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Indennità ferie non godute: spetta anche per colpa?

Una dirigente pubblica, il cui incarico è stato revocato per “lesione del vincolo fiduciario”, si è vista negare in appello il pagamento delle ferie non godute. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che l’indennità ferie non godute spetta anche in caso di cessazione del rapporto per colpa del lavoratore. Il diritto alla monetizzazione viene meno solo se il datore di lavoro dimostra di aver formalmente invitato il dipendente a fruire delle ferie, avvisandolo della loro possibile perdita.

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Pubblicato il 28 agosto 2025 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Un lavoratore licenziato per giusta causa perde il diritto all’indennità per le ferie non godute?
No, secondo la Corte di Cassazione, la cessazione del rapporto per colpa del lavoratore (incluso il licenziamento disciplinare) non comporta automaticamente la perdita del diritto all’indennità sostitutiva per le ferie non godute.

Cosa deve dimostrare il datore di lavoro per non pagare l’indennità per le ferie non godute?
Il datore di lavoro deve dimostrare di aver formalmente invitato il lavoratore a fruire delle ferie e di averlo avvisato in modo specifico che, in caso di mancato godimento, le avrebbe perse al termine del rapporto, senza diritto alla monetizzazione.

La normativa che vieta la monetizzazione delle ferie nel pubblico impiego è sempre applicabile?
No, la norma non si applica quando il mancato godimento delle ferie è incolpevole, ovvero non dipende dalla volontà del lavoratore ma da cause di servizio o dal fatto che il datore di lavoro non lo ha messo nelle condizioni di fruirne, omettendo di invitarlo e avvisarlo della possibile perdita.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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