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Regolamento di competenza: limiti di ammissibilità

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per regolamento di competenza proposto da una società di edilizia sociale. La controversia nasce da una querela di falso proposta da un’ex dipendente nell’ambito di un giudizio di responsabilità erariale. Il Tribunale ordinario aveva rigettato l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla Procura contabile, che invocava il foro erariale. La Suprema Corte ha stabilito che l’ordinanza del Tribunale, limitandosi a fissare i termini per le memorie istruttorie senza una formale decisione sulla competenza preceduta dalla precisazione delle conclusioni, non è impugnabile con il regolamento di competenza.

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Pubblicato il 1 aprile 2026 in Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Regolamento di competenza: quando l’ordinanza non è impugnabile

Il regolamento di competenza rappresenta uno strumento processuale fondamentale per definire quale giudice debba trattare una causa, ma la sua ammissibilità è strettamente legata alla natura del provvedimento impugnato. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i confini tra provvedimenti decisori e atti meramente ordinatori.

Il caso: querela di falso e foro erariale

La vicenda trae origine da un’azione di responsabilità promossa dalla Procura regionale della Corte dei conti nei confronti di un’ex dipendente di una società di edilizia pubblica. Nel corso del giudizio contabile, l’interessata è stata autorizzata a proporre querela di falso contro un certificato di pagamento. La causa è approdata dinanzi al Tribunale civile, dove la Procura contabile ha eccepito l’incompetenza territoriale, invocando l’applicazione del foro erariale ex art. 25 c.p.c. in favore di un altro tribunale.

La decisione del Tribunale e il ricorso

Il Tribunale adito ha ritenuto infondata l’eccezione, osservando che la Corte dei conti non può essere assimilata a un’amministrazione statale ai fini del foro speciale. Di conseguenza, il giudice ha assegnato i termini per le memorie istruttorie senza emettere una sentenza o un’ordinanza definitiva sulla competenza. La società coinvolta ha quindi proposto ricorso per regolamento di competenza.

L’analisi della Suprema Corte

La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il punto centrale riguarda la forma e la sostanza del provvedimento del giudice di merito. Affinché un’ordinanza sulla competenza sia impugnabile, deve manifestare in modo inequivoco la volontà del giudice di risolvere definitivamente la questione, solitamente dopo aver invitato le parti a precisare le conclusioni. Nel caso di specie, il rilievo del giudice era solo incidentale e finalizzato alla prosecuzione del giudizio.

Le motivazioni

La Corte ha evidenziato che il provvedimento impugnato ha natura ordinatoria. Nonostante il giudice abbia espresso un parere sull’infondatezza dell’eccezione di incompetenza, lo ha fatto come mera premessa per l’adozione di ulteriori disposizioni istruttorie. Secondo il consolidato orientamento di legittimità, l’affermazione della propria competenza non è impugnabile con il regolamento di competenza se non è stata preceduta dalla rimessione della causa in decisione. Manca, in questo scenario, quel carattere di oggettiva inequivocità che trasforma un atto di gestione del processo in una decisione definitiva sulla competenza.

Le conclusioni

Le implicazioni pratiche di questa pronuncia sono rilevanti per i professionisti del diritto. Non ogni statuizione del giudice sulla competenza permette l’accesso immediato alla Suprema Corte. Se l’ordinanza si limita a disporre la prosecuzione del giudizio assegnando termini istruttori, la parte che ha sollevato l’eccezione dovrà attendere la fine del processo o una fase decisoria esplicita. Questo principio mira a evitare la frammentazione del processo e l’abuso di strumenti di impugnazione contro atti che non hanno ancora prodotto un effetto preclusivo definitivo sulla questione di competenza.

Quando un’ordinanza sulla competenza è impugnabile?
È impugnabile solo se ha natura decisoria, ovvero se il giudice ha manifestato in modo inequivoco la volontà di risolvere la questione dopo aver invitato le parti a precisare le conclusioni.

La Corte dei conti gode del foro erariale?
Secondo l’orientamento espresso nel caso analizzato, la Corte dei conti non è considerata un’amministrazione statale ai fini dell’applicazione del foro speciale previsto dall’articolo 25 c.p.c.

Cosa succede se il ricorso per regolamento è inammissibile?
Il processo prosegue dinanzi al giudice originariamente adito e la questione di competenza potrà essere eventualmente riproposta solo in sede di impugnazione della sentenza definitiva.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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