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Licenziamento per permessi 104 e indagini investigative

La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un dipendente oggetto di licenziamento per permessi 104, sorpreso a svolgere attività personali anziché assistere il familiare disabile. La decisione si concentra sulla legittimità delle indagini private effettuate tramite collaboratori non autorizzati, sollevando dubbi sulla violazione della privacy e sull’utilizzabilità delle prove. Il caso è stato rinviato alla pubblica udienza per la rilevanza delle questioni di diritto.

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Pubblicato il 21 marzo 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Licenziamento per permessi 104 e prove investigative

Il licenziamento per permessi 104 è un tema centrale nel panorama del diritto del lavoro, poiché tocca il delicato equilibrio tra i diritti assistenziali dei lavoratori e il potere di controllo del datore di lavoro. Recentemente, un caso giunto dinanzi alla Corte di Cassazione ha sollevato interrogativi cruciali sulla validità delle prove raccolte tramite agenzie investigative private e sulla loro conformità alla normativa sulla privacy.

L’abuso dei permessi e l’accertamento dei fatti

La vicenda riguarda un dipendente che, durante le giornate di permesso ottenute per assistere la madre disabile, è stato monitorato da un’agenzia investigativa incaricata dalla società datrice di lavoro. I pedinamenti e le riprese video hanno rivelato che il lavoratore trascorreva gran parte del tempo in attività ricreative, tra cui visite a stabilimenti balneari, anziché presso il domicilio dell’assistita. Sulla base di tali risultanze, l’azienda ha intimato il recesso immediato per giusta causa.

La contestazione della prova investigativa

Il lavoratore ha impugnato il provvedimento, contestando non solo il merito dei fatti, ma soprattutto la legittimità delle indagini. Secondo la difesa, l’agenzia investigativa avrebbe violato le normative sulla protezione dei dati personali avvalendosi di collaboratori esterni non dichiarati e operando in modo difforme dal mandato conferito. Tale condotta, secondo questa tesi, renderebbe le prove raccolte inutilizzabili ai fini della decisione giudiziaria.

Validità del licenziamento per permessi 104 e privacy

La questione di diritto sollevata riguarda l’interpretazione del Codice della Privacy in relazione ai controlli datoriali. Se è vero che il datore di lavoro può controllare l’esatto adempimento dei doveri del dipendente anche fuori dal luogo di lavoro per prevenire illeciti, è altrettanto vero che tali controlli devono rispettare i principi di correttezza e trasparenza previsti dal legislatore.

le motivazioni

La Corte di Cassazione ha ritenuto che la questione posta dal ricorso sia di eccezionale rilievo, specialmente per quanto concerne l’interpretazione dell’articolo 160-bis del decreto legislativo n. 196 del 2003. La norma disciplina l’uso dei dati personali per l’esercizio del diritto alla prova in sede giudiziaria. Il Collegio ha ravvisato la necessità di chiarire se una violazione procedurale nel trattamento dei dati da parte dell’investigatore privato comporti automaticamente l’inutilizzabilità della relazione investigativa nel processo civile o se le conseguenze siano limitate alla sola responsabilità amministrativa dell’agenzia.

le conclusioni

In considerazione della novità della questione e della sua portata nomofilattica, ovvero la necessità di fornire una guida interpretativa uniforme per tutti i tribunali italiani, la Corte ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza. Questo passaggio permetterà un dibattito approfondito tra le parti e l’intervento del Pubblico Ministero. La futura sentenza dovrà definire se il controllo sul lavoratore che abusa dei permessi possa prevalere sul rispetto formale delle procedure di raccolta dati, tracciando un confine netto per i futuri casi di licenziamento per permessi 104.

Cosa succede se utilizzo i permessi della legge 104 per scopi personali?
Il lavoratore rischia il licenziamento per giusta causa in quanto l uso improprio dei permessi mina il vincolo di fiducia con il datore di lavoro e configura un abuso di un diritto assistenziale.

Il datore di lavoro può usare un investigatore privato per controllare un dipendente?
Sì, il controllo tramite agenzie investigative è considerato legittimo per verificare comportamenti illeciti del dipendente che avvengono al di fuori dell orario o del luogo di lavoro.

Una prova raccolta violando la privacy è sempre inutilizzabile nel processo?
La Corte di Cassazione deve ancora chiarire definitivamente questo punto, analizzando se le violazioni nel trattamento dei dati da parte di investigatori rendano nullo il licenziamento o meno.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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