LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Prescrizione e buona fede nel trasporto marittimo

Una società di logistica ha impugnato la decisione che dichiarava estinto per prescrizione il diritto al risarcimento dei danni subiti da un automezzo durante un trasporto marittimo. Nonostante il termine semestrale previsto dall’art. 438 cod. nav., la ricorrente sosteneva che le trattative e le perizie svolte con il vettore e l’assicuratore avessero interrotto tale termine. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il principio di buona fede impone di valutare se il comportamento del debitore, che avvia trattative risarcitorie per poi eccepire improvvisamente la prescrizione, costituisca un esercizio abusivo del diritto.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 24 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Prescrizione e buona fede: la tutela nel trasporto marittimo

La prescrizione rappresenta uno dei temi più delicati nel diritto dei trasporti, specialmente quando i termini per agire sono estremamente ridotti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato il conflitto tra il rigore dei termini temporali e il dovere di correttezza che deve improntare i rapporti tra le parti, anche nella fase patologica del contratto.

Il caso: danni al carico e termini di prescrizione

La vicenda trae origine dal danneggiamento di una motrice di proprietà di una società di logistica durante un trasporto marittimo nazionale. A causa del forte rollio della nave e del cedimento dei sistemi di fissaggio (rizzaggio), il veicolo aveva riportato gravi danni. La società danneggiata aveva prontamente costituito in mora il vettore, avviando successivamente interlocuzioni con i periti e la compagnia assicurativa. Tuttavia, i giudici di merito avevano rigettato la domanda risarcitoria, ritenendo maturata la prescrizione semestrale prevista dall’articolo 438 del Codice della Navigazione, non considerando le trattative intercorse come atti interruttivi validi.

La decisione della Suprema Corte

La Corte di Cassazione ha ribaltato l’orientamento dei giudici di appello, ponendo l’accento sulla funzione della prescrizione e sul limite invalicabile della buona fede oggettiva. Secondo gli Ermellini, non è possibile valutare il decorso del tempo in modo isolato rispetto al contesto relazionale tra creditore e debitore. Se il debitore tiene una condotta che induce il creditore a confidare in un componimento bonario, l’improvvisa eccezione di estinzione del diritto può configurare un abuso.

Il ruolo della buona fede oggettiva

Il principio di correttezza, sancito dagli articoli 1175 e 1375 del Codice Civile e radicato nell’articolo 2 della Costituzione, opera come un dovere di solidarietà sociale. Questo obbligo impone alle parti di comportarsi lealmente non solo durante l’esecuzione del contratto, ma anche nella fase di gestione del danno. La Corte ha chiarito che la prescrizione non può essere utilizzata come uno strumento per sorprendere la controparte dopo averla coinvolta in accertamenti tecnici o trattative risarcitorie.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sulla necessità di verificare se la condotta del vettore sia stata incompatibile con la volontà di avvalersi della prescrizione. La Suprema Corte sottolinea che, in presenza di termini molto brevi come quello semestrale, il debitore che avvia perizie tramite propri ausiliari e mantiene un comportamento volto alla liquidazione del danno non può poi eccepire la fine del tempo utile per agire senza violare il canone di lealtà. Tale comportamento integra un esercizio abusivo del diritto, poiché distorce la finalità della norma che mira a dare certezza ai rapporti, non a favorire strategie dilatorie.

Le conclusioni

Le conclusioni della Cassazione aprono la strada a una tutela più forte per i danneggiati nei trasporti marittimi. Viene stabilito che il giudice di merito deve compiere uno scrutinio completo sulla conformità della condotta del debitore al canone della buona fede. In termini pratici, ciò significa che le comunicazioni con i broker, l’apertura di pratiche di sinistro e lo svolgimento di perizie in contraddittorio possono essere determinanti per neutralizzare l’eccezione di prescrizione, garantendo che il diritto al risarcimento non venga sacrificato da un formalismo temporale eccessivo e sleale.

Qual è il termine di prescrizione per i danni nel trasporto marittimo di cose?
Il termine è di sei mesi, come previsto dall’articolo 438 del Codice della Navigazione per i trasporti che hanno inizio e fine in Europa o nel Mediterraneo.

Le trattative con l’assicuratore possono impedire la prescrizione?
Sì, se il comportamento del debitore o del suo assicuratore è tale da generare un affidamento nel creditore o se risulta incompatibile con la volontà di eccepire l’estinzione del diritto.

Cosa succede se il vettore eccepisce la prescrizione dopo aver svolto una perizia?
Il giudice deve valutare se tale condotta violi il principio di buona fede oggettiva, potendo qualificare l’eccezione come un esercizio abusivo del diritto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati