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Incompetenza territoriale: l’eccezione incompleta fallisce

Una società creditrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro un debitore per il pagamento di una fornitura di merci. Il debitore ha proposto opposizione eccependo l’incompetenza territoriale del giudice adito, indicando come competente un altro tribunale basandosi solo sul luogo di consegna della merce. Il Tribunale ha accolto l’eccezione, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici di legittimità hanno stabilito che, per sollevare validamente l’eccezione di incompetenza territoriale, la parte deve contestare tutti i criteri di collegamento concorrenti previsti dalla legge (compreso il domicilio del creditore). Non avendolo fatto, l’eccezione è incompleta e inefficace. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato la competenza del tribunale originariamente adito dal creditore.

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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

Incompetenza territoriale: come difendersi correttamente in tribunale

Quando si riceve una richiesta di pagamento, la prima reazione potrebbe essere quella di contestare il tribunale scelto dal creditore. Tuttavia, sollevare l’eccezione di incompetenza territoriale richiede il rispetto di regole molto severe. Non basta indicare un giudice diverso ritenuto più comodo o corretto. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito che chi contesta la competenza geografica del giudice deve smontare, uno per uno, tutti i possibili criteri di collegamento previsti dalla legge. Se il debitore dimentica anche solo uno di questi criteri, la causa rimane saldamente nelle mani del giudice scelto dal creditore.

La contestazione generica non basta per spostare la causa

Il caso nasce dall’opposizione a un decreto ingiuntivo (un ordine di pagamento emesso dal giudice). Una società creditrice aveva richiesto e ottenuto questo provvedimento contro un acquirente per il mancato pagamento di una fornitura di merci del valore di oltre dodicimila euro. L’acquirente si è opposto al decreto, sostenendo che il tribunale adito dal creditore non fosse quello corretto dal punto di vista geografico. Secondo la tesi del debitore, la competenza spettava esclusivamente al tribunale del luogo in cui la merce era stata consegnata. Il tribunale di primo grado ha inizialmente accolto questa contestazione, revocando il decreto ingiuntivo e dichiarandosi incompetente. La società creditrice ha deciso di non arrendersi e ha impugnato la decisione proponendo un regolamento di competenza davanti alla Corte di Cassazione. La creditrice ha evidenziato come l’eccezione del debitore fosse incompleta, poiché non aveva preso in considerazione tutti i criteri previsti dal codice di procedura civile.

Le motivazioni: la Cassazione chiarisce l’incompetenza territoriale

Le motivazioni della Cassazione sull’incompetenza territoriale chiariscono la corretta applicazione delle regole procedurali. I giudici hanno ricordato che il codice di procedura civile stabilisce diversi fori concorrenti per le cause relative ai diritti di obbligazione. Il creditore può scegliere tra il foro del domicilio del debitore, il foro in cui è sorto il contratto o il foro in cui deve essere eseguito il pagamento. Se il debitore intende contestare la scelta del creditore, deve dimostrare l’incompetenza del giudice con riferimento a tutti questi criteri. Non è sufficiente contestarne solo uno e ignorare gli altri. Nel caso specifico, l’opponente ha omesso di contestare il criterio del forum destinatae solutionis (il luogo dell’adempimento), che per i debiti di denaro coincide con il domicilio del creditore. Di conseguenza, la competenza del primo giudice si radica definitivamente proprio sul profilo che il debitore ha omesso di contestare.

Le conclusioni: il creditore vince e la causa torna al giudice originario

Le conclusioni sul caso confermano la vittoria della società creditrice. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza del tribunale di primo grado e ha dichiarato la competenza del tribunale originariamente scelto dal creditore. Il processo dovrà ora riprendere davanti a quel giudice entro i termini stabiliti dalla legge. Questo provvedimento lancia un messaggio chiaro a tutti i debitori e ai loro difensori. Le eccezioni di rito non possono essere generiche o parziali. Chi vuole spostare un processo in un’altra città deve svolgere un’analisi completa e rigorosa di tutte le norme sulla competenza, altrimenti rischia di vedere rigettata la propria difesa con un inutile aggravio di spese giudiziarie.

Cosa deve fare il debitore per contestare correttamente il tribunale scelto dal creditore?
Il debitore deve contestare specificamente tutti i criteri di collegamento previsti dalla legge, indicando per ciascuno di essi il giudice che ritiene competente.

Cosa succede se il debitore dimentica di contestare anche solo uno dei criteri di competenza?
La contestazione viene considerata incompleta e inefficace, con la conseguenza che la causa rimane davanti al giudice originariamente scelto dal creditore.

Qual è il giudice competente per il pagamento di una somma di denaro liquida?
La legge stabilisce che per i debiti di denaro liquidi il foro competente è quello del domicilio del creditore al momento della scadenza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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