Periodo di Comporto: La Cassazione Esclude l’Infortunio sul Lavoro dal Calcolo
Il periodo di comporto rappresenta un istituto fondamentale nel diritto del lavoro, bilanciando il diritto alla salute del lavoratore con l’esigenza organizzativa del datore di lavoro. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 2141 del 2026, interviene su un aspetto cruciale: l’esclusione dal calcolo dei giorni di assenza dovuti a infortunio sul lavoro causato da una negligenza del datore. Analizziamo questa importante decisione.
I Fatti del Caso
Un lavoratore veniva licenziato per superamento del periodo di comporto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicabile. Il dipendente impugnava il licenziamento, sostenendo che nel conteggio dei giorni di assenza, la società datrice di lavoro avesse erroneamente incluso un lungo periodo di malattia conseguente a un infortunio avvenuto sul luogo di lavoro. Secondo il lavoratore, l’infortunio era stato causato dalla mancata adozione, da parte dell’azienda, di adeguate misure di sicurezza.
La Corte d’Appello, in riforma della decisione di primo grado, aveva dato ragione all’azienda, ritenendo che tutti i giorni di assenza per malattia dovessero essere conteggiati ai fini del comporto, indipendentemente dalla loro origine. Il caso è quindi giunto all’attenzione della Corte di Cassazione.
La Decisione della Corte di Cassazione sul periodo di comporto
La Suprema Corte ha accolto il ricorso del lavoratore, cassando la sentenza della Corte d’Appello e affermando un principio di diritto di notevole importanza. I giudici hanno stabilito che i giorni di assenza per infortunio sul lavoro o malattia professionale, quando riconducibili a una responsabilità del datore di lavoro per violazione delle norme sulla sicurezza, non devono essere computati nel periodo di comporto.
Le Motivazioni della Sentenza
Il ragionamento della Corte si fonda su un’interpretazione dell’articolo 2110 del Codice Civile alla luce dei principi di correttezza e buona fede e della normativa a tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008). Secondo la Cassazione, sarebbe contrario a tali principi consentire al datore di lavoro di beneficiare di una propria inadempienza. Se l’infortunio è diretta conseguenza della mancata predisposizione di misure di sicurezza adeguate, l’assenza che ne deriva non può essere usata contro il lavoratore per giustificarne il licenziamento.
In altre parole, il datore di lavoro che, con la sua condotta colposa, causa un danno alla salute del dipendente, non può poi avvalersi delle conseguenze di tale danno (l’assenza prolungata) per risolvere il rapporto di lavoro. L’assenza, in questo specifico contesto, perde la sua natura di ‘normale’ evento morboso per diventare conseguenza diretta di un illecito contrattuale del datore.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Decisione
Questa ordinanza rafforza la tutela del lavoratore e ribadisce l’importanza cruciale degli obblighi di sicurezza a carico del datore di lavoro. Le implicazioni pratiche sono significative:
1. Per i Datori di Lavoro: È fondamentale non solo adempiere scrupolosamente a tutti gli obblighi di prevenzione e sicurezza, ma anche, in caso di licenziamento per superamento del comporto, verificare con attenzione la natura di ogni singolo giorno di assenza. Un calcolo che includa periodi di malattia derivanti da responsabilità datoriale espone l’azienda al rischio di vedersi annullare il licenziamento, con tutte le conseguenze reintegratorie e risarcitorie del caso.
2. Per i Lavoratori: Viene offerta una protezione maggiore. Un lavoratore che subisce un infortunio a causa di carenze nella sicurezza sa che il periodo di convalescenza non potrà essere usato come pretesto per un licenziamento per eccessiva morbilità.
In conclusione, la decisione chiarisce che il periodo di comporto non è un meccanismo automatico, ma va applicato tenendo conto delle responsabilità e del comportamento delle parti, in linea con i principi di buona fede che devono sempre governare il rapporto di lavoro.
Un’assenza per infortunio sul lavoro rientra sempre nel calcolo del periodo di comporto?
No. Secondo la Corte di Cassazione, i giorni di assenza dovuti a un infortunio sul lavoro non si contano nel periodo di comporto se l’infortunio è stato causato dalla violazione delle norme sulla sicurezza da parte del datore di lavoro.
Cosa deve fare il datore di lavoro prima di licenziare per superamento del periodo di comporto?
Il datore di lavoro deve calcolare attentamente i giorni di assenza, assicurandosi di escludere quelli derivanti da infortuni o malattie professionali per i quali potrebbe essere ritenuto responsabile. È un’analisi che richiede prudenza per evitare che il licenziamento venga dichiarato illegittimo.
Qual è la conseguenza di un licenziamento basato su un calcolo errato del periodo di comporto?
Se un licenziamento si basa su un calcolo del periodo di comporto che include erroneamente giorni di assenza non computabili (come quelli per infortunio imputabile al datore), il licenziamento è illegittimo e può essere annullato dal giudice, con conseguente obbligo di reintegrazione del lavoratore e/o di risarcimento del danno.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 2141 Anno 2026
Civile Ord. Sez. L Num. 2141 Anno 2026
Presidente: NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME COGNOME
Data pubblicazione: 02/02/2026