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Improcedibilità ricorso cassazione: onere del deposito

La Corte di Cassazione dichiara l’improcedibilità di un ricorso a causa del mancato deposito degli atti processuali fondamentali su cui si basavano le censure del ricorrente. Nonostante la parte lamentasse che la Corte d’Appello avesse erroneamente ignorato documenti depositati telematicamente, non ha poi fornito gli stessi documenti alla Suprema Corte, impedendole di verificare la fondatezza del motivo. La decisione sottolinea la cruciale importanza dell’onere di deposito per evitare una declaratoria di improcedibilità ricorso cassazione.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Improcedibilità Ricorso Cassazione: L’Importanza di Depositare Tutti gli Atti

L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, offre un’importante lezione sull’improcedibilità ricorso cassazione, chiarendo un principio fondamentale: non basta lamentare un errore del giudice precedente, è indispensabile fornire alla Suprema Corte tutti gli strumenti per verificarlo. Nel caso specifico, il mancato deposito degli atti processuali su cui si fondava la censura ha condotto a una declaratoria di inammissibilità, evidenziando la centralità dell’onere di deposito a carico del ricorrente.

I Fatti di Causa: Dall’Appello alla Cassazione

La vicenda processuale ha origine da una decisione della Corte d’Appello, la quale aveva dichiarato improcedibile un appello per difetto di prova della notifica del ricorso alla controparte non costituita. L’appellante aveva sostenuto di aver depositato telematicamente, sebbene in ritardo rispetto al termine di cinque giorni, le note di trattazione scritta unitamente al ricorso notificato. Tuttavia, la Corte territoriale aveva dato atto che tali documenti non risultavano presenti nel fascicolo informatico al momento della decisione.

Di fronte a questa statuizione, la parte soccombente ha proposto ricorso per cassazione, basando la propria doglianza proprio sulla presunta erronea valutazione della Corte d’Appello riguardo al mancato reperimento dei documenti depositati.

L’Onere del Deposito e l’Improcedibilità Ricorso Cassazione

Il cuore della questione portata dinanzi alla Suprema Corte riguarda l’applicazione dell’art. 369, secondo comma, n. 4 del codice di procedura civile. Questa norma prescrive che, unitamente al ricorso, devono essere depositati, a pena di improcedibilità, “gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda”.

La Corte di Cassazione, pur riconoscendo in linea di principio la correttezza della tesi del ricorrente circa la natura meramente ordinatoria del termine per il deposito delle note di trattazione scritta, ha rilevato una mancanza fondamentale. Il ricorrente, pur avendo elencato nel proprio ricorso il “fascicolo di parte del grado di appello” e lo “storico documenti”, non ha concretamente depositato né le note scritte del 12.10.2022 né la prova della notifica del ricorso in appello, ovvero proprio gli atti indispensabili per consentire alla Corte di verificare la fondatezza della censura mossa alla sentenza impugnata.

Le Motivazioni della Cassazione

Le motivazioni della Corte sono cristalline. L’omesso deposito degli atti processuali essenziali impedisce qualsiasi verifica sulla fondatezza delle censure e, di conseguenza, rende il ricorso inammissibile. La Corte sottolinea che, a fronte della chiara affermazione della sentenza d’appello circa l’assenza di tali documenti nel fascicolo telematico, era onere indispensabile del ricorrente produrli nel giudizio di legittimità.

Il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione impone che il ricorso stesso contenga tutti gli elementi necessari a porre il giudice di legittimità in condizione di avere la completa cognizione della controversia, senza la necessità di accedere a fonti esterne. In questo caso, la mancata produzione materiale dei documenti citati ha violato tale principio, precludendo alla Corte l’esame nel merito del motivo di ricorso. L’elencazione dei documenti nell’atto non può sostituire il loro effettivo deposito.

Le Conclusioni

La decisione riafferma un caposaldo del processo di cassazione: la responsabilità di fornire alla Corte tutti gli elementi di valutazione ricade interamente sul ricorrente. L’improcedibilità del ricorso per cassazione non è una mera sanzione formale, ma la diretta conseguenza dell’impossibilità per il giudice di esercitare la propria funzione di controllo di legittimità. Per gli operatori del diritto, questa ordinanza costituisce un monito a non dare per scontato nulla: ogni documento menzionato come fondamentale per una censura deve essere materialmente e tempestivamente depositato, pena la vanificazione dell’intera azione giudiziaria.

È sufficiente elencare i documenti nel ricorso per cassazione per assolvere all’onere di deposito?
No, non è sufficiente. L’ordinanza chiarisce che i documenti su cui si fonda il ricorso devono essere concretamente e materialmente depositati unitamente al ricorso stesso, come prescritto dall’art. 369 c.p.c., a pena di improcedibilità. La mera elencazione non sostituisce il deposito.

Qual è la conseguenza del mancato deposito degli atti processuali indispensabili su cui si fonda il ricorso per cassazione?
La conseguenza è l’improcedibilità del ricorso. Se la parte omette di depositare gli atti che sono essenziali per permettere alla Corte di Cassazione di verificare la fondatezza delle censure mosse, il ricorso non può essere esaminato nel merito e viene dichiarato inammissibile.

Il carattere ordinatorio del termine per il deposito delle note scritte sana il mancato deposito di altri atti essenziali in cassazione?
No. Sebbene la Corte riconosca che il termine per il deposito delle note di trattazione scritta sia ordinatorio, ciò non esonera il ricorrente dall’onere, previsto a pena di improcedibilità, di depositare tutti gli atti processuali cruciali su cui basa le proprie doglianze nel successivo giudizio di cassazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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