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Licenza di pubblica sicurezza per scommesse e slot

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha sanzionato con quindici mila euro una società che gestiva un centro scommesse per aver installato dieci apparecchi da intrattenimento senza la prescritta autorizzazione. I giudici di merito hanno annullato la sanzione. Secondo il tribunale e la corte d’appello, l’operatore estero di riferimento non aveva ottenuto la concessione statale a causa di ostacoli normativi contrari al diritto europeo. La Corte di Cassazione ha ribaltato l’esito e ha accolto il ricorso dell’amministrazione statale. I giudici di legittimità hanno chiarito che l’installazione delle macchinette richiede sempre la licenza di pubblica sicurezza per scommesse. Chi afferma di essere vittima di una discriminazione delle norme nazionali deve provarla in modo rigoroso in giudizio: la semplice convenienza economica a non partecipare ai bandi di gara italiani non esonera dal rispetto delle autorizzazioni di polizia.

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Pubblicato il 25 ottobre 2026 in Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 26991 Anno 2026 (Cass. civ. sez. 2 n. 26991/2026)

Principio di diritto In tema di sanzioni amministrative, l'installazione di apparecchi da divertimento ed intrattenimento presso centri che esercitano la raccolta di scommesse presuppone necessariamente il possesso della licenza di polizia ex art. 88 TULPS. Lo svolgimento dell'attività per un operatore estero privo di concessione statale resta illecito, a meno che l'esercente non fornisca puntuale prova in giudizio che la mancanza del titolo derivi da un'illegittima esclusione dalle gare o da un comportamento discriminatorio dello Stato, non rilevando la mera inopportunità economica della partecipazione alle gare medesime.

L’installazione di apparecchi da gioco nei centri collegati a società estere

La gestione delle sale giochi impone il rispetto di requisiti rigorosi a tutela dell’ordine pubblico. Molti operatori collegano i propri terminali a società allibratrici estere per trasmettere scommesse via web. In questi locali compaiono spesso anche apparecchi da intrattenimento a vincita in denaro, come le tradizionali slot machine. L’installazione di questi apparecchi richiede specifici requisiti di legge, tra cui la preventiva licenza di pubblica sicurezza per scommesse rilasciata dalla Questura. Le autorità statali eseguono verifiche capillari per verificare la presenza congiunta della concessione statale e del titolo di polizia.

Il controllo dei militari e l’annullamento della sanzione nei primi gradi di giudizio

I militari dell’Arma dei Carabinieri hanno ispezionato un esercizio commerciale che fungeva da centro trasmissione dati per un allibratore straniero. Nel locale operavano dieci apparecchi da gioco regolarmente provvisti di nulla osta, ma l’attività di scommesse si svolgeva senza il titolo autorizzatorio di polizia. L’ente statale dei monopoli ha quindi emesso un’ordinanza-ingiunzione da quindicimila euro a carico della società gerente e dei suoi soci.

L’azienda ha impugnato la sanzione davanti al tribunale civile, ottenendone l’annullamento. I giudici territoriali hanno confermato l’annullamento anche in appello. Secondo la corte territoriale, il gruppo estero non possedeva la concessione statale a causa di un’illegittima esclusione dalle gare italiane, ritenuta contraria ai principi europei di libertà di stabilimento. Di conseguenza, i giudici di merito hanno ritenuto giustificata la mancata richiesta del titolo di polizia, considerando non sanzionabile l’installazione degli apparecchi.

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell’Agenzia delle Dogane

L’amministrazione pubblica ha contestato la sentenza d’appello dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell’ente pubblico e hanno cassato la decisione di secondo grado con rinvio. La Corte ha stabilito che la presenza di apparecchi da divertimento all’interno di punti scommesse resta rigidamente vincolata al possesso dell’autorizzazione di pubblica sicurezza. Nessun centro di trasmissione dati può installare slot machine senza aver ottenuto il preventivo titolo rilasciato dal Questore, la cui validità poggia sulla regolare concessione ministeriale.

Le ragioni giuridiche del sistema a doppio binario e l’onere probatorio

La normativa italiana sui giochi adotta il sistema del doppio binario. L’operatore deve possedere sia la concessione economica dell’Agenzia dei Monopoli, sia la licenza di polizia del Questore. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha più volte dichiarato compatibile questo sistema con il diritto unionale, poiché la tutela dell’ordine pubblico e la prevenzione del crimine giustificano limiti alle libertà economiche.

Il giudice nazionale può disapplicare le norme interne soltanto se l’esercente dimostra che lo Stato italiano ha escluso l’operatore estero in modo discriminatorio e ingiustificato. Chi si oppone alla sanzione deve fornire la prova precisa di questa discriminazione. La corte d’appello ha commesso un errore: ha giustificato l’assenza di titoli parlando di una scelta imprenditoriale necessitata per ragioni economiche. La mera convenienza economica a disertare le gare pubbliche non costituisce una costrizione illegittima e non autorizza la gestione di giochi senza controlli.

Le conseguenze pratiche per i titolari di sale giochi e centri scommesse

I gestori di esercizi commerciali affiliati a marchi esteri affrontano rischi concreti di pesanti sanzioni pecuniarie. Chi installa apparecchi da intrattenimento senza verificare la completezza dei titoli abilitativi non può invocare automaticamente i precedenti comunitari favorevoli all’allibratore. L’imprenditore deve dimostrare in giudizio gli specifici comportamenti discriminatori subiti dalla casa madre durante le gare nazionali. La mancata partecipazione a una gara per ragioni di calcolo economico o di opportunità finanziaria non esclude la responsabilità amministrativa. Gli operatori devono verificare costantemente la regolarità della licenza di polizia prima di attivare congegni di gioco all’interno dei propri locali.

Serve sempre l’autorizzazione di polizia per installare apparecchi da intrattenimento?
Sì, nei locali in cui si raccolgono scommesse l’installazione degli apparecchi da intrattenimento richiede necessariamente la licenza di pubblica sicurezza rilasciata dalla Questura.

L’affiliazione a un bookmaker europeo esonera dai controlli dello Stato italiano?
No, il sistema italiano richiede sia la concessione statale sia la licenza di polizia, un meccanismo a doppio controllo ritenuto valido e compatibile con i principi dell’Unione Europea.

Cosa deve provare il gestore per contestare la sanzione?
Il gestore deve dimostrare in giudizio che la società estera di riferimento ha subito una discriminazione ingiustificata nell’accesso alle gare pubbliche, non bastando la mera convenienza economica a non partecipare ai bandi.

Termini giuridici

TULPS
Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, la legge fondamentale italiana che disciplina l'ordine pubblico, le autorizzazioni di polizia e la sicurezza dei cittadini.
Ordinanza-ingiunzione
Provvedimento con cui una pubblica amministrazione ordina a un cittadino o a un'impresa il pagamento di una sanzione economica per una violazione amministrativa.
Onere della prova
Regola secondo cui chi afferma un fatto davanti al giudice deve produrre i documenti o i testimoni necessari per dimostrarne la veridicità.
Centro Trasmissione Dati (CTD)
Esercizio commerciale che raccoglie proposte di giocata e le invia telematicamente a un operatore di scommesse, spesso situato all'estero.
Disapplicazione
Potere del giudice di non applicare una legge italiana quando questa si trova in aperto contrasto con le norme e i principi dell'Unione Europea.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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