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Responsabilità amministratore società: onere della prova

Il Tribunale ha respinto l’azione di responsabilità contro un ex amministratore unico, accusato di aver distratto fondi e abbandonato colposamente un giudizio civile. La decisione sottolinea che la responsabilità amministratore società richiede la prova rigorosa del danno e del nesso di causalità, non potendo basarsi su mere irregolarità contabili o scelte gestionali prive di conseguenze concrete.

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Riferimento Sentenza del Tribunale di Bari n. 4591/2026 del 26/08/2026 (Trib. Bari n. 4591/2026)

Responsabilità amministratore società: la prova del danno è fondamentale

Nel panorama del diritto societario, la responsabilità amministratore società rappresenta uno dei temi più complessi, specialmente quando si innesta in una procedura concorsuale. Recentemente, il Tribunale si è pronunciato su un caso emblematico che chiarisce i limiti dell’azione risarcitoria promossa dalla curatela fallimentare.

I fatti oggetto del giudizio

La vicenda trae origine da una citazione notificata dalla curatela di una società fallita nei confronti del suo ex amministratore unico. Al dirigente venivano contestati tre specifici episodi di presunta mala gestio:

  1. La mancata consegna di un attivo di cassa pari a oltre 16.000 euro.
  2. L’ingiustificato abbandono di una causa civile volta a ottenere il trasferimento di suoli edificatori.
  3. La stipula di un contratto di locazione ritenuto oneroso e superfluo per la società.

L’amministratore si è difeso sostenendo che la gestione contabile era affidata a un procuratore speciale e che le scelte processuali e contrattuali erano dettate dalla necessità di garantire la continuità aziendale in un contesto di oggettiva difficoltà.

La decisione del Tribunale sulla responsabilità amministratore società

Il Tribunale ha rigettato integralmente le domande della curatela, sottolineando come l’azione ex art. 146 l. fall. non possa prescindere da una prova rigorosa degli elementi costitutivi dell’illecito.

Il nodo della prova contabile

Riguardo alla presunta distrazione della cassa, i giudici hanno evidenziato che la curatela non ha prodotto il bilancio d’esercizio, limitandosi a una scheda contabile non idonea a provare l’effettiva esistenza e sottrazione delle somme. Inoltre, è emerso che il potere di spesa e la gestione dei titoli erano di fatto in mano a un altro socio, escludendo la responsabilità diretta dell’amministratore convenuto.

L’abbandono del giudizio e il danno ipotetico

Sulla seconda contestazione, il Tribunale ha chiarito che l’abbandono di una causa genera responsabilità solo se viene provata la seria probabilità di successo del giudizio stesso. Nel caso di specie, il diritto al trasferimento degli immobili era già prescritto ben prima dell’abbandono della causa, rendendo l’omissione dell’amministratore priva di conseguenze dannose per la società.

Le motivazioni

Le motivazioni del collegio si fondano sul principio consolidato per cui gli amministratori rispondono dei danni non per l’insuccesso dell’attività d’impresa, ma solo per la violazione di specifici doveri legali o statutari. Il danno risarcibile non coincide automaticamente con il deficit fallimentare, ma deve essere specificamente riconducibile a una condotta dolosa o colposa. Il Tribunale ha ribadito che le irregolarità contabili, pur potendo giustificare presunzioni sulla liquidazione equitativa del danno, non esimono il curatore dall’allegare e provare il nesso causale tra comportamento e pregiudizio patrimoniale.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza riafferma che la responsabilità amministratore società non è una responsabilità di posizione. Senza la prova di un danno certo e del collegamento diretto con l’inadempimento degli obblighi gestori, l’amministratore non può essere condannato al risarcimento. La protezione della sede sociale e la prosecuzione dell’attività, anche attraverso contratti di locazione, sono state valutate come scelte gestionali ragionevoli a fronte di un diritto di proprietà ormai non più azionabile legalmente. Le spese di lite sono state poste a carico della curatela soccombente.

Cosa deve provare il curatore per ottenere la condanna dell’amministratore?
Il curatore deve dimostrare la violazione di doveri legali o statutari, l’esistenza di un danno patrimoniale concreto e il nesso di causalità tra la condotta dell’amministratore e il danno subito.

L’amministratore è sempre responsabile se non consegna i soldi della cassa risultanti dai conti?
No, non è sufficiente un semplice estratto contabile; occorre provare l’effettiva giacenza della somma e che l’amministratore ne avesse la disponibilità materiale al momento del passaggio di consegne.

L’abbandono di una causa civile da parte dell’amministratore comporta sempre un risarcimento?
Solo se si prova che la causa aveva serie probabilità di vittoria e che la sua interruzione ha causato un pregiudizio economico effettivo alla società.

Termini giuridici

Azione di responsabilità
Iniziativa legale intrapresa per accertare le violazioni dei doveri gestori di un amministratore e ottenerne il risarcimento.
Nesso di causalità
Il legame diretto che deve sussistere tra il comportamento illecito di un soggetto e l'evento dannoso verificatosi.
Curatela fallimentare
Organo preposto alla gestione del patrimonio di un'impresa fallita nell'interesse dei creditori.
Esecuzione in forma specifica
Rimedio legale che consente di ottenere una sentenza che produca gli stessi effetti di un contratto non concluso.
Prescrizione
La perdita di un diritto a causa del suo mancato esercizio per il tempo stabilito dalla legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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