericolo usando l’ordinaria diligenza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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