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L’assemblea condominiale può validamente essere convocata dall’amministratore la cui nomina sia stata dichiarata illegittima

In tema di condominio di edifici, l’istituto della prorogatio imperii, che trova fondamento nella presunzione di conformità alla volontà dei condomini e nell’interesse del condominio alla continuità dell’amministratore, è applicabile in ogni caso in cui il condominio rimanga privato dell’opera dell’amministratore, e, pertanto, non solo nei casi di scadenza del termine di cui all’art. 1129 […]

Pubblicato il 25 February 2007 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

In tema di condominio di edifici, l’istituto della prorogatio imperii, che trova fondamento nella presunzione di conformità alla volontà dei condomini e nell’interesse del condominio alla continuità dell’amministratore, è applicabile in ogni caso in cui il condominio rimanga privato dell’opera dell’amministratore, e, pertanto, non solo nei casi di scadenza del termine di cui all’art. 1129 c.c., secondo comma, o di dimissioni, ma anche nei casi di revoca o di annullamento per illegittimità della relativa delibera di nomina. Ne consegue che l’assemblea può validamente essere convocata dall’amministratore la cui nomina sia stata dichiarata illegittima non ostando a tale conclusione il dettato di cui all’art. 66 c.c., secondo comma, il quanto il potere di convocare l’assemblea, da tale norma attribuito a ciascun condomino, presuppone la mancanza dell’amministratore, che è ipotesi diversa da quella che si verifica nei casi di cessazione, per qualsivoglia causa, del mandato dell’amministratore o di illegittimità della sua nomina. Cassazione Civile, Seconda Sezione, Sentenza n. 1405 del 23 gennaio 2007

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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