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Procedura Civile

Onere della prova: rivendica beni nel fallimento

Un soggetto rivendicava la proprietà di beni mobili presenti in un immobile locato da una società poi fallita. La Corte di Cassazione, pur avendo in precedenza escluso l’applicazione di un regime probatorio rigoroso, ha rigettato il ricorso. Si è chiarito che l’esclusione di una presunzione legale non esonera il rivendicante dall’onere della prova circa la proprietà dei beni. La valutazione delle prove offerte, inclusa quella per presunzioni, rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logicamente coerente.

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Estinzione ricorso Cassazione: silenzio che costa caro

Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione avverso una sentenza della Corte d’Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., la società non ha chiesto la decisione del ricorso nel termine di quaranta giorni. La Suprema Corte, interpretando tale silenzio come una rinuncia, ha dichiarato l’estinzione del ricorso Cassazione, senza disporre sulle spese poiché la controparte non si era costituita.

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Soccombenza virtuale e rinuncia: le spese legali

Una società di trasporti ha rinunciato al proprio ricorso in Cassazione contro alcuni ex dipendenti. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio ma ha condannato la società a pagare le spese legali applicando il principio della soccombenza virtuale, poiché avrebbe probabilmente perso la causa. La decisione chiarisce che la rinuncia agli atti non esonera dal pagamento delle spese di lite.

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Appello rito sommario: il termine di 30 giorni

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato contro la declaratoria di inammissibilità del suo appello, giudicato tardivo. Il caso riguardava una richiesta di pagamento di onorari professionali a un Comune. La Suprema Corte ha confermato che, in caso di appello rito sommario, il termine perentorio di trenta giorni decorre dalla notifica integrale dell’ordinanza. Inoltre, ha chiarito che, in caso di notifica fallita, il notificante ha l’onere di riattivare il processo con immediatezza, e un ritardo di un mese è stato ritenuto eccessivo, non potendo sanare la tardività.

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Contratto preliminare: validità e requisiti

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene su un complesso caso immobiliare, chiarendo i requisiti di validità del contratto preliminare. La vicenda riguarda alcuni consorzi che avevano agito contro una società immobiliare per ottenere il trasferimento di proprietà di lotti di terreno. La Corte d’Appello aveva dichiarato nulli gli accordi per indeterminatezza dell’oggetto. La Cassazione ha cassato tale decisione, stabilendo che per la validità del preliminare è sufficiente che l’oggetto sia determinabile, anche tramite rinvio a elementi esterni (per relationem), distinguendo nettamente tali requisiti da quelli, più stringenti, necessari per ottenere una sentenza di esecuzione in forma specifica ai sensi dell’art. 2932 c.c. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.

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Opposizione decreto liquidazione: il rimedio corretto

La Corte di Cassazione chiarisce che l’opposizione decreto liquidazione del compenso di un professionista delegato, quando non contesta l’importo ma il soggetto tenuto al pagamento, deve essere proposta come opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.). In tale giudizio è necessaria la partecipazione di tutte le parti potenzialmente obbligate (litisconsorzio necessario), pena la nullità della decisione.

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Confini incerti: la Cassazione sui titoli di proprietà

In una controversia su confini incerti e ripartizione di spese per lavori edili, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: nell’azione di regolamento di confini, i titoli di acquisto della proprietà e i documenti da essi richiamati, come le planimetrie di frazionamento, costituiscono la prova principale e sovrana per determinare la linea di separazione. Solo in caso di loro insufficienza si può ricorrere ad altri mezzi di prova. La richiesta di rimborso per opere di adeguamento sismico è stata respinta per mancanza di prova di un accordo specifico sulla condivisione dei costi.

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Fermo auto professionale: quando è legittimo?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20559/2025, ha stabilito che spetta al professionista dimostrare che il proprio veicolo è strumentale all’attività lavorativa per evitarne il fermo amministrativo. La Corte ha rigettato il ricorso di un avvocato, negandogli il risarcimento del danno, poiché la prova della strumentalità era stata fornita solo in corso di causa e non in fase pre-contenziosa, escludendo così la colpa dell’agente di riscossione. Il caso sottolinea l’importanza di agire tempestivamente per contestare il preavviso di fermo auto professionale.

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Inammissibilità ricorso cassazione: i nuovi motivi

Un lavoratore, dopo aver perso in primo e secondo grado la causa per il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con una compagnia assicurativa, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso cassazione perché basato su argomenti e questioni giuridiche nuove, introdotte tardivamente nel giudizio d’appello e non riproposte correttamente in sede di legittimità come vizi procedurali. La Corte ha sottolineato che non si possono introdurre nuove allegazioni in fatto e in diritto a giudizio avanzato, e che il ricorso deve contestare specificamente le ragioni della decisione impugnata, non introdurre nuove prospettive.

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Cessione del Credito: eccezioni del debitore ceduto

Una società si oppone a un decreto ingiuntivo, sostenendo l’invalidità di una cessione del credito per una presunta doppia cessione e denunciando gravi inadempimenti del creditore originario. Il Tribunale di Venezia ha respinto l’opposizione, chiarendo che non vi era stata una doppia cessione, ma due cessioni distinte di quote diverse dello stesso credito. Ha inoltre stabilito che la firma del verbale di collaudo da parte del debitore, senza riserve, preclude la possibilità di contestare successivamente la conformità e il funzionamento del bene.

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CTU esplorativa: legittima se basata su prove iniziali

In una disputa ereditaria, la Cassazione ha stabilito che una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) non è da considerarsi ‘CTU esplorativa’ se la parte ha già fornito elementi di prova iniziali, come l’indicazione di conti correnti con movimenti anomali. In tal caso, il consulente può legittimamente acquisire la documentazione bancaria per accertare i fatti. La Corte ha anche riaffermato il diritto del coerede, escluso dal godimento di un bene, a ricevere un’indennità, chiarendo che la richiesta di ‘rendimento dei conti’ include la domanda di pagamento delle somme dovute.

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Ricorso inammissibile: Cassazione chiude il caso

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un’imprenditrice contro il decreto di chiusura del suo fallimento. L’appello, volto a contestare la validità della sentenza di fallimento originaria del 1999, è stato respinto per motivi procedurali: l’imprenditrice avrebbe dovuto usare un altro strumento legale (il reclamo). Inoltre, il ricorso è stato giudicato generico e confuso, violando il principio di specificità. La ricorrente è stata condannata a pagare le spese e a sanzioni per lite temeraria.

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Ricorso inammissibile: l'onere del deposito notifica

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile a causa del mancato deposito della copia della sentenza impugnata, completa della prova di notifica via PEC. Il caso riguardava un’opposizione a un pignoramento immobiliare. La Corte ha sottolineato che tale adempimento è un onere imprescindibile per la parte ricorrente, necessario per verificare la tempestività dell’impugnazione, e la sua omissione non è sanabile, portando all’improcedibilità del ricorso senza esame del merito.

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Equivalenza delle mansioni: cosa dice la Cassazione?

La Corte di Cassazione chiarisce il principio di equivalenza delle mansioni nel pubblico impiego. Un dipendente che svolge compiti di un profilo diverso, ma inquadrato nella stessa area contrattuale, non ha diritto a una retribuzione superiore. La Corte ha stabilito che tutte le mansioni all’interno della medesima area sono da considerarsi legalmente equivalenti, ribaltando una precedente decisione di merito che aveva riconosciuto differenze retributive a una lavoratrice.

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Coesistenza RSA e RSU: la Cassazione decide

Una sentenza della Corte di Cassazione ha affrontato il tema della coesistenza RSA e RSU. Un sindacato, già titolare di una Rappresentanza Sindacale Aziendale (RSA), ha contestato la legittimità delle elezioni per una Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) indette da un’altra sigla. La Corte ha stabilito che la preesistenza di una RSA non impedisce l’elezione di una RSU, poiché la partecipazione di un sindacato a tale elezione comporta una rinuncia implicita alla propria RSA, risolvendo così ogni potenziale conflitto.

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Prescrizione concordato preventivo: la Cassazione chiarisce

Una società in liquidazione e in concordato preventivo ha agito in giudizio per far dichiarare la prescrizione dei crediti vantati nei suoi confronti. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello hanno respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo un importante principio sulla prescrizione nel concordato preventivo. La Corte ha chiarito che, dopo l’omologazione del concordato, si verifica una sospensione della prescrizione per tutti i crediti anteriori. Questo perché l’omologazione rende i crediti temporaneamente inesigibili, in attesa che vengano rispettate le modalità e i tempi di pagamento previsti dal piano. Tale inesigibilità costituisce un impedimento giuridico all’esercizio del diritto che, ai sensi dell’art. 2935 c.c., sospende il decorso del termine di prescrizione fino alla scadenza dei termini di pagamento fissati nel piano concordatario.

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Fondo di Garanzia INPS: titolo esecutivo necessario

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18970/2025, ha stabilito un principio fondamentale per l’accesso al Fondo di Garanzia INPS. Tre lavoratori, a seguito del fallimento e della successiva cancellazione della società datrice di lavoro, avevano chiesto al Fondo il pagamento del TFR e delle ultime mensilità. La Corte ha respinto la loro richiesta, affermando che è indispensabile ottenere preventivamente un titolo esecutivo che accerti il credito nei confronti del datore di lavoro (o dei suoi soci successori). Non è sufficiente un accertamento del credito effettuato ‘incidenter tantum’ nel corso della causa contro l’INPS.

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Estinzione del giudizio: la guida completa

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione del giudizio promosso da una società di trasporti. La decisione si fonda sulla mancata richiesta di una decisione sul ricorso entro 40 giorni dalla comunicazione di una proposta di definizione, configurando una rinuncia tacita secondo l’art. 380-bis c.p.c. Di conseguenza, la parte ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese legali.

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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio vale rinuncia

La Corte di Cassazione dichiara l’estinzione del giudizio perché il ricorrente non ha chiesto una decisione entro 40 giorni dalla proposta di definizione semplificata. La Corte ha interpretato il silenzio come una rinuncia implicita al ricorso, applicando l’art. 380-bis c.p.c. Questa decisione sottolinea l’importanza dei termini processuali e le conseguenze dell’inattività, portando alla definitiva estinzione del giudizio di Cassazione.

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Clausola compromissoria: estensione e limiti

La Corte di Cassazione ha stabilito che una clausola compromissoria, presente in un solo contratto all’interno di una serie di accordi tra loro collegati (collegamento negoziale), non si estende automaticamente agli altri. La volontà di devolvere le liti ad arbitri deve essere espressa e non può essere presunta. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando che le controversie relative al contratto con la clausola devono essere decise da arbitri, mentre le altre restano di competenza del giudice ordinario.

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