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Premio INAIL: chi paga per malattie professionali passate?

Una società siderurgica ha contestato l’aumento del premio INAIL dovuto a malattie professionali di lavoratori mai assunti direttamente, ma ereditati da precedenti gestioni dello stesso stabilimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il calcolo del premio si basa sul rischio oggettivo legato all’attività produttiva e non sulla specifica identità del datore di lavoro. Le vicende societarie non interrompono la continuità del rischio, che viene trasferito insieme all’azienda.

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Pubblicato il 16 gennaio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Premio INAIL e successione aziendale: chi paga per le malattie professionali del passato?

La gestione del premio INAIL è un tema cruciale per ogni azienda, specialmente in contesti di successione o acquisizione. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale: la responsabilità per l’aumento del premio, dovuto a malattie professionali, segue l’attività produttiva e non si estingue con il cambio di proprietà. Questo significa che un’azienda subentrante può essere chiamata a pagare un premio più alto a causa di eventi accaduti sotto la gestione precedente, anche se i lavoratori coinvolti non sono mai stati suoi diretti dipendenti.

I Fatti del Caso

Una grande società siderurgica, operante in amministrazione straordinaria, si è vista addebitare dall’INAIL un significativo aumento del premio assicurativo. L’incremento era legato al riconoscimento di malattie professionali a favore di alcuni lavoratori. La particolarità del caso risiedeva nel fatto che questi lavoratori non avevano mai prestato servizio per l’attuale società, ma per le precedenti aziende che avevano gestito lo stesso stabilimento siderurgico in passato. L’azienda ricorrente sosteneva, quindi, di non dover sopportare gli oneri derivanti da un’esposizione al rischio avvenuta in un’epoca antecedente alla sua stessa costituzione e al suo subentro nell’attività.

La Decisione della Cassazione sul premio INAIL

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la legittimità dell’aumento del premio. Il principio cardine affermato dai giudici è che il sistema assicurativo INAIL non si fonda sulla responsabilità del singolo datore di lavoro, ma su un criterio oggettivo legato alla pericolosità della lavorazione. In altre parole, il premio INAIL è calcolato in base al rischio intrinseco di una determinata attività, e tale rischio si trasferisce insieme all’azienda durante le vicende circolatorie (come fusioni, acquisizioni o cessioni di ramo d’azienda).

Le Motivazioni

La sentenza spiega che il sistema assicurativo obbligatorio contro gli infortuni e le malattie professionali è retto da un principio di equilibrio finanziario e da un criterio mutualistico. Il tasso di premio viene determinato su base nazionale per ciascuna categoria di lavorazione e viene poi ‘oscillato’ (aumentato o diminuito) per la singola azienda in base al suo specifico andamento infortunistico. Questo meccanismo, noto come ‘oscillazione per andamento’, serve a responsabilizzare le imprese e a incentivare la prevenzione.

La Corte ha sottolineato i seguenti punti:

1. Oggettività del Rischio: Il rischio morbigeno è legato alla lavorazione, non al soggetto giuridico che la gestisce. Le vicende societarie sono irrilevanti ai fini del calcolo, poiché il rischio permane finché l’attività produttiva continua.
2. Funzione Mutualistica: Il sistema si basa sulla ripartizione dei costi tra tutte le imprese di un settore. Escludere gli oneri derivanti da malattie manifestatesi a distanza di tempo lascerebbe questi costi a carico dell’Istituto e, di conseguenza, della collettività delle imprese, violando il principio di equilibrio.
3. Irrilevanza della Colpa: L’aumento del tasso prescinde da una valutazione sulla responsabilità o colpa del datore di lavoro nel determinismo dell’evento. L’unico presupposto è la verificazione dell’infortunio o della malattia professionale e il conseguente esborso da parte dell’INAIL.

Conclusioni

Questa pronuncia consolida un orientamento fondamentale per le operazioni di M&A e per qualsiasi forma di trasferimento aziendale. Chi acquisisce un’azienda o un ramo d’azienda acquisisce anche la sua ‘storia’ infortunistica ai fini del calcolo del premio INAIL. È quindi essenziale, in fase di due diligence, valutare attentamente non solo gli aspetti finanziari e operativi, ma anche il profilo di rischio storico legato alla sicurezza sul lavoro. Ignorare questo aspetto può portare a costi imprevisti e significativi, come l’aumento del premio assicurativo, che possono impattare la sostenibilità economica dell’operazione stessa. La sentenza ribadisce che la tutela dei lavoratori e l’equilibrio del sistema assicurativo prevalgono sulle vicende proprietarie delle imprese.

Un’azienda che subentra in un’attività produttiva è responsabile per l’aumento del premio INAIL causato da malattie professionali contratte sotto la gestione precedente?
Sì. La Corte di Cassazione ha stabilito che il rischio assicurativo è legato all’attività lavorativa e alla sua pericolosità oggettiva. Pertanto, chi subentra in un’azienda eredita anche la sua storia infortunistica, e gli oneri relativi a malattie professionali, anche se manifestatesi in un secondo momento, vengono imputati alla posizione assicurativa dell’azienda attiva, indipendentemente dal cambio di proprietà.

La responsabilità o la colpa del datore di lavoro nella causazione della malattia è un requisito per l’aumento del premio INAIL?
No. La sentenza chiarisce che l’oscillazione del tasso di premio prescinde completamente dalla responsabilità o dalla colpa del datore di lavoro. L’aumento si basa sull’andamento infortunistico oggettivo, cioè sulla verificazione di infortuni o malattie professionali che hanno comportato un onere economico per l’INAIL, secondo un principio assicurativo e non risarcitorio.

Perché il premio INAIL aumenta anche se l’azienda attuale non ha mai impiegato i lavoratori ammalatisi?
Perché il sistema si basa su un criterio solidaristico e mutualistico, finalizzato a garantire l’equilibrio finanziario dell’istituto assicuratore. Il premio è calcolato sul rischio della specifica lavorazione. Se gli oneri per malattie manifestatesi a distanza di tempo non fossero imputati all’azienda che prosegue quell’attività rischiosa, resterebbero a carico dell’INAIL e, di riflesso, di tutte le altre imprese, alterando il sistema.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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