LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Misure minime maglie pesca: la guida normativa UE

Una cooperativa ittica ha impugnato una sanzione amministrativa per l’utilizzo di reti con maglie dell’avansacco inferiori a 50 mm. La Corte d’Appello ha confermato la violazione delle misure minime maglie pesca previste dal Regolamento UE 1241/2019, respingendo l’eccezione di buona fede basata su una vecchia circolare ministeriale. La sentenza ha però parzialmente riformato il primo grado eliminando la condanna alle spese legali per l’amministrazione, poiché quest’ultima non aveva presentato la necessaria nota spese.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 7 settembre 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Sentenza della Corte d'Appello di Cagliari n. 291/2026 del 15/06/2026 (App. Cagliari n. 291/2026)

Misure minime maglie pesca: la disciplina europea e le sanzioni

Il settore ittico è regolato da norme stringenti che mirano alla salvaguardia delle risorse marine, tra cui spiccano le disposizioni sulle misure minime maglie pesca. Un recente caso giudiziario ha messo in luce l’importanza di aggiornarsi costantemente sulle normative dell’Unione Europea, evidenziando come l’affidamento su vecchie circolari ministeriali non sia sufficiente a escludere la responsabilità in caso di sanzioni.

La vicenda trae origine dal sequestro di una rete da traino utilizzata da una cooperativa. Gli organi di controllo avevano rilevato che l’avansacco della rete presentava maglie romboidali inferiori ai 50 millimetri prescritti dalla legge. Questo ha portato all’emissione di un’ordinanza di ingiunzione e alla contestuale confisca dell’attrezzatura, oltre alla decurtazione di punti dalla licenza di pesca.

L’evoluzione normativa delle misure minime maglie pesca

Il nucleo della controversia riguarda il passaggio dal vecchio Regolamento CE 1967/2006 al nuovo Regolamento UE 1241/2019. Mentre la normativa precedente, interpretata da una circolare del 2012, appariva più permissiva, il nuovo regolamento ha stabilito criteri più chiari ed estensivi. L’articolo 8 del Regolamento 1241/2019 equipara infatti il sacco e l’avansacco ai fini della determinazione della dimensione delle maglie. Per le maglie dell’avansacco a forma romboidale, la misura minima è oggi fissata inderogabilmente a 50 mm.

Un operatore professionale è tenuto a conoscere tali evoluzioni. La difesa basata sulla cosiddetta buona fede è stata respinta dai giudici: il lasso di tempo trascorso dall’entrata in vigore della nuova norma (circa quattro anni) è stato ritenuto sufficiente affinché un professionista del settore potesse e dovesse adeguare le proprie attrezzature alle nuove misure minime maglie pesca.

Le sanzioni e la gestione delle spese legali

Un aspetto tecnico rilevante della sentenza riguarda la regolamentazione delle spese di lite. Sebbene la violazione amministrativa sia stata confermata, la Corte d’Appello ha accolto il ricorso limitatamente alla condanna al pagamento delle spese legali del primo grado. È stato ribadito un principio fondamentale: quando l’autorità amministrativa sta in giudizio tramite i propri funzionari e non tramite l’Avvocatura dello Stato, non può ottenere la condanna della controparte al pagamento degli onorari di avvocato se non presenta una specifica nota spese.

In questo caso, l’assenza della nota ha comportato l’annullamento della condanna per la cooperativa a rifondere le spese legali del primo grado all’amministrazione, nonostante la conferma della legittimità della multa relativa alle misure minime maglie pesca.

Le motivazioni

I giudici hanno basato la loro decisione sulla chiara lettera del Regolamento UE 1241/2019, che ha abrogato le precedenti disposizioni difformi. La Corte ha chiarito che il provvedimento cautelare di sospensione emesso all’inizio del processo non vincola la decisione finale di merito, essendo basato solo su una valutazione sommaria. È stato inoltre sottolineato che le prove testimoniali richieste dalla cooperativa erano inammissibili poiché formulate in modo troppo generico e non potevano provare una prassi amministrativa contraria alla legge scritta.

Le conclusioni

La sentenza conferma che il rispetto delle misure minime maglie pesca è un obbligo inderogabile per chi opera nel settore marittimo. Le circolari interpretative non possono prevalere sui regolamenti europei successivi, e spetta all’operatore diligente verificare la conformità dei propri strumenti di lavoro. Dal punto di vista processuale, resta fondamentale per le amministrazioni depositare tempestivamente la nota spese per non perdere il diritto al rimborso in caso di vittoria.

Qual è la misura minima legale per le maglie romboidali dell’avansacco?
Secondo il Regolamento UE 1241/2019, le maglie a forma romboidale dell’avansacco in una rete da traino devono avere una dimensione minima di 50 millimetri.

Si può evitare la multa se si è seguita una vecchia circolare ministeriale?
No, un operatore professionale ha il dovere di aggiornarsi sulle nuove normative europee, e una vecchia circolare non può giustificare l’ignoranza di un regolamento UE vigente da diversi anni.

L’amministrazione può ricevere il rimborso delle spese legali se non presenta la nota spese?
No, se l’amministrazione è difesa da propri funzionari, può ottenere solo il rimborso delle spese vive documentate e non degli onorari se manca l’apposita nota spese.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)