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Incentivo progettazione: quando spetta al dipendente?

Un dipendente comunale ha richiesto un incentivo progettazione per lavori di manutenzione. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale compenso è dovuto solo se l’attività lavorativa include una fase specifica di progettazione, non essendo sufficiente il solo ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (RUP). La decisione del giudice di merito, che aveva concesso il compenso basandosi solo sul ruolo ricoperto, è stata annullata con rinvio alla Corte d’Appello per una nuova valutazione.

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Pubblicato il 7 gennaio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Incentivo Progettazione: Non Basta Essere RUP, Serve la Progettazione Effettiva

L’incentivo progettazione per i dipendenti pubblici è un tema che genera spesso contenziosi. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito un chiarimento fondamentale sui presupposti per il suo riconoscimento, specificando che il solo ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (RUP) non è sufficiente. Analizziamo insieme la vicenda e i principi di diritto affermati dai giudici.

I Fatti: Dal Decreto Ingiuntivo alla Cassazione

Un dipendente di un Comune, con contratto a tempo determinato, otteneva un decreto ingiuntivo per il pagamento di circa 7.500 euro a titolo di compenso incentivante, ai sensi dell’art. 92 del D.Lgs. 163/2006, per interventi di manutenzione. Il Comune si opponeva, ma sia il Tribunale che la Corte d’Appello confermavano il diritto del lavoratore a percepire l’incentivo.

Secondo i giudici di merito, era sufficiente che il dipendente avesse ricoperto l’incarico di RUP per i lavori di manutenzione in questione, come quelli relativi all’illuminazione e alla segnaletica stradale. Il Comune, non rassegnato, proponeva ricorso in Cassazione, sostenendo un’errata interpretazione della norma.

La Questione Giuridica sull’Incentivo Progettazione

Il cuore del problema ruota attorno a una domanda precisa: l’incentivo progettazione spetta per qualsiasi attività tecnica seguita da un dipendente pubblico, o è strettamente legato alla presenza di una fase di progettazione vera e propria?

Il Comune sosteneva che la norma, essendo una deroga al principio di onnicomprensività della retribuzione, dovesse essere interpretata in modo restrittivo. Pertanto, i semplici lavori di manutenzione, ordinaria o straordinaria, privi di un’attività di progettazione, non potevano dare diritto al compenso aggiuntivo.

Le Motivazioni della Cassazione: Un’Interpretazione Rigorosa

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, cassando la sentenza d’appello e fornendo un’interpretazione rigorosa della normativa.

Il Ruolo della Progettazione

I giudici supremi hanno sottolineato che l’art. 92 del D.Lgs. 163/2006 deve essere letto nel suo contesto normativo. La sezione in cui è inserito è intitolata “Corrispettivi, incentivi per la progettazione e fondi a disposizione delle stazioni appaltanti”. Questo, secondo la Corte, dimostra in modo inequivocabile che il presupposto per il riconoscimento dell’incentivo è lo svolgimento di un’attività di progettazione.

La giurisprudenza, sia di legittimità che contabile, è costante nel ritenere che l’incentivo sia escluso per la manutenzione ordinaria e ammesso per quella straordinaria solo se si rende necessaria un’attività di progettazione.

L’Insufficienza del Ruolo di RUP

Di conseguenza, la Corte ha stabilito che aver ricoperto il ruolo di RUP non è di per sé sufficiente per ottenere l’incentivo. Il giudice deve verificare se tale ruolo sia stato esercitato in relazione a opere o lavori che richiedevano una previa progettazione. Un dipendente può essere RUP anche per opere che non necessitano di questa fase, ma in tal caso non avrà diritto al compenso incentivante.

La Corte d’Appello ha quindi errato nel limitarsi a verificare il ruolo formale del dipendente, senza accertare la natura sostanziale dell’attività svolta.

Le Conclusioni e l’Impatto Pratico

La decisione della Cassazione rafforza un principio fondamentale: l’incentivo progettazione non è un’indennità legata a una qualifica, ma un compenso premiale per specifiche attività ad alto contenuto tecnico. Per averne diritto, il dipendente pubblico deve dimostrare di aver partecipato a un processo che include la progettazione di un’opera pubblica. La sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata alla Corte d’Appello, che dovrà riesaminare il caso attenendosi a questo principio, verificando se gli interventi di manutenzione svolti dal dipendente richiedessero effettivamente una fase progettuale.

L’incentivo per la progettazione spetta per qualsiasi attività di manutenzione svolta da un dipendente pubblico?
No, la Corte di Cassazione ha chiarito che l’incentivo non spetta per le attività di manutenzione ordinaria e neppure per quelle di manutenzione straordinaria se non richiedono una specifica e necessaria attività di progettazione.

È sufficiente ricoprire il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (RUP) per avere diritto all’incentivo?
No, non è sufficiente. L’ordinanza stabilisce che bisogna verificare se il ruolo di RUP sia stato svolto in relazione a opere che richiedevano una fase di progettazione. Il semplice incarico di RUP, in assenza di tale attività, non dà diritto al compenso.

Come deve essere interpretato l’art. 92 del D.Lgs. 163/2006?
Deve essere interpretato in modo restrittivo, in quanto rappresenta una deroga al principio di onnicomprensività della retribuzione del dipendente pubblico. L’incentivo è strettamente collegato allo svolgimento di attività di progettazione, come indicato dal contesto normativo in cui la disposizione è inserita.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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