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Fauna selvatica: la Regione risponde dei danni

La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un sinistro stradale causato dall’impatto tra una vettura e un capriolo, appartenente alla fauna selvatica. Il Tribunale, in secondo grado, aveva negato il risarcimento applicando l’art. 2043 c.c. e ritenendo non provata la colpa della Regione. La Suprema Corte ha invece stabilito che ai danni causati dalla fauna selvatica si applica la presunzione di responsabilità ex art. 2052 c.c., gravante sulla Regione in quanto ente titolare dei poteri di gestione del territorio. La sentenza è stata cassata per difetto di motivazione riguardo alla condotta del conducente.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Fauna selvatica: la Cassazione chiarisce la responsabilità della Regione

Il tema del risarcimento danni causati da un impatto con la fauna selvatica rappresenta una delle questioni più dibattute nelle aule di giustizia. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha gettato nuova luce sui criteri di imputazione della responsabilità, stabilendo un principio fondamentale per la tutela degli automobilisti.

Il caso: l’impatto con un capriolo

La vicenda trae origine da un incidente avvenuto su una strada provinciale, dove un capriolo è sbucato improvvisamente colpendo una vettura in transito. Se in primo grado il Giudice di Pace aveva riconosciuto il diritto al risarcimento, il Tribunale, in sede di appello, aveva ribaltato la decisione. Secondo i giudici di merito, l’automobilista non aveva fornito prova della colpa specifica dell’ente pubblico, inquadrando la fattispecie nell’alveo della responsabilità generica ex art. 2043 c.c.

La decisione della Cassazione sulla fauna selvatica

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della danneggiata, censurando l’interpretazione del Tribunale. Il punto centrale della decisione riguarda l’applicabilità dell’art. 2052 c.c., che prevede una presunzione di responsabilità per i danni causati dagli animali. La Corte ha confermato che la fauna selvatica rientra in questa disciplina, poiché le Regioni hanno il potere e il dovere di gestire e tutelare il patrimonio faunistico.

Concorso di presunzioni e onere della prova

Un aspetto innovativo dell’ordinanza riguarda il rapporto tra la responsabilità del proprietario dell’animale (la Regione) e quella del conducente del veicolo (art. 2054 c.c.). La Cassazione ha chiarito che queste due presunzioni concorrono. Ciò significa che non basta invocare la responsabilità della Regione: il giudice deve valutare se anche il conducente abbia fatto tutto il possibile per evitare il danno. Tuttavia, se il conducente dimostra di aver guidato con prudenza, la responsabilità ricade interamente sull’ente pubblico.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sul superamento di un vecchio orientamento che escludeva la P.A. dall’applicazione dell’art. 2052 c.c. I giudici hanno evidenziato che l’attribuzione di poteri gestori sulla fauna selvatica alle Regioni comporta necessariamente l’assunzione delle connesse responsabilità. Inoltre, è stata rilevata una grave carenza motivazionale nella sentenza d’appello, che aveva escluso il risarcimento senza spiegare perché la condotta del conducente fosse da considerarsi colposa, nonostante l’accertamento contrario del primo grado.

Le conclusioni

In conclusione, l’ordinanza stabilisce che la Regione risponde dei danni da fauna selvatica a meno che non provi il caso fortuito. Per l’automobilista, questo significa un onere probatorio più agevole, dovendo dimostrare solo l’accaduto e il nesso causale. La causa è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame che tenga conto della presunzione di responsabilità aggravata a carico dell’ente regionale e della corretta valutazione della condotta di guida.

Quale norma si applica ai danni causati da animali selvatici?
Si applica l’articolo 2052 del Codice Civile, che prevede una presunzione di responsabilità a carico della Regione in quanto ente gestore della fauna.

L’automobilista deve sempre provare la colpa della Regione?
No, spetta alla Regione dimostrare il caso fortuito per liberarsi dalla responsabilità, mentre il danneggiato deve provare l’incidente e il nesso di causalità.

Cosa succede se il conducente non prova di aver fatto il possibile per evitare l’impatto?
In questo caso la responsabilità può essere ripartita tra il conducente e la Regione, poiché le presunzioni di colpa previste dagli articoli 2052 e 2054 c.c. possono concorrere.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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