Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 28101 Anno 2024
Civile Ord. Sez. 2 Num. 28101 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 31/10/2024
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 4035/2023 R.G. proposto da: COGNOME NOME, elettivamente domiciliato in INDIRIZZO INDIRIZZO, presso lo studio dell’AVV_NOTAIO COGNOME NOME (CODICE_FISCALE), che lo rappresenta e difende;
– ricorrente –
contro
RAGIONE_SOCIALE;
– intimato – avverso il DECRETO RAGIONE_SOCIALE CORTE D’APPELLO DI PERUGIA n. 78/2022 depositato l’ 08/09/2022;
udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 10/05/2024 dal Consigliere NOME COGNOME.
RILEVATO CHE:
Con decreto n. 1974/2018 emesso su istanza di NOME COGNOME, la Corte d’Appello di Perugia condannava il RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE al pagamento in favore del ricorrente di un indennizzo, ex lege 24 marzo 2001, n. 89, pari ad € . 2.834,00 (oltre interessi legali dalla domanda al saldo) a séguito RAGIONE_SOCIALE irragionevole durata procedimento amministrativo in materia di pubblico impiego, nonché alle spese di lite quantificate in € . 405,00.
1.1. Investita del gravame sulle spese, questa Corte – con ordinanza n. 24922 del 2019 – cassava il decreto emesso nel primo giudizio di merito, per l’inferiorità del compenso ai minimi tariffari dello scaglione di riferimento, rinviando alla Corte d’Appello per la liquidazione delle spese del precedente grado e del grado di legittimità.
1.2. Nel giudizio di rinvio definito con decreto n. 410/2020, la Corte d’Appello di Perugia – fermo l’indennizzo liquidato – condannava l’Amministrazione resistente alla refusione dei compensi professionali del primo grado quantificati in € . 1.045,00, avendo come scaglione di riferimento quello compreso tra € . 0,01 e € . 1.100,00, compensando le spese di lite per il giudizio di rinvio.
1.2.1. Avverso il suddetto decreto NOME COGNOME proponeva un secondo ricorso per cassazione; con ordinanza n. 38472/2021 questa Corte accoglieva il gravame, ritenendo che al caso di specie, considerando il valore RAGIONE_SOCIALE controversia indicato nel decreto impugnato (€ . 2.834,00), lo scaglione applicabile fosse quello compreso tra € . 1.100,01 e € . 5.200,00; riteneva, altresì, errata la compensazione operata con riferimento alle spese del primo giudizio di rinvio, in assenza dei requisiti di cui all’art. 92, comma 2, cod. proc. civ. (nella formulazione introdotta dalla legge n. 69 del 2009, applicabile ratione temporis ); rinviava alla medesima Corte d’Appello la quantificazione delle spese di lite.
Il giudice del secondo rinvio, con il decreto n. 78/2022 qui impugnato, ferme le altre statuizioni non oggetto di impugnazione, condannava il RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE al pagamento, con distrazione ex art. 93 cod. proc. civ., dei compensi professionali (determinati secondo i criteri stabiliti da Cass. Sez. U, n. 19014/2007): del giudizio di opposizione del primo grado di merito liquidati in € . 1.198,50; del primo giudizio di rinvio, liquidati in € . 300,00; del secondo giudizio di legittimità liquidati in € . 342,50; del giudizio del grado (secondo giudizio di rinvio) liquidati in € . 300,00.
NOME COGNOME impugnava il decreto n. 78/2022 innanzi a questa Corte, affidando il ricorso ad un unico motivo e illustrandolo con memoria.
Restava intimato il RAGIONE_SOCIALE.
CONSIDERATO CHE:
Con l’unico motivo di ricorso si deduce violazione e/o falsa applicazione di legge -artt. 10 e 91, cod. proc. civ.; art. 2233, comma 2, cod. civ.; liquidazione compensi ex D.M. n. 55/2014, e D.M. n. 37/2018. Il decreto impugnato ha liquidato le spese processuali del secondo giudizio di legittimità, nonché del secondo giudizio di rinvio, assumendo che per entrambe le fasi il valore RAGIONE_SOCIALE controversia doveva rientrare nel primo scaglione fino a € . 1.100,00.
Secondo il ricorrente, sia il secondo giudizio di legittimità sia il secondo giudizio di rinvio dovevano rientrare nello scaglione superiore delle rispettive Tabelle, 13 e 12, per le ragioni di séguito illustrate:
-il secondo giudizio di legittimità aveva ad oggetto sia l’inadeguatezza delle spese di lite del grado originario di merito, sia la compensazione integrale delle spese disposte per il giudizio di prima riassunzione: il valore RAGIONE_SOCIALE controversia, pertanto, doveva essere determinato sommando il decisum del (secondo) giudizio di legittimità,
€ . 1.198,50 relativo al grado originario di merito, con il decisum del primo giudizio di rinvio, liquidato in € . 300,00, per un valore di riferimento RAGIONE_SOCIALE controversia pari a € . 1.498,50 (corrispondente al secondo scaglione RAGIONE_SOCIALE Tabella 13);
il giudizio del secondo grado di rinvio aveva ad oggetto la rideterminazione delle spese dell’intero procedimento (grado originario di merito, primo giudizio di rinvio, secondo giudizio di legittimità): applicando gli stessi criteri, il valore di riferimento RAGIONE_SOCIALE controversia doveva essere determinato sommando il decisum relativo al grado originario di merito (€ . 1.198,50) con il decisum del primo giudizio di rinvio (€ . 300,00) e con il secondo giudizio di legittimità (€ . 342,50), per un valore complessi vo RAGIONE_SOCIALE controversia pari a € . 1.841,50, corrispondente al secondo scaglione RAGIONE_SOCIALE Tabella 12.
In definitiva, conclude il ricorrente, applicando le tariffe minime di cui al secondo scaglione – tenuto conto del valore RAGIONE_SOCIALE controversia da € . 1.100,01 a € . 5.200,00 – delle rispettive Tabelle n. 13 e n. 12, i compensi professionali dei due gradi sopra evidenziati devono essere liquidati in misura pari complessivamente:
-a € . 892,50 (€ . 337,50 fase di studio + € .370,00 fase introduttiva + € . 185,00 fase decisionale: Tabella 13) per il secondo giudizio di legittimità, e non pari a soli € . 342,50 (€ . 130,00 + € . 143,00 + € . 67,50), come liquidati dal decreto impugnato;
-a € . 1.198,50 (€ . 255,00 fase di studio + € . 255,00 fase introduttiva + € . 405,00 fase decisionale + € . 283,50 fase istruttoria: Tabella 12) per il secondo giudizio di rinvio, da incrementare del 30% ex art. 4, comma 1bis , D.M. n. 55 del 2014 (aumento su cui si è formato il giudicato interno, in assenza di impugnazione da parte dell’Amministrazione), per un totale di € . 1.558,05, e non pari a soli € .
300,00 (€ . 70,00 + € . 70,00 + € . 100,00 + € . 60,00), come liquidati dal decreto impugnato.
Il motivo è fondato nei limiti di quanto si dirà appresso.
La Corte d’Appello ha erroneamente ritenuto che il valore RAGIONE_SOCIALE causa del secondo giudizio di legittimità e del conseguente giudizio di rinvio rientrasse nella Tabella del D.M. n. 55 del 2014 fino a € . 1.100,00, senza tener conto che oggetto RAGIONE_SOCIALE controversia erano le spese complessive del giudizio de quo che, tenuto conto anche di quelle dei due giudizi di legittimità, del primo grado di merito e del primo giudizio di rinvio, superavano il valore di € . 1.100,00 (Cass. Sez. 2, Ordinanza n. 1894 del 2023; Cass. Sez. 2, Ordinanza n. 34656 del 2023).
Il decreto merita, pertanto di essere cassato.
3.1. Non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, si ritiene di procedere in questa sede alla decisione di merito ex art. 384 comma 2° cod. proc. civ. mediante la liquidazione delle spese processuali, da distrarsi in favore dell’AVV_NOTAIO che ne ha fatto richiesta, per il precedente giudizio di legittimità (conclusosi con l’ordinanza n. 38472/2021), per il secondo giudizio di rinvio ex art. 394 cod. proc. civ. (conclusosi col decreto n. 78/22), per il presente giudizio di legittimità relativo al ricorso contro il decreto RAGIONE_SOCIALE Corte d’Appello di Perugia n. 78/2022, applicando per i primi due giudizi le tariffe forensi del D.M. n. 55/2014, come aggiornato dal D.M. n. 37/2018, in quanto esauritisi prima RAGIONE_SOCIALE data di entrata in vigore RAGIONE_SOCIALE nuova disciplina parametrica (23.10.2022); applicando, invece, al presente giudizio di legittimità gli ulteriori aggiornamenti RAGIONE_SOCIALE tariffa di cui al D.M. n. 147/2022 sopravvenuti (in vigore dal 23.10.2022), atteso che il ricorrente ha depositato memoria.
Per il secondo giudizio di Cassazione il disputatum nei limiti del decisum era rappresentato dal differenziale dei compensi riconosciuti per il primo giudizio di merito, € . 598,50 (€ . 1.198,50 -€ . 600,00), dai compensi riconosciuti dovuti per il primo giudizio di Cassazione, € . 1.045,00, dai compensi riconosciuti dovuti per il primo giudizio di rinvio, € . 300,00, e quindi complessivamente € . 1. 943,50 (€ . 598,50 + € . 1.045,00 + € . 300,00): si ché per la liquidazione delle relative spese processuali va appli cato lo scaglione da € . 1.100,01 a € . 5.200,00 RAGIONE_SOCIALE Tabella 13; operata la riduzione del 50% prevista dall’art. 9 comma 1 D.M. n. 140/2012 sulla tariffa media, come stabilito dal D.M. n. 37/2018, gli importi spettanti ammontano a € . 337,50 per fase di studio, € . 370,00 per fase introduttiva ed € . 185,00 per fase decisionale, e quindi complessivamente a € . 892,50 per compensi, oltre € . 200,00 per spese, oltre IVA, CA e rimborso spese generali del 15%.
Per il secondo giudizio di rinvio davanti alla Corte d’Appello di Perugia il disputatum nei limiti del decisum era rappresentato dai compensi riconosciuti dovuti per il primo giudizio di merito, € . 1.198,50, dai compensi riconosciuti dovuti per il primo giudizio di Cassazione, € . 1.045,00, dai compensi riconosciuti dovuti per il primo giudizio di rinvio, € . 300,00, e dai compensi riconosciuti dovuti per il secondo giudizio di cassazione, € . 892,50, e quindi da € . 2.836,0 0 (€ . 598,5 0 + € . 1.045,00 + € . 300,00 + € . 892,50): si ché per la liquidazione delle relative spese processuali va applicato lo scaglione da € . 1.100,01 ad € . 5.200,00 RAGIONE_SOCIALE Tabella 12; operata la riduzione del 50% prevista dall’art. 9 comma 1 D.M. 140/2012 sulla tariffa media, come stabilito dal D.M. n. 37/2018, gli importi spettanti ammontano a € . 255,00 per fase di studio, € . 255,00 per fase intro duttiva, € . 283,50 per fase istruttoria/trattazione ed € . 405,00 per
fase decisoria, e così complessivamente a € . 1.198,50 per compensi, oltre IVA, CA e rimborso spese generali del 15%.
Per il presente giudizio di Cassazione il disputatum nei limiti del decisum é rappresentato dai compensi riconosciuti dovuti per il secondo giudizio di Cassazione, €. 892,50, e dai compensi riconosciuti dovuti per il secondo giudizio di rinvio, € . 1.198,50 (non dovendosi procedere all’aumento del 30% per l’uso di tecniche informatiche, non essendo argomentato in motivazione che esse siano state idonee ad agevolare la consultazione o la fruizione degli atti, e non essendo la relativa statuizione passata in giudicato, come pure affermato in ricorso, atteso che oggetto dell’impugnazione è la revisione delle predette spese processuali) , e quindi da € . 1.748 ,00 (€ . 892,50 + € . 1.198,50): si ché per la liquidazione delle relative spese processuali va applicato lo scaglione da € . 1.100,01 a € . 5.200,00 RAGIONE_SOCIALE Tabella 13; operata la riduzione del 50% prevista dall’art. 9 comma 1 DM n. 140/2012 sulla tariffa media, come stabilito dal D.M. n. 37/2018, gli importi spettanti sono di € . 354 ,50 per fase di studio, € . 388,50 per fase introduttiva e € . 194,50 per fase decisionale, e quindi complessivamente € . 937,50 per compensi, oltre a € . 200,00 per spese, oltre IVA, CA e rimborso spese generali del 15%.
P.Q.M.
La Corte Suprema di Cassazione, in accoglimento del ricorso, cassa il decreto RAGIONE_SOCIALE Corte d’Appello di Perugia n. 78/22 de ll’08 .09.2022 e, decidendo nel merito, condanna il RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE al pagamento delle spese processuali con distrazione in favore del legale antistatario del ricorrente, AVV_NOTAIO NOME AVV_NOTAIO COGNOME, che così liquida:
per il secondo giudizio di cassazione, complessivamente in €. 892,50 per compensi, oltre €200,00 per spese, oltre IVA, CA e rimborso spese generali del 15%.;
per il secondo giudizio di rinvio davanti alla Corte d’Appello di Perugia, complessivamente in € . 1.198,50 per compensi, oltre IVA, CA e rimborso spese generali del 15%;
-per il presente giudizio di Cassazione complessivamente in €. 937,50 per compensi, oltre €. 200,00 per spese, oltre IVA, CA e rimborso spese generali del 15%.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio RAGIONE_SOCIALE Seconda