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Perdita di chance: risarcimento per selezione ingiusta

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 13594/2023, ha confermato il diritto al risarcimento per perdita di chance a un candidato escluso da una selezione per un incarico dirigenziale in un’azienda sanitaria pubblica. La Corte ha ribadito che, anche in selezioni di natura fiduciaria, la Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di effettuare una valutazione comparativa motivata tra i candidati, in base ai principi di correttezza e buona fede. L’omissione di tale valutazione, specialmente in presenza di elementi favorevoli al candidato escluso, costituisce un inadempimento contrattuale e legittima la richiesta di risarcimento del danno, quantificato in via probabilistica.

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Pubblicato il 17 febbraio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Perdita di Chance: La Cassazione sul Risarcimento per Selezioni Dirigenziali Illegittime

L’ordinanza n. 13594 del 17 maggio 2023 della Corte di Cassazione affronta un tema cruciale nel pubblico impiego: il diritto al risarcimento per perdita di chance quando la Pubblica Amministrazione non segue procedure di selezione trasparenti e motivate. Anche quando la scelta ha natura fiduciaria, l’amministrazione non è libera da obblighi, ma deve agire secondo i canoni di correttezza e buona fede, garantendo una valutazione comparativa tra i candidati.

Il Caso: Un Incarico Dirigenziale Conteso

Un candidato aveva partecipato a una selezione per un incarico dirigenziale di secondo livello presso un’azienda sanitaria pubblica. Nonostante il suo profilo presentasse elementi “chiari ed a certo favore”, il Direttore Generale dell’azienda aveva scelto un altro candidato senza fornire una motivazione adeguata che giustificasse un confronto tra i profili. Il candidato escluso ha quindi agito in giudizio, sostenendo di aver subito un danno patrimoniale sotto forma di perdita di chance, cioè la perdita della concreta possibilità di ottenere l’incarico e la relativa retribuzione.
I giudici di merito, sia in primo che in secondo grado, hanno dato ragione al candidato, riconoscendo l’esistenza di una probabilità di successo stimata tra il 70 e l’80% e liquidando un risarcimento pari al 75% delle retribuzioni che avrebbe percepito. L’azienda sanitaria ha quindi presentato ricorso in Cassazione.

La Decisione della Corte: Obbligo di Motivazione e Diritto al Risarcimento

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’azienda sanitaria, confermando la decisione dei giudici di merito. I giudici supremi hanno stabilito che, sebbene la procedura di conferimento di incarichi dirigenziali nel settore sanitario non sia un concorso pubblico in senso stretto, l’amministrazione è comunque tenuta a rispettare le clausole generali di correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.) e i principi di buon andamento della Pubblica Amministrazione (art. 97 Cost.).

Le Motivazioni: La Valutazione Comparativa come Garanzia di Trasparenza

La Corte ha chiarito che il rispetto di questi principi impone all’amministrazione di procedere a una valutazione comparativa tra i candidati idonei. Questa valutazione deve essere supportata da una motivazione congrua che espliciti i criteri seguiti e le ragioni della scelta. Non è sufficiente, come nel caso di specie, limitarsi a riprodurre la valutazione della commissione o a dettagliare solo il profilo del candidato prescelto.

Inadempimento Contrattuale e Prova della Perdita di Chance

L’omissione di una valutazione comparativa motivata costituisce un inadempimento contrattuale. Di conseguenza, il candidato escluso ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla perdita di chance. Per ottenere tale risarcimento, il candidato deve provare, anche in via presuntiva o probabilistica, che la condotta illegittima dell’amministrazione gli ha impedito di realizzare i presupposti per ottenere il risultato sperato.
Nel caso specifico, i giudici hanno ritenuto che la presenza di elementi oggettivamente favorevoli al ricorrente e la recessività dei profili degli altri candidati costituissero una prova sufficiente dell’elevata probabilità di successo.

La Quantificazione del Danno

Infine, la Cassazione ha ritenuto corretta la quantificazione del danno operata dalla Corte d’Appello. La stima della probabilità di successo (70-80%) e la conseguente liquidazione del risarcimento (75% delle differenze retributive) sono state considerate un apprezzamento di merito, ben motivato e non irrazionale, e come tale non sindacabile in sede di legittimità.

Conclusioni: Implicazioni per la Pubblica Amministrazione

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale: il carattere fiduciario di una nomina non equivale ad arbitrarietà. Le pubbliche amministrazioni, anche quando agiscono con strumenti privatistici, devono sempre garantire procedure trasparenti, imparziali e motivate. L’omissione di una valutazione comparativa non solo espone l’atto a censure di illegittimità, ma configura un inadempimento che obbliga l’ente a risarcire il danno da perdita di chance al candidato ingiustamente pretermesso, con evidenti conseguenze sia sul piano della legittimità dell’azione amministrativa che su quello della responsabilità erariale.

La Pubblica Amministrazione è sempre obbligata a effettuare una valutazione comparativa tra candidati per un incarico dirigenziale, anche se la scelta è fiduciaria?
Sì, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’amministrazione deve sempre procedere a una valutazione comparativa, in base ai principi di correttezza, buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.) e buon andamento (art. 97 Cost.), anche per incarichi di natura fiduciaria.

Cosa succede se l’amministrazione omette di motivare adeguatamente la scelta di un candidato a discapito di un altro?
L’omissione di una congrua motivazione che espliciti i criteri della valutazione comparativa integra un inadempimento contrattuale. Questo inadempimento può causare un danno risarcibile, come la perdita di chance, a favore del candidato escluso che aveva concrete probabilità di essere scelto.

Come viene calcolato il risarcimento per la perdita di chance?
Il risarcimento non equivale all’intero beneficio economico perso. Viene calcolato sulla base di una valutazione probabilistica: si stima la percentuale di probabilità che il candidato aveva di vincere la selezione e si liquida un importo commisurato a tale probabilità, applicato al vantaggio economico che avrebbe ottenuto (in questo caso, le differenze retributive).

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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