LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Errore materiale: correzione nomi giudici

La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un Errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. Nello specifico, nell’intestazione del provvedimento era stato erroneamente inserito il nominativo di un magistrato non facente parte del collegio giudicante. Trattandosi di una mera svista formale che non tocca il merito della decisione, la Corte ha applicato l’art. 391 bis c.p.c. ordinando l’eliminazione del nome in eccesso.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 1 aprile 2026 in Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Errore materiale nella sentenza: la correzione dei nomi

L’Errore materiale in un provvedimento giudiziario può sembrare un dettaglio minore, ma richiede una procedura specifica per essere sanato. Recentemente, la Corte di Cassazione è intervenuta per correggere un’ordinanza che riportava erroneamente un componente del collegio in eccesso, garantendo la precisione formale degli atti pubblici.

L’errore materiale nel processo civile

Nel diritto processuale, l’Errore materiale consiste in una divergenza involontaria tra il pensiero del giudice e la sua espressione grafica nel provvedimento. Non si tratta di un errore di giudizio o di interpretazione della legge, ma di una semplice svista, come un refuso o un’errata indicazione di nomi e dati numerici. La legge prevede uno strumento rapido per rimediare: il procedimento di correzione, che evita di dover ricorrere a impugnazioni complesse per semplici lapsus.

Gestire l’errore materiale nell’intestazione

Il caso analizzato riguarda un’ordinanza in cui, tra i componenti del collegio giudicante, era stato indicato un magistrato in più rispetto a quelli che avevano effettivamente partecipato alla decisione. Una cittadina ha quindi promosso il procedimento di correzione contro diverse società e soggetti privati coinvolti nel giudizio originario. La presenza di un nome estraneo nell’intestazione costituisce un classico esempio di svista formale che deve essere eliminata per rendere il documento conforme alla realtà processuale.

La decisione della Corte

La Suprema Corte, esaminata la richiesta, ha confermato la sussistenza dell’errore. Poiché l’indicazione del magistrato aggiuntivo non derivava da una reale partecipazione dello stesso alla camera di consiglio, ma da un mero errore di compilazione dell’intestazione, è stato ritenuto esperibile il rimedio previsto dal codice di rito. La Corte ha dunque ordinato la cancellazione del nominativo non pertinente, disponendo che la Cancelleria effettui le annotazioni necessarie sull’originale del provvedimento.

Le motivazioni

Le motivazioni si fondano sull’applicazione dell’articolo 391 bis del codice di procedura civile. Tale norma disciplina specificamente la correzione degli errori materiali e dei calcoli contenuti nelle sentenze e nelle ordinanze della Cassazione. Il Collegio ha rilevato che la discrepanza tra la composizione effettiva dell’organo giudicante e quella riportata nell’atto era evidente e non incideva minimamente sulla sostanza della decisione presa. Trattandosi di un vizio puramente formale, la procedura di correzione è l’unico strumento idoneo a ripristinare la regolarità dell’atto senza alterarne il contenuto dispositivo.

Le conclusioni

In conclusione, la pronuncia ribadisce l’importanza della precisione formale nei provvedimenti giudiziari. La correzione di un Errore materiale non è solo una questione di forma, ma un atto necessario per garantire la certezza del diritto e la corretta identificazione dei soggetti che esercitano la funzione giurisdizionale. La procedura semplificata permette di emendare il testo in tempi brevi, assicurando che l’ordinanza rispecchi fedelmente lo svolgimento del processo e la reale composizione del collegio che ha emesso il verdetto.

Cos’è l’errore materiale in una sentenza?
Si tratta di una svista formale, come un refuso o un’errata indicazione di nomi, che non altera la sostanza della decisione presa dal giudice.

Come si corregge un errore in Cassazione?
La parte interessata può richiedere la correzione tramite il procedimento previsto dall’articolo 391 bis del codice di procedura civile.

Cosa succede se viene indicato un giudice in più?
La Corte dispone la correzione dell’intestazione eliminando il nominativo inserito per errore, senza che ciò influisca sulla validità del verdetto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati