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Prescrizione polizza vita: la Cassazione sui 10 anni

Un assicurato ha agito contro una compagnia per ottenere l’indennizzo di una polizza vita, negato per presunta prescrizione biennale. Mentre la Corte d’Appello aveva ritenuto il diritto estinto, la Cassazione ha ribaltato la decisione. Il fulcro della controversia riguarda la prescrizione polizza vita: la Suprema Corte ha recepito l’incostituzionalità del termine breve di due anni per i contratti post-2008. Grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 32/2024, il termine applicabile è quello ordinario decennale, garantendo maggiore tutela ai beneficiari che non hanno reclamato tempestivamente le somme.

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Pubblicato il 23 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Prescrizione polizza vita: la Cassazione conferma il termine di 10 anni

La questione della prescrizione polizza vita ha subito una svolta decisiva grazie a una recente ordinanza della Corte di Cassazione. Molti risparmiatori si sono visti negare il pagamento degli indennizzi dalle compagnie assicurative a causa del decorso del termine biennale. Tuttavia, l’evoluzione normativa e giurisprudenziale ha radicalmente cambiato le regole del gioco, estendendo la tutela per i beneficiari.

Il caso della prescrizione polizza vita e il conflitto normativo

La vicenda trae origine dalla richiesta di un assicurato volta a ottenere la liquidazione di una polizza vita scaduta. La compagnia assicuratrice si era opposta, sostenendo che il diritto fosse ormai prescritto secondo il termine di due anni previsto dalla normativa allora vigente. Inizialmente, la Corte d’Appello aveva dato ragione alla società, ritenendo che l’assicurato non avesse contestato correttamente la qualificazione del contratto e il relativo termine prescrizionale.

La difesa dell’assicurato e l’appello incidentale

L’assicurato ha sostenuto che il contratto non fosse una semplice assicurazione, ma un investimento a capitale garantito, soggetto quindi alla prescrizione ordinaria di dieci anni. La Cassazione ha analizzato se tale contestazione fosse stata presentata correttamente nei gradi di merito. I giudici di legittimità hanno confermato che l’uso di espressioni idonee a riproporre la questione in appello, anche se condizionate all’accoglimento del ricorso principale, impedisce la formazione del giudicato e obbliga il giudice a esaminare il merito della durata del termine.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’assicurato, evidenziando un errore procedurale della Corte d’Appello. Il punto centrale non è solo la corretta proposizione dell’appello incidentale, ma l’applicazione di una norma dichiarata incostituzionale. La sentenza sottolinea come il diritto al pagamento delle somme non possa essere limitato da termini troppo brevi che penalizzano ingiustamente il contraente debole.

Le motivazioni

Le motivazioni della Cassazione poggiano sulla sentenza n. 32 del 2024 della Corte Costituzionale. Tale pronuncia ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2952, secondo comma, c.c., nella parte in cui prevedeva una prescrizione biennale per i diritti derivanti dai contratti di assicurazione sulla vita. La Consulta ha stabilito che per i rapporti sorti dopo il 2008 e non ancora esauriti, deve applicarsi il termine di prescrizione polizza vita decennale ex art. 2946 c.c. Questa decisione ha efficacia retroattiva e colpisce tutte le pendenze giudiziarie in corso, ristabilendo un equilibrio tra le parti contrattuali.

Le conclusioni

In conclusione, la Cassazione ha cassato la sentenza impugnata rinviandola alla Corte d’Appello. Il giudice di rinvio dovrà ora applicare il termine decennale, verificando se il diritto dell’assicurato sia ancora azionabile. Questa sentenza rappresenta un precedente fondamentale per migliaia di polizze cosiddette dormienti, permettendo ai beneficiari di recuperare capitali che le compagnie avevano già devoluto al fondo statale per i rapporti silenti. La tutela del risparmio previdenziale e assicurativo esce rafforzata da questo nuovo orientamento.

Qual è l’attuale termine di prescrizione per una polizza vita?
Per i diritti sorti dopo il 2008, il termine di prescrizione è di dieci anni, a seguito della dichiarazione di incostituzionalità del precedente termine biennale.

Cosa accade se la polizza è stata considerata dormiente?
Anche se la somma è stata devoluta al Fondo rapporti dormienti, l’assicurato può richiederne la restituzione se non è ancora decorso il termine decennale di prescrizione.

La nuova prescrizione decennale si applica ai processi in corso?
Sì, la sentenza della Corte Costituzionale ha efficacia retroattiva e si applica a tutti i rapporti non ancora definiti da una sentenza passata in giudicato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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