LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Prescrizione dei crediti retributivi: no al decorso in servizio

Un lavoratore ha ottenuto il riconoscimento del periodo di apprendistato ai fini degli scatti di anzianità. L’azienda ha impugnato la decisione, eccependo anche la prescrizione dei crediti retributivi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’azienda. I giudici hanno stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi non decorre durante il rapporto di lavoro, ma solo dalla sua cessazione. Questo perché, dopo le riforme del 2012 e del 2015, il rapporto a tempo indeterminato non è più assistito da una tutela di stabilità reale contro i licenziamenti illegittimi. Di conseguenza, il lavoratore, frenato dal timore di perdere il posto, non è libero di rivendicare i propri diritti durante il rapporto. L’azienda perde la causa e deve versare un ulteriore contributo unificato.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 22 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 19877 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 19877/2023)

Il calcolo dell’apprendistato e la prescrizione dei crediti retributivi

Quando un lavoratore inizia la propria carriera con un contratto di apprendistato, quel periodo deve essere calcolato per gli scatti di anzianità. Molti contratti collettivi escludevano questo computo, ma i giudici hanno dichiarato nulle tali clausole. Di conseguenza, sorge il problema di capire quando scatta la prescrizione dei crediti retributivi per richiedere gli arretrati. La Corte di Cassazione ha chiarito questo importante aspetto con una recente ordinanza. La decisione tutela i lavoratori che temono ritorsioni durante il rapporto di lavoro.

Il caso concreto e il calcolo dell’anzianità di servizio

Il Lavoratore ha agito in giudizio contro L’Azienda per ottenere il riconoscimento dell’intero periodo di apprendistato svolto all’inizio della sua carriera. Questo periodo era fondamentale per il calcolo corretto degli aumenti periodici di anzianità. I contratti collettivi applicati dall’Azienda escludevano espressamente questo computo, penalizzando il dipendente. I giudici di merito hanno dato ragione al dipendente in entrambi i gradi di giudizio precedenti. Essi hanno dichiarato nulle le clausole dei contratti collettivi e degli accordi sindacali che escludevano l’apprendistato. L’Azienda ha quindi proposto ricorso in Cassazione per ribaltare la decisione. La società ha contestato sia il diritto al computo sia la tempestività della richiesta del lavoratore. L’Azienda sosteneva infatti che i crediti fossero ormai prescritti a causa del tempo trascorso.

Come funziona la prescrizione dei crediti retributivi oggi

La questione centrale riguarda il momento in cui inizia a decorrere il termine per chiedere le somme dovute. La legge stabilisce che i diritti si estinguono se il titolare non li esercita entro un determinato periodo di tempo. Nel diritto del lavoro, questo termine è di cinque anni per tutte le competenze e le retribuzioni. Tuttavia, il lavoratore potrebbe evitare di fare causa al proprio datore di lavoro per la paura concreta di essere licenziato o penalizzato. Questo timore reverenziale, definito anche come soggezione psicologica, blocca di fatto il decorso del tempo. La giurisprudenza ha sempre collegato la decorrenza della prescrizione alla effettiva stabilità del posto di lavoro. Se il posto è garantito da tutele reali, il tempo scorre anche durante il rapporto. Se il posto non è sicuro, il tempo inizia a scorrere solo quando il rapporto finisce.

Le motivazioni della decisione sulla prescrizione dei crediti retributivi

La Corte di Cassazione ha rigettato la tesi dell’Azienda con motivazioni molto chiare. I giudici hanno analizzato l’evoluzione delle leggi sul lavoro dopo le riforme del 2012 e del 2015. Queste riforme hanno modificato l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e introdotto il contratto a tutele crescenti. Secondo la Corte, queste modifiche hanno ridotto la stabilità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Oggi non esiste più una tutela forte e automatica contro il licenziamento illegittimo. Il lavoratore si trova quindi in una condizione di debolezza e teme costantemente la perdita dell’occupazione. Per questo motivo, la prescrizione dei crediti retributivi non può decorrere durante lo svolgimento del rapporto di lavoro. Il termine di cinque anni inizia a decorrere solo dal giorno in cui il rapporto cessa definitivamente. Questa regola garantisce che il dipendente possa rivendicare i propri diritti senza il timore di subire ritorsioni immediate.

Le conclusioni della Cassazione sulla tutela del lavoratore

La decisione della Suprema Corte conferma un orientamento fondamentale per la tutela dei diritti dei lavoratori. L’Azienda ha perso la causa e non ha ottenuto la riforma della sentenza precedente. Il ricorso è stato dichiarato in parte inammissibile e in parte rigettato. L’Azienda deve inoltre pagare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato per aver perso il ricorso. Questa pronuncia stabilisce che il periodo di apprendistato deve essere sempre conteggiato per gli scatti di anzianità. Inoltre, essa assicura che i lavoratori possano richiedere le differenze retributive accumulate negli anni anche dopo la fine del rapporto di lavoro. I diritti economici legati al lavoro non si perdono finché il rapporto è in corso.

Il periodo di apprendistato è utile per gli scatti di anzianità?
Sì, l’intero periodo di apprendistato deve essere computato per il calcolo degli aumenti periodici di anzianità, e le clausole dei contratti collettivi che lo escludono sono nulle.

Quando inizia a correre la prescrizione per i crediti di lavoro?
La prescrizione dei crediti retributivi inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, poiché durante il rapporto il dipendente è frenato dal timore del licenziamento.

Qual è il termine di prescrizione per richiedere gli stipendi arretrati?
Il termine di prescrizione è di cinque anni, ma questo periodo inizia a essere calcolato solo dal momento in cui il rapporto di lavoro si interrompe definitivamente.

Termini giuridici

Prescrizione
La perdita di un diritto se non viene esercitato entro il tempo stabilito dalla legge.
Apprendistato
Un contratto di lavoro finalizzato alla formazione professionale e all'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
Metus
Il timore reverenziale o la paura di subire ritorsioni, come il licenziamento, che condiziona le scelte del lavoratore.
Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL)
L'accordo stipulato tra i sindacati dei lavoratori e i datori di lavoro per regolare i rapporti di lavoro di un settore.
Inammissibilità
L'impossibilità per il giudice di esaminare una richiesta o un ricorso a causa della mancanza di requisiti di legge.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)