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Giuramento decisorio: la firma della parte salva il compenso

Due professionisti hanno richiesto il pagamento delle proprie competenze a una cliente, la quale ha eccepito la prescrizione presuntiva del credito. Per superare tale eccezione, i professionisti hanno deferito il giuramento decisorio. Il Tribunale ha ritenuto inammissibile il giuramento perché proposto dal difensore privo di procura speciale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dei professionisti, stabilendo che il giuramento decisorio è valido se l’atto istruttorio che lo contiene risulta sottoscritto personalmente dalle parti, anche senza una procura speciale del difensore. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.

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Pubblicato il 21 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

Il giuramento decisorio e il recupero dei compensi professionali

I professionisti che svolgono un’attività intellettuale hanno diritto a ricevere il compenso pattuito per le prestazioni rese. Tuttavia, il decorso del tempo può ostacolare il recupero delle somme a causa della prescrizione presuntiva (presunzione di avvenuto pagamento). In questi casi, uno strumento processuale fondamentale per superare l’eccezione del debitore è il giuramento decisorio. La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito le modalità formali con cui questo strumento deve essere introdotto nel giudizio per essere considerato pienamente valido ed efficace.

Il caso concreto: la richiesta di pagamento e l’eccezione di prescrizione

Due avvocati hanno agito in giudizio per ottenere il pagamento delle proprie spettanze professionali da una cliente. La cliente si è difesa eccependo la prescrizione presuntiva del credito, sostenendo che il tempo massimo per richiedere il pagamento fosse ormai scaduto. Per contrastare questa difesa e dimostrare il mancato pagamento, i professionisti hanno formulato una richiesta di giuramento. Il Tribunale di merito ha rigettato la domanda dei professionisti. Il giudice ha ritenuto inammissibile la richiesta di giuramento perché inserita in una nota scritta dal difensore che non era munito di una procura speciale. I professionisti hanno quindi proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione per far valere le proprie ragioni.

Come funziona il giuramento decisorio nel processo civile

Il codice di procedura civile prevede che una parte possa sfidare l’avversario a giurare sulla verità di una determinata circostanza di fatto. Se l’avversario giura, vince la causa su quel punto specifico; se si rifiuta di giurare, perde la controversia. Si tratta di un mezzo di prova estremamente forte e solenne, che definisce la lite in modo definitivo. Proprio per la sua gravità, la legge richiede tutele rigorose per la sua attivazione all’interno del processo. In particolare, la richiesta di giuramento deve provenire direttamente dalla parte interessata e non può essere formulata autonomamente dal difensore, a meno che quest’ultimo non abbia ricevuto un mandato specifico attraverso una procura speciale. La giurisprudenza ha dovuto chiarire se la firma autografa della parte sulla nota difensiva sia sufficiente a soddisfare questo requisito formale, superando la mancanza di una procura formale.

Le motivazioni della Cassazione sul giuramento decisorio

I giudici della Suprema Corte hanno accolto il primo motivo di ricorso presentato dai professionisti. La Cassazione ha stabilito che il giuramento decisorio è ritualmente deferito quando l’atto che lo contiene è sottoscritto personalmente dalla parte interessata. Nel caso specifico, i professionisti avevano firmato di proprio pugno la nota istruttoria contenente la formula del giuramento. Questa firma personale esclude la necessità di una procura speciale in capo al difensore che deposita l’atto in cancelleria. Il Tribunale ha commesso un grave errore di diritto non verificando la presenza delle firme autografe dei professionisti sulla nota scritta. La Corte ha inoltre precisato che la prescrizione del credito professionale decorre dal momento in cui l’affare si esaurisce, coincidente con la decisione della lite o la conciliazione, e non da eventi successivi come l’effettivo incasso delle somme da parte del cliente o di un suo delegato.

Le conclusioni sul diritto al compenso dei professionisti

La decisione della Corte di Cassazione rappresenta un importante chiarimento pratico per la tutela dei crediti professionali e per l’utilizzo degli strumenti di prova nel processo. La Suprema Corte ha cassato la decisione del Tribunale di Roma e ha rinviato la causa per un nuovo esame del merito. Il giudice del rinvio dovrà ora valutare la richiesta di giuramento tenendo conto della validità della sottoscrizione personale dei professionisti. Questa pronuncia conferma che la firma autografa della parte sull’atto processuale sana la mancanza di una procura speciale del difensore. I professionisti vedono così riaperta la possibilità di dimostrare il proprio credito attraverso il giuramento della cliente, ristabilendo l’equilibrio contrattuale.

Chi può deferire il giuramento decisorio nel processo civile?
Il giuramento decisorio deve essere deferito personalmente dalla parte interessata oppure dal suo difensore munito di una procura speciale rilasciata appositamente per questo atto.

Cosa succede se la richiesta di giuramento è firmata direttamente dalla parte?
Se la parte firma personalmente la nota o l’atto contenente il giuramento, la richiesta è pienamente valida anche se il difensore non possiede una procura speciale.

Da quando decorre la prescrizione per il compenso dell’avvocato?
La prescrizione del diritto al compenso decorre dal momento in cui l’incarico professionale giunge al termine, ad esempio con la sentenza definitiva o la conciliazione della lite.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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