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Prededuzione: negata se il concordato è inammissibile

La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della prededuzione per il credito di un professionista che aveva redatto l’attestazione per un concordato preventivo dichiarato inammissibile. Nonostante l’esistenza di una transazione con la curatela che riconosceva tale privilegio, i giudici hanno stabilito che la prededuzione non è disponibile per le parti. Essa richiede necessariamente l’apertura della procedura concorsuale. Un accordo privato non può derogare all’ordine legale delle cause di prelazione, rendendo nulla la clausola transattiva contraria alla legge.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Fallimentare, Giurisprudenza Civile

Prededuzione: negata se il concordato è inammissibile

Il riconoscimento della prededuzione per i crediti professionali rappresenta un tema centrale nel diritto fallimentare. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti invalicabili per l’attribuzione di questo privilegio, specialmente quando la procedura di concordato preventivo non giunge alla fase di apertura.

Il caso del professionista attestatore

La vicenda trae origine dalla richiesta di un professionista incaricato di redigere l’attestazione necessaria per l’accesso al concordato preventivo di una società cooperativa. Dopo la dichiarazione di inammissibilità della proposta concordataria e il conseguente fallimento della società, il professionista chiedeva l’ammissione al passivo del proprio compenso in via prededucibile.

Inizialmente, era stata raggiunta una transazione con gli organi della procedura, autorizzata dal comitato dei creditori, che prevedeva il pagamento della somma in prededuzione. Tuttavia, il Tribunale ha negato tale collocazione, ritenendo che la mancata apertura del concordato impedisse il sorgere del privilegio.

Prededuzione e disponibilità dei diritti

Il punto focale della controversia riguarda la possibilità per le parti di negoziare la natura di un credito. La Cassazione ha ribadito che la prededuzione non è un diritto disponibile. Ciò significa che né il curatore né il comitato dei creditori possono attribuire per via contrattuale una priorità di pagamento non prevista espressamente dalla legge.

L’art. 111 della Legge Fallimentare stabilisce criteri rigidi e tassativi. Derogare al principio della par condicio creditorum attraverso una transazione privata è considerato un atto nullo. La nullità può essere rilevata d’ufficio dal giudice in ogni stato e grado del processo, indipendentemente dal fatto che il Giudice Delegato abbia apposto un visto sulla comunicazione della transazione.

Le motivazioni

La Suprema Corte fonda la sua decisione sulla necessità dell’ammissione del debitore alla procedura ai sensi dell’art. 163 l. fall. come presupposto indispensabile. Senza l’apertura formale del concordato, l’attività del professionista, pur se funzionale alla domanda, non può beneficiare della prededuzione nel successivo fallimento. Inoltre, i giudici chiariscono che la transazione è nulla se ha per oggetto diritti sottratti alla disponibilità delle parti per espressa disposizione di legge. Poiché l’ordine dei privilegi è materia di ordine pubblico economico, esso non può essere alterato dalla volontà negoziale.

Le conclusioni

In conclusione, il credito del professionista che assiste l’impresa nella fase di accesso al concordato resta un credito chirografario o privilegiato semplice se la procedura viene dichiarata inammissibile. La prededuzione rimane un istituto di stretta interpretazione legale, non estensibile tramite accordi transattivi. Questa sentenza avverte i professionisti sui rischi legati alla mancata apertura delle procedure concorsuali, sottolineando che nemmeno un accordo con la curatela può garantire una priorità di incasso se mancano i presupposti di legge.

Il credito del professionista è sempre prededucibile nel fallimento?
No, la prededuzione spetta solo se la prestazione è stata funzionale a una procedura concorsuale che è stata effettivamente aperta dal tribunale.

Si può stabilire la prededuzione tramite un accordo con il curatore?
No, la prededuzione è stabilita esclusivamente dalla legge e le parti non possono disporne tramite transazione, pena la nullità dell’accordo.

Cosa accade se il concordato preventivo viene dichiarato inammissibile?
In caso di inammissibilità, i crediti dei professionisti per l’attività prestata perdono il diritto alla prededuzione nel successivo fallimento.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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