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Licenziamento illegittimo: assenza e turni, la Cassazione ribalta la sentenza

Un Lavoratore è stato licenziato da un’Azienda di servizi per presunta assenza ingiustificata, mancata ripresa del servizio e alterazione dei turni di lavoro. I giudici di primo e secondo grado hanno dichiarato il licenziamento illegittimo, ordinando la reintegrazione e un risarcimento. L’Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ritenendo che la Corte d’Appello non avesse valutato correttamente la questione del congedo straordinario senza autorizzazione INPS e la natura fraudolenta della modifica dei turni. La sentenza è stata annullata e il caso rinviato a una nuova Corte d’Appello per una nuova valutazione sul licenziamento illegittimo.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 26196 Anno 2022 (Cass. civ. sez. lavoro n. 26196/2022)

Il Licenziamento Illegittimo: quando l’assenza e i turni di lavoro diventano un caso giudiziario

Il mondo del lavoro è spesso teatro di controversie complesse, specialmente quando si parla di licenziamento illegittimo. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha riacceso i riflettori su un caso emblematico, che riguarda un Lavoratore licenziato per presunte irregolarità legate ad assenze e modifiche dei turni. Questa decisione sottolinea l’importanza di una corretta valutazione dei fatti e delle norme applicabili in materia di diritto del lavoro. Capire i dettagli di questa sentenza può aiutare a comprendere meglio i diritti e i doveri di Lavoratori e Aziende.

La vicenda: un licenziamento illegittimo contestato

Un Lavoratore, impiegato presso un’Azienda di servizi, ha ricevuto un licenziamento. L’Azienda ha motivato la sua decisione con tre principali contestazioni. Primo, il Lavoratore avrebbe usufruito di un periodo di congedo straordinario (un’assenza dal lavoro per assistere un familiare, che richiede l’approvazione dell’INPS, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) senza aver ottenuto il necessario assenso. Nonostante le richieste dell’Azienda, il Lavoratore non avrebbe fornito la documentazione amministrativa richiesta. Secondo, il Lavoratore non avrebbe ripreso servizio nella data stabilita e non avrebbe svolto i turni programmati senza giustificazione. Terzo, il Lavoratore avrebbe modificato senza autorizzazione la propria scheda turni, facendo credere al responsabile che le modifiche fossero state disposte da un superiore. In questo modo, i giorni 12 e 13 giugno 2016, nei quali il Lavoratore non aveva lavorato, sarebbero stati indicati come “sosta turno”, escludendo l’obbligo di prestazione lavorativa.

Le decisioni dei primi gradi di giudizio sul licenziamento illegittimo

Il Lavoratore ha impugnato il licenziamento, sostenendo che fosse un licenziamento illegittimo. Il Tribunale di primo grado ha dato ragione al Lavoratore, dichiarando il licenziamento illegittimo. Ha ordinato all’Azienda di reintegrare (riassumere) il Lavoratore nel suo posto di lavoro e di pagargli un’indennità risarcitoria (una somma di denaro per compensare il danno subito) pari all’ultima retribuzione maturata dal momento del licenziamento fino alla reintegrazione. La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha confermato questa decisione. Ha ritenuto che le accuse mosse dall’Azienda fossero infondate. In particolare, per il congedo straordinario, ha osservato che l’Azienda in passato aveva accettato l’assenza anche solo con la domanda all’INPS, e non c’era prova di malafede del Lavoratore. Per la mancata ripresa del servizio, ha rilevato che il Lavoratore aveva cercato di contattare i responsabili per sapere quando riprendere. Infine, per la modifica dei turni, ha giudicato la prova dell’Azienda troppo generica e il reclamo non specifico.

Il ricorso in Cassazione: l’Azienda contesta il licenziamento illegittimo

L’Azienda non si è arresa e ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione, contestando la sentenza della Corte d’Appello. L’Azienda ha basato il suo ricorso su diversi motivi. Ha sostenuto che l’assenza del Lavoratore, in assenza dell’autorizzazione INPS per il congedo straordinario, doveva essere considerata ingiustificata. Questo avrebbe potuto configurare una giusta causa (un motivo così grave da giustificare il licenziamento immediato) o un giustificato motivo soggettivo (un motivo meno grave ma comunque rilevante per il licenziamento), come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL). L’Azienda ha anche lamentato che la Corte d’Appello non avesse valutato correttamente la condotta relativa alla modifica fraudolenta della scheda turni, che secondo l’Azienda avrebbe dovuto portare a una sanzione più grave del semplice richiamo conservativo.

Le motivazioni della Cassazione sul licenziamento illegittimo

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente il ricorso dell’Azienda. Ha ritenuto fondati i primi due motivi di ricorso. Per quanto riguarda il primo addebito, cioè l’utilizzo del congedo straordinario senza la necessaria autorizzazione dell’INPS, la Cassazione ha evidenziato un errore nella valutazione della Corte d’Appello. La legge prevede che il Lavoratore decada dai suoi diritti se l’INPS accerta l’insussistenza delle condizioni per il congedo. Pertanto, l’assenza doveva essere ricondotta alla disciplina del contratto collettivo per l’assenza ingiustificata, non potendo rilevare la prassi tollerante dell’Azienda in precedenti occasioni, che erano diverse perché l’autorizzazione INPS era poi arrivata.

Per il secondo motivo, relativo alla modifica della scheda turni, la Cassazione ha rilevato un “error in procedendo” (un errore nella procedura) da parte della Corte d’Appello. Quest’ultima aveva ritenuto che l’accusa di modifica fraudolenta dei turni non fosse stata adeguatamente contestata, ma la Cassazione ha invece constatato che il Lavoratore aveva regolarmente proposto una prova orale per dimostrare il carattere fraudolento della condotta. Questo significa che la Corte d’Appello non ha considerato correttamente le prove e le contestazioni relative a questo aspetto cruciale del licenziamento illegittimo.

Le conclusioni: il caso del licenziamento illegittimo torna in Appello

In base a queste considerazioni, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Azienda. Ha annullato la sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria e ha rinviato il caso a una diversa sezione della stessa Corte d’Appello. Questo significa che i giudici d’Appello dovranno riesaminare l’intera vicenda, tenendo conto delle indicazioni fornite dalla Cassazione, in particolare per quanto riguarda la corretta interpretazione delle norme sul congedo straordinario e la valutazione delle prove relative alla modifica dei turni. La nuova Corte d’Appello dovrà quindi rivalutare il complesso degli addebiti mossi al Lavoratore e decidere nuovamente sulla legittimità del licenziamento, regolando anche le spese legali del giudizio di Cassazione.

Cosa succede se l’INPS nega un congedo straordinario dopo che il lavoratore si è già assentato?
Se l’INPS nega l’autorizzazione per un congedo straordinario, l’assenza del lavoratore può essere considerata ingiustificata. Questo può avere conseguenze disciplinari, come previsto dal contratto collettivo applicabile.

Un datore di lavoro può licenziare un dipendente per assenza ingiustificata?
Sì, l’assenza ingiustificata può costituire un motivo valido per il licenziamento, a seconda della gravità e delle previsioni del contratto collettivo. La valutazione deve considerare tutte le circostanze del caso.

Qual è il ruolo della Corte di Cassazione in un caso di licenziamento?
La Corte di Cassazione non riesamina i fatti, ma verifica se i giudici precedenti hanno applicato correttamente la legge e le procedure. Se trova errori, annulla la sentenza e rinvia il caso a un altro giudice per una nuova decisione.

Termini giuridici

Reintegrazione
La riassunzione del lavoratore nel suo precedente posto di lavoro.
Indennità risarcitoria
Una somma di denaro pagata per compensare un danno subito.
Congedo straordinario
Un periodo di assenza dal lavoro concesso per motivi specifici, spesso legati all'assistenza di familiari disabili, che richiede l'approvazione dell'INPS.
Giusta causa
Un motivo così grave che non permette la prosecuzione del rapporto di lavoro, nemmeno in via provvisoria, giustificando il licenziamento immediato.
Controricorso
L'atto con cui la parte che ha vinto in appello risponde al ricorso presentato dall'altra parte in Cassazione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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